...naturalmente ignorata dai grandi  mezzi di disinformazione.



"Breve cronistoria degli ultimi avvenimenti nella "Guerra dell'Acqua" in Umbria
Il 24 maggio una determina dirigenziale della Regione Umbria concede alla 
società Idrea del gruppo Rocchetta spa di sfruttare due pozzi siti in località 
Corcia (Gualdo Tadino), nonostante sia stato scientificamente accertato che 
quei pozzi incidono direttamente sull'acquifero di approvvigionamento del Rio 
Fergia (così come risulta anche dagli studi effettuati dall'ARPA). 

Il 15 giugno il Comitato per la difesa del Rio Fergia viene a conoscenza della 
determina dirigenziale e riprende la mobilitazione.

Domenica 24 giugno, festa di San Giovanni, patrono di Boschetto. Prima della 
processione, tutta la cittadinanza del luogo si riversa in piazza e dà vita ad 
un'assemblea cittadina. All'unanimità si dichiara lo stato di mobilitazione 
permanente e si decide di organizzare un presidio costante (24h su 24h) presso 
i pozzi. Delle postazioni vengono organizzate presso tutti gli accessi alla 
zona organizzata. Il portavoce del comitato, Sauro Vitali, ed il parroco del 
paesino promettono: "se la Rocchetta suonerà le proprie trombe, noi suoneremo 
le nostre campane!". L'allarme, infatti, verrà dato dal suono delle campane 
della chiesetta di Boschetto: a quel segnale tutta la popolazione dovrà 
impedire il passaggio di chiunque verso la "zona rossa".

Martedì 3 luglio, ore 10, in Consiglio regionale, a Perugia, si discutono due 
mozioni, una presentata da PRC-Verdi-SDI-PdCI e un'altra da un consigliere di 
AN, per la revoca della determina dirigenziale. La seduta è tesissima: oltre un 
centinaio di manifestanti, venuti da Nocera Umbra, Gualdo Tadino, Foligno, 
Gubbio, è pronto ad occupare il Consiglio Regionale. La presidente della 
Regione, Maria Rita Lorenzetti, è nerissima: la sua preoccupazione è condivisa 
da tutto il Partito Democratico. C'è la possibilità che il Consiglio voti la 
revoca: una maggioranza numerica favorevole (almeno a parole!) alle ragioni dei 
cittadini pare esserci! Nessuna delle due mozioni riesce, però, ad ottenere la 
maggioranza. Il centrodestra boccia la mozione della sinistra. Neanche lo 
sforzo di Rifondazione Comunista di votare la mozione di AN, pur di non 
deludere i cittadini, riesce a bastare: finisce 14 a 14! Scoppia la bagarre in 
Consiglio, con i manifestanti che cercano di occupare l'assise. Nel pomeriggio 
la protesta viene sospesa e i cittadini fanno ritorno a Boschetto (frazione fra 
i Comuni di Gualdo Tadino e Nocera Umbra, "capitale simbolica" della protesta).

Sabato 21 luglio, dalle ore 7 alle ore 11, manifestazione sulla SS 3 Flaminia. 
Un migliaio di manifestanti (mille per gli organizzatori, 400 per le forze 
dell'ordine), guidati dal Comitato per la difesa del Rio Fergia, blocca la 
strada statale, nel tratto che va dalla frazione di Gaifana (Nocera Umbra) a 
quella di Boschetto (Gualdo Tadino), per difendere le sorgenti del Rio Fergia e 
protestare contro la concessione che la Regione ha conferito alla società 
Rocchetta per l'imbottigliamento delle acque minerali.

Giovedì 26 luglio, ore 11.30, si costituisce a Foligno il Comitato per la 
difesa del fiume Topino (il fiume cittadino ormai agonizzante, come l'intero 
sistema idrico ed acquifero dell'appennino umbro). Alla conferenza stampa, 
sulle rive del fiume, i promotori, in maniera simbolica e non violenta, 
svuotano delle bottiglie di acqua minerale "Rocchetta" sul letto del fiume, per 
restituire l'acqua al proprio corso naturale e per protestare contro la 
decisione della regione di permettere nuovi prelievi alle sorgenti del Rio 
Fergia. Viene annunciata una campagna di boicottaggio dei prodotti del gruppo 
Rocchetta.

Giovedì 26 luglio, ore 11.30, delle ruspe si presentano in località Corcia 
(Gualdo Tadino), in prossimità del sito dove sono presenti i pozzi che la 
Rocchetta vuole utilizzare. Al suono delle campane del parroco di Boschetto 
centinaia di cittadini accorrono per bloccare l'accesso ai pozzi ed impedire i 
lavori. Le forze dell'ordine presenti, convinte dai manifestanti, invitano le 
ruspe a tornare indietro.

Lunedì 30 luglio, ore 4.30 (di mattina!) diverse centinaia di manifestanti si 
radunano a Corcia, presso i pozzi, perché in mattinata è previsto un nuovo 
arrivo delle ruspe. Il prefetto dà disposizione alle forze dell'ordine di 
scortare le ruspe fino ai pozzi, in modo da avviare i lavori. Vista l'imponente 
presenza dei cittadini già alle prime luci del mattino, le ruspe vengono 
prudentemente fatte ricoverare presso l'attuale stabilimento della Rocchetta e 
lì restano. Le forze dell'ordine circondano tutta la zona e organizzano dei 
posti di blocco: il territorio è isolato dal resto del mondo. I manifestanti, 
in maniera democratica e non violenta, cercano di fraternizzare con le forze 
dell'ordine e far capire loro la giustezza della protesta. Si chiede alla 
polizia e ai carabinieri di difendere l'ordine "pubblico" e non quello privato. 
Alle 12 i posti di blocco vengono tolti e le forze dell'ordine si ritirano. Si 
capisce che durante la giornata le ruspe non arriveranno. Il presidio però 
continua.

Lunedì 30 luglio, pomeriggio, dopo una giornata lunghissima, ad una riunione in 
Prefettura, con prefetto, amministrazione di Nocera Umbra, amministrazione di 
Gualdo Tadino, Regione Umbria, società Rocchetta e Idrea, il rappresentante 
della multinazionale si impegna a non avviare i lavori prima del giorno 8 
agosto. Su invito del prefetto, con l'assenso di tutte le parti, si decide di 
organizzare un'assemblea pubblica intorno al 6-7 agosto.

I cittadini riuniti a Boschetto in assemblea salutano positivamente la notizia, 
ma decidono di mantenere lo stato di allerta.

Per il giorno 4 agosto è convocata a Foligno un'assemblea pubblica, promossa 
dal Comitato per la difesa del fiume Topino, per coordinare tutte le diverse 
lotte presenti sul territorio.

http://www.sxnet.it/content/view/618/2/";
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