Ai compagni colpiti per "estorsione di pummarole" esprimiamo tutto il nostro 
sostegno ed impegno a costruire le iniziative che saranno intraprese per 
rovesciare una sentenza, che la magistratura non si sarebbe neppure sognato di 
infliggere ai veri "estorsori" del grande malaffare. In tal senso, facciamo 
appello a tutti gli attivisti che stanno preparando per il 9 novembre lo 
sciopero generale contro il governo Prodi a inserire tra gli obiettivi di lotta 
anche quello del contrasto alla repressione, che negli ultimi mesi si è 
intensificata nei luoghi di lavoro con licenziamenti e provvedimenti 
disciplinari contro gli attivisti e operai del sindacalismo di base.

 

Collettivo Red Link

COMUNICATO STAMPA

Il viaggio ai confini della realtà della IV sezione del tribunale di Napoli si 
è concluso!
"Tre anni e 4 mesi di pena più cinque anni di interdizione dai pubblici uffici" 
è, infatti, l'incredibile sentenza di primo grado per estorsione di pummarole", 
riferita a nove attivisti della rete dei Comitati per la IV settimana. (fra 
essi Mario Avoletto del lab. Ska, Francesco Caruso, Michele Franco e 
Terracciano Antonietta del movimento precari della Rdb).

I fatti: Nel 2004 oltre 200 precari realizzarono un presidio contro il carovita 
dentro l'ipercoop di Afragola. L'iniziativa si iscriveva in una campagna 
pubblica nazionale contro il carovita e per il diritto al reddito, che 
coinvolse, in decine di iniziative, i sindacati di base, i centri sociali, i 
collettivi e i movimenti dei disoccupati, dei precari e delle precarie. Si 
apriva lo scontro politico su un tema, quello del diritto al reddito, la cui 
centralità è oggi sempre più evidente rispetto alla qualità della vita e della 
democrazia nel nostro paese.

Il presidio si concluse con la messa a disposizione volontaria, da parte della 
direzione aziendale, di pasta e pelati (!) distribuiti gratuitamente agli 
stessi clienti del supermercato. Il valore della
merce, calcolato dalla stessa azienda, è di circa 350 euri... L'iniziativa 
nacque spontaneamente dalla dirigenza aziendale per venire incontro ad una 
protesta che evidentemente si riteneva nuocesse all'immagine dell'Ipercoop. Il 
tutto si svolse in forme assolutamente pubbliche e pacifiche, tanto che furono 
diffuse ovunque le immagini della protesta per pubblicizzarne ulteriormente i 
contenuti.

Pochi mesi dopo, del resto, la stessa direzione dell'Ipercoop accettò di 
intavolare con i Comitati per la Quarta Settimana una contrattazione che definì 
e rese fruibile un elenco di prodotti di vario genere a prezzi calmierati. 
Addirittura la Ipercoop produsse anche un manifesto di lancio della sua 
adesione all'iniziativa contro il carovita, approfittando per farne una piccola 
operazione pubblicitaria...

Eppure si è aperto questo incredibile procedimento giudiziario che arriva oggi 
alla sentenza di primo grado con la condanna per "estorsione" aggravata "dal 
numero di persone".
Come nel Processo per un'altra protesta contro il carovita, attuata il 6 
novembre 2004 a Roma, sconcerta l'assoluta sproporzione e la gratuità del reato 
ipotizzato e delle pene previste rispetto alle caratteristiche concrete delle 
azioni messe in campo!
In una città come Napoli, dove il concetto di estorsione richiama ben altre 
pratiche e ben altri poteri, ad essere colpite sono ancora una volta le istanze 
sociali, penalizzate dall'assenza di qualunque politica in sostegno dei redditi 
e ora anche criminalizzate nelle aule dei tribunali.

Per questo facciamo appello ai precari, ai movimenti, alle associazioni, alle 
forze sinceramente democratiche a esprimere il proprio dissenso contro la 
criminalizzazione delle lotte sociali e rilanciare la battaglia per i diritti 
dei precari  oppressi dal carovita e calpestati da una legislazione (legge 30, 
pacchetto Treu) che anche questo governo ritiene evidentemente intoccabile!

COMITATI PER LA IV SETTIMANA

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