Lettera ad Emergency da Nella Ginatempo
Carissimo Gino, e Teresa, e Maso e Vauro e tutti i medici e i volontari di
questa meravigliosa realtà che si chiama Emergency.
Credo che il merito più importante che sempre mi commuove è il fatto  che
Emergency tiene fermo un piede dentro la porta. Su quella porta c'è scritto
GUERRA e se si chiudesse sarebbe finita la speranza per tutte e tutti noi.
Ogni volta che apro il sito o leggo il giornale di Emergency o leggo i
reportage di peacereporter mi dico: ci sono ancora per fortuna. C'è ancora
qualcuno che parla il linguaggio della ragione e della solidarietà, non
quello delle armi e della totale violazione della Persona Umana.
La logica della guerra non tollera questo linguaggio e soprattutto non
tollera i comportamenti solidali di chi rifiuta l'idea di nemico, di chi
vuole curare tutti gli esseri umani vittime di violenza, di chi si apre ad
ogni trattativa, alla diplomazia dal basso per salvare vite umane. Ciò che
il governo afghano sta facendo contro Emergency è davvero infame proprio
perchè è basato sulla logica di guerra, su ritorsione, menzogna, violenza.
Ma altrettanto infame è il trattamento riservato ad Emergency dal governo
italiano che per codardia e servilismo nei confronti degli USA ha
brutalmente chiuso la trattativa per liberare gli ostaggi, causando
indirettamente la morte di Adjmal, un afghano, dunque un morto che non pesa
nel teatrino politico italiano.L'infamia continua con la detenzione di
Rahmat da parte del governo fantoccio di Kabul. Un sequestrato torturato e
fatto sparire senza processo, senza diritti, in quella culla di democrazia
che è il regime di Kabul, alimentato dalla guerra per la democrazia !!!
Di questa infame guerra siamo complici noi italiani brava gente, complici di
un regime di criminali di guerra e terroristi, complici di una occupazione
militare schifosa al seguito di una potenza staniera che ha asservito anche
noi, complici di migliaia di omicidi di persone innocenti tramite i
bombardamenti della NATO e le sparatorie della polizia afghana sui civili.
Se avessimo un governo ispirato non alla democrazia ma anche soltanto alla
dignità e alla lealtà, dovremmo ritirare il nostro ambasciatore da Kabul,
interrompere i rapporti diplomatici con Karzai e ritirare le truppe da un
paese il cui governo viola i diritti umani e minaccia l'esistenza stessa
della nostra Emergency. Rahmatullah dovrebbe essere un vanto nazionale per
noi, avendo fatto liberare due ostaggi italiani e dovrebbe ricevere un
premio speciale: la sua liberazione sarebbe una restituzione di sovranità
nazionale al nostro paese. Ad ogni costo il governo italiano dovrebbe
difendere Emergency e assumersi le sue responsabilità, affrontando gli USA e
finalmente dissociandosi dalla guerra, da questa schifosa missione militare
e dalla sua insostenibile logica di guerra.
Un abbraccio Nella Ginatempo


--
L'utopia sta all'orizzonte. Mi avvicino di due passi, lei si allontana di
due passi. Faccio dieci passi e l'orizzonte si allontana di dieci passi. Per
quanto cammini, non la raggiunger�� mai. A cosa serve l'utopia? A questo:
serve a camminare.
  Edoardo Galeano
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