NOTA DEL PRESIDIO PERMANENTE NO DAL MOLIN SULLA MANIFESTAZIONE
NAZIONALE 
DEL 20 OTTOBRE A ROMA

L’assemblea del Presidio Permanente 
No Dal Molin, riunita il 16
ottobre, 
ha deciso di non aderire alla 
manifestazione di Roma di sabato 20
ottobre.

Condividiamo quanto hanno 
scritto i comitati No Tav: anche a nostro 
avviso “la manifestazione si 
configura, al di là dei tentativi di 
raddrizzarne il tiro da parte di 
alcuni dei promotori stessi, come un 
estremo quanto inutile tentativo 
di dare più forza a quei partiti 
dell’area di governo che subiscono le 
scelte più conservatrici e 
reazionarie della maggioranza”.

Vicenza ha 
vissuto il tradimento di un Governo che non solo aveva 
promesso di 
ascoltarla, ma che aveva parlato, nel proprio programma 
pre-
elettorale, di riduzione delle servitù militari e dialogo con le 
comunità locali. Un Governo che pur di concedere una parte di
territorio 
nazionale all’esercito di una potenza straniera con un 
recente 
curriculum di guerre d’aggressione preventive in barba al 
diritto 
internazionale, è disposto a calpestare i dettati 
costituzionali e lo 
spirito e gli elementari diritti della democrazia.

Quanto avvenuto in questo anno e mezzo, con il rifiuto di riconoscere
un 
valore alla partecipazione di tanti cittadini e, addirittura, il 
tentativo di delegittimare il nostro movimento attraverso la 
criminalizzazione, ci da l’idea di un Governo chiuso nel fortino, 
indisponibile verso la cittadinanza e impassibile di fronte alla 
richiesta di maggior democrazia e partecipazione.

Non si tratta di 
anti-politica, come qualcuno potrebbe facilmente, 
quanto banalmente, 
concludere; il movimento vicentino ha dimostrato di 
sapersi 
confrontare con chiunque incontrando, in passato, anche
Ministri 
e 
sottosegretari. Proprio queste esperienze ci convincono che non 
esiste, oggi, la possibilità di “rafforzare il Governo cambiandone la 
rotta”, come invece sostengono alcuni segretari di partito.

Concordiamo e siamo perfettamente consapevoli che la politica debba 
essere “ politica di donne e di uomini e torni ad essere
partecipazione, 
protagonismo, iniziativa collettiva ” e che “ la 
fatica della
democrazia 
non può essere solo un voto quinquennale, o un 
pronunciamento sporadico 
a favore o contro una delega” e per questo da 
molti mesi abbiamo 
stravolto le nostre vite dedicando tempo ed energie 
in un quotidiano 
impegno politico e sociale, individuale e collettivo.

Molti di voi ci sostengono e hanno sfilato con noi a Vicenza il 17 
febbraio scorso in una grande manifestazione che chiedeva al Governo 
di 
riconsiderare la vicenda Dal Molin e alla quale parteciparono 
anche 
segretari di partito della maggioranza. Com’è finita? Il Governo 
non ha 
fatto una piega, ha ribadito la decisione e scelto di non 
parlarne più
e 
i due senatori dissidenti, che votarono secondo 
coscienza, sono stati 
espulsi dai rispettivi partiti per non essersi 
attenuti ad un’ipocrita 
disciplina interna.

E, del resto, il noto 
dodecalogo di Prodi, firmato da tutti
all’indomani 
all’indomani della 
caduta del Governo, mette la realizzazione del Dal 
Molin e di altre 
infrastrutture tra i primi punti; quel dodecalogo 
rappresenta la 
chiusura di ogni possibile confronto con le comunità in 
lotta che 
difendono la propria terra.


Qualcuno ha dichiarato, a proposito della 
non adesione dei comitati 
valsusini, che i No Tav “hanno deciso di 
isolarsi”; noi crediamo che
non 
ci sia alcun isolamento nello stare 
tra la gente, nel vivere la 
quotidianità all’interno dei nostri 
presidi, nel difendere l’autonomia 
dei movimenti anche non aderendo ad 
iniziative di soggetti che, in 
questi mesi, hanno avuto con noi un 
rapporto dialettico.

Assieme alla terra, all’acqua, all’aria, anche il 
movimento è per noi
un 
bene comune; come tale, non può diventare una 
bandiera da sventolare 
laddove possa far comodo. Ci auguriamo, dunque, 
che, pur partendo da 
posizioni diverse, possa continuare ad esistere 
un confronto dialettico 
e costruttivo, nel rispetto dei reciproci 
ambiti e delle diverse 
posizioni di merito.


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