Due testi sul 10 agosto 1944, la fucilazione di quindici prigionieri in 
piazzale Loreto a Milano.
Grazie all'ANED (ex deportati) di Torino per la lettera di Umberto Fogagnolo; e 
al gruppo musicale Stormy Six (collettivo musicale e politico degli anni 
settanta, con episodiche reunion, dal cui repertorio peschiamo a volte canzoni) 
per il testo della canzone "Un biglietto del tram"

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lettera di Umberto Fogagnolo, pubblicata nelle " Lettere di condannati a morte 
della Resistenza Italiana" , 
Umberto Fogagnolo (Ingegnere Bianchi)
Di anni 32 -- ingegnere elettrotecnico [recte: idraulico] -- nato a Ferrara il 
2 ottobre 1911 --. Dirigente alla Ercole Marchi -- dopo il 25 luglio 1943 
intraprende l'organizzazione degli operai di Sesto San Giovanni (Milano) per la 
difesa delle fabbriche -- dopo l'8 settembre 1943 è designato a far parte del 
C.L.N. di Sesto San Giovanni come rappresentante del Partito Socialista 
Italiano [recte: Partito d'Azione] -- nella primavera del 1944 è attivissimo in 
azioni di sabotaggio a Milano e in altri settori lombardi -- collabora a 
tentativi di liberazione di prigionieri politici incarcerati a Milano --. 
Arrestato il 13 luglio 1944 allo stabilimento Ercole Marchi in seguito a 
delazione, per opera di S.S. tedesche -- tradotto nelle carceri di Monza, poi 
al 5° raggio delle carceri San Vittore in Milano -- più volte torturato --. 
Fucilato il 10 agosto 1944 in Piazzale Loreto a Milano, da plotone fascista, 
per rappresaglia, con Giulio Casiraghi ed altri tredici. 

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(Lettera scritta alla moglie quando iniziava l'attività partigiana che lo 
avrebbe condotto alla morte). 


Milano, 31.7.1943 

Nadina mia, 

ogni movimento di popolo è un dramma che bisogna provare prima di andare in 
scena e nessun dramma si salva dal grottesco quando si rappresenta per prova: 
sa Dio se le guerre sono cose serie ma non vi è nulla di più comico di una 
finta battaglia. 

Questa sorte ebbero in passato i cosiddetti movimenti rivoluzionari: anche 
allora furono destituite autorità, disarmate guarnigioni, presi ostaggi, 
interrotte strade, ma anche allora il movimento non aveva un proposito, né un 
piano. Non vi furono tragedie e mancò la farsa perché il ridicolo raggiunse la 
malinconia: non si può ridere se manca ai protagonisti un minimo di serietà e 
in quel finto duello l'impostura della plebe e la paura della borghesia non 
potevano divertire perché facevano pietà. 

Oggi non deve succedere come allora. 

In questi giorni ho vissuto ore febbrili ed ho giocato il tutto per il tutto. 
La più grande carta della mia vita è stata giocata e non è più possibile 
tornare indietro. Per i nostri figli e per il tuo avvenire è bene che tu sia al 
corrente di tutto, anche perché a te io ricorro nei momenti più tragici e più 
difficili della mia vita. 

Qui io ho organizzato la massa operaia che ora dirigo verso un fine che io 
credo santo e giusto. 

Abbiamo già avuto riunioni e non credevo di poter riuscire a coordinare ciò che 
venti anni di falso patriottismo aveva sradicato e distrutto. Sono trascorsi 
molti anni da quando si erano fatte le barricate ed era corso il sangue, da 
quando i labari pia o meno rosi erano stati levati in battaglia e i nuovi capi 
e il popolo si erano vestiti di nobiltà per vivere un atto di dramma. 

Quanto lontani sono i giorni che nella nostra città si era fatto fuoco sulla 
folla insorta e un fremito di sollevazione aveva percorso l'Italia. Ma allora 
come oggi mancava il lievito dell'azione e quando si diceva fatica da schiavo e 
paga di fame, non erano spunti romantici né pretesti tribunizi, erano gridi di 
umanità: se vi sono delle piaghe che bruciano e dei bisogni che spingono, si 
esce e si fa guerra. 

Tu, Nadina, mi perdonerai se oggi io gioco la mia vita. Di una cosa però è bene 
tu sia certa. Ed è che io sempre e soprattutto penso ed amo te ed i nostri 
figli. 

V'è nella vita di ogni uomo però un momento decisivo nel quale chi ha vissuto 
per un ideale deve decidere e abbandonare le parole. 

In questi giorni ho vissuto ore di dramma e la mia vita ha avuto momento di 
tragedia. Tu però sii come sempre calma e pensami con tutta l'anima perché ora 
ho tanto bisogno di sentirti vicina. 

Sono un po' triste e molto preoccupato perché gli eventi procedono diversamente 
da quanto si sperava. 

Baciami tanto i bambini e prega con loro 

Umberto 

P.S. -- Distruggi questi fogli. 



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Un biglietto del tram 

In corso Buenos Aires
tutto il giorno ci passano i filobus,
e ci passano i carri blindati
coi prigionieri ammanettati
che guardano, e non vedono.

Povero Fogagnolo, che non era un attore del cinema:
si presenta, ti da' un'occasione,
mormora il suo cognome e nome
da elenco delle vittime.
E mi ha fatto un regalo:
un biglietto del tram
per tornare in piazzale Loreto.

Esposito ai giardini sta leggendo gli annunci economici,
e lo vedi su mille panchine,
o in coda a file senza fine
chiede giustizia, e subito.

A Poletti hanno dato
sette lettere sopra una lapide,
e la gente che passa e le vede
fa un po' i suoi conti, e poi si chiede
"Non e' una spesa inutile?"
"Non bastava un biglietto,
un biglietto del tram
per tornare in piazzale Loreto?"
...................................................................................
per ascoltare la canzone
http://www.ildeposito.org/view.php?id=201
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