UN FONDO REGIONALE PER LA NON AUTOSUFFICIENZA


La condizione di non autosufficienza deve essere affrontata con interventi 
integrati sanitari e sociali.

Priorità deve essere data agli interventi per prevenire, contrastare e 
rallentare il manifestarsi della condizione di non autosufficienza, favorire la 
permanenza in famiglia e limitare il ricovero permanente nelle strutture 
residenziali. 

Il "Fondo regionale per la non autosufficienza" che proponiamo di istituire, 
deve essere distribuito ai comuni singoli o associati e non deve riguardare 
prestazioni di carattere sanitario la cui copertura deve essere assicurata dal 
Fondo Sanitario Regionale. In particolare la sanità deve sviluppare il servizio 
della ospedalizzazione a domicilio, oggi gravemente carente, il cui onere deve 
essere a totale carico dello Stato.

Per quanto riguarda l'Assistenza Domiciliare Integrata e le strutture 
residenziali e semiresidenziali e i centri diurni-integrati occorre elevare 
sensibilmente la copertura del costo a carico della Sanità.

Su questo punto a seguito di un'iniziativa dell'ANCI-Lombardia vi è l'impegno 
della Regione a costituire un "Tavolo Tecnico" con ANCI e con i soggetti 
gestori pubblici e privati per affrontare il problema. Chiediamo che questa 
iniziativa venga allargata anche alla partecipazione dei soggetti sociali 
(sindacati, associazioni, comitati).Al riguardo va segnalata anche una recente 
sentenza del giudice del Tribunale di Milano che determina al 76.6% la quota 
sanitaria del costo del ricovero. 

Il "Fondo regionale per la non autosufficienza" dovrà invece servire a 
finanziare le seguenti prestazioni:

 

  a.. Rimborsare i comuni che si accollano la quota sociale-alberghiera delle 
rette delle strutture di ricovero non coperta dall'utente che oggi viene  
addossata ai famigliari in violazione di quanto previsto dalla legge (Dec. 
Leg.vo 130/2000-Artc.54 L.289/2000). Anche su questo punto vi è stata una 
recente sentenza del T.A.R. della Sicilia che sancisce l'illegittimità di 
considerare la situazione reddituale del nucleo familiare per calcolare la 
contribuzione al costo della prestazione. Si conferma quindi l'obbligo di 
considerare la situazione economica del solo assistito "anche a prescindere 
dalla mancata adozione del D.P.C.M. previsto nella norma, trattandosi di 
prescrizione immediatamente precettiva". Questo obiettivo deve essere collegato 
alla predisposizione di uno strumento di regolamentazione e controllo delle 
rette e dal ripristino delle Unità di Valutazione Geriatria (U.V.G.).
  b.. Erogare un contributo economico- non sostitutivo dei servizi dovuti - 
alle famiglie al cui interno è presente un malato cronico non autosufficiente o 
un disabile grave.
  c.. Contribuire al finanziamento di altri servizi sociali erogati dai comuni 
a soggetti non autosufficienti o disabili gravi con particolare riferimento 
all'assistenza domiciliare.
 

Stime fatte portano a valutare l'entità per il Fondo per la Lombardia intorno 
alla cifra di 400 milioni di Euro all'anno. Tale entità potrà essere raggiunta 
gradualmente, tenendo conto che, per quanto riguarda per es. l'obiettivo 
dell'applicazione del decreto legislativo 130/2000 l'intervento del Fondo è 
subordinato a decisioni che devono essere assunte dai comuni.

La copertura finanziaria dovrà essere assicurata ricorrendo a tre fonti:

1.      una quota del Fondo nazionale per la non autosufficienza che dovrà 
essere sensibilmente aumentato, anche nell'ambito dell'ipotesi di una legge 
nazionale sulla non autosufficienza che è stata annunciata dal Governo, in 
risposta alle sollecitazioni crescenti che vengono da più parti; per affrontare 
in modo organico ed adeguato un problema che è destinato ad assumere una 
rilevanza sociale enorme nei prossimi anni..

2.      una quota delle risorse del Fondo Regionale per le politiche sociali 
trasferito dallo Stato ai sensi della Legge 328/2000.

3.      una quota delle entrate regionali anche provenienti dalla fiscalità 
generale. Si potrebbe attingere, ad esempio, ad una quota dell'addizionale 
IRPEF regionale come proposto dai sindacati

Milano, 18giugno 2007
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