Giovedì 18 ottobre, primo passo verso un campo di lavoro estivo in Palestina. 
Serata di racconto e introduzione
Reduci dalla Palestina occupata, pronti a ripartire per rimettere in cammino un 
filo di giustizia.Contro ogni muro.

In previsione dell'organizzazione di un viaggio estivo/campo di lavoro in 
Palestina previsto per l'estate 2008 (nell'ambito delle attività promosse da 
un'ong francese Generation Palestine [GP]), giovedì 18 ottobre è prevista 
serata di "racconto/introduzione" tenuta da due ragazzi che, quest'estate, si 
sono recati nei Terrori Occupati insieme a GP

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PROGRAMMA DELLA SERATA
_appuntamento alla fontanella in fondo a via XX settembre, giovedì 18 ottobre 
ore 21, puntuali.
_arrivare non cenati, ma con 5 euro in tasca
_muniti di auto, motorini, biciclette, calesse o passaggi, insomma un qualunque 
mezzo di locomozione
_dalle 22h30 a oltranza (diciamo mezzanotte, ma dipende da voi) la serata si 
svolgerà in via Borgo Palazzo 84/g, presso la sede di rifondazione
_non dimenticate il passaporto (sul serio!)

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Quest'estate il ministero degli esteri inseriva Israele e i Territori Occupati 
della Palestina fra i luoghi più pericolosi al mondo per i viaggiatori. Secondi 
solo all'Afghanistan e all'Iraq, peggio dell'Iran per capirci. Un gruppo di 
giovani europei, francesi, belgi, spagnoli, tedeschi e svizzeri, ha deciso di 
sfidare la logica securitaria e la retorica dello stato d'emergenza, per 
provare ad andare a toccare con mano, a sperimetare sulla pelle e nella 
quotidianità di tutti i giorni cosa significa, oggi, vivere in palestina. Fra 
loro c'erano anche due italiani, from Bergamo city.

Sono tornati a casa sorprendentemente e felicemente vivi. E soprattutto pieni 
di immagini, di ricordi e strette di mano, di rabbia e di indignazione, e di 
voglia di rimettersi in marcia, perché chi ha visto non può più chiudere gli 
occhi. Giovedì 18 ottobre proveranno a raccontarvi quello che hanno vissuto. Vi 
proporranno un breve percorso a tappe che attraverserà qualche luogo 
significativo di Bergamo: perché una conferenza, in questo caso, non spiega 
niente. Bisogna provare, e mettersi in cammino. Anche perché, a dirla tutta, è 
questo il vero motivo dell'incontro: invitare i partecipanti a mettersi in 
marcia. Che vuol dire agitarsi, lasciarsi attraversare da dubbi, ed essere 
disposti -magari- anche a partire, a loro volta. Astenersi gente statica: siamo 
tornati dalla Palestina non per mostrarvi quattro foto, né per raccontare 
un'esperienza lontana, ma per convincervi a partire. Voi. In Palestina, l'anno 
prossimo: siamo convinti che la militanza, quella vera, nasce dalla 
condivisione. Toccare con mano è diverso da leggere un libro, o peggio ancora 
dal lasciarsi infinocchiare da un telegiornale. La verità è che, della 
Palestina, da quassù non si capisce niente. Bisogna andarci, niente da fare. Il 
nostro scopo, giovedì sera, sarà convincervi che questo è possibile. 
Fisicamente, economicamente, e politicamente.

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