COMUNICATO STAMPA

Alfa di Arese: Marchionne latitante

Oggi Marchionne, dopo aver sventolato a Maranello i profitti record della Fiat, 
doveva recarsi in pompa magna ad Arese, ove per l´occasione sono stati 
ridipinti i muri del centro tecnico e sono stati puliti vetri luridi da anni.

I cassintegrati e lo Slai Cobas, da questa mattina hanno organizzato per tutto 
il giorno un presidio, accendendo i fuochi alla portineria centrale dell´Alfa.

Sugli striscioni esposti davanti alla portineria stava scritto:
<<ALFA di ARESE: IN ARRIVO MILIONI DI EURO, IN ARRIVO ANCHE MARCHIONNE>>
<<MARCHIONNE "ILLUMINATO", REINTEGRA IL CASSINTEGRATO>>.

Così Marchionne, invece di parlare coi cassintegrati che lo aspettavano, ha 
pensato bene di rinviare la visita nonostante fosse pronto un succulento buffet 
e fossero venuti per ascoltarlo in 200 della Fiat, anche da Torino e dalle 
concessionarie estere.

Alleghiamo il volantino distribuito al presidio di oggi.

Arese, 24-10-2007                   

Slai Cobas

BASTA SPECULAZIONI
LAVORO AD ARESE !
Per la Fiat ed il suo Amministratore Delegato "MARCHIONNE", Arese resta 
cancellata dalla cartina geografica delle produzioni Fiat.
Da anni si parla delle prestigiose affermazioni dell´Alfa Romeo di Arese senza 
però dire che: 
· ad Arese tutte le produzioni, sia di carrozzeria che motoristiche, sono state 
distrutte e le ultime officine al capannone 10 vivono di sussistenza, con la 
stessa progettazione e sperimentazione di carrozzeria e motoristica che viene 
portata altrove, con continui e selvaggi spostamenti di lavoratori a Torino, 
Balocco e Modena;
· alla stessa Pomigliano la Fiat, dopo aver sfruttato i lavoratori, causando 
anche moltissimi invalidi, e dopo aver incassato anche lì una caterva di 
finanziamenti pubblici, si prepara a ridimensionare drasticamente anche l´altro 
storico stabilimento Alfa Romeo.

Di Marchionne la grande stampa sia di destra che di sinistra dice che sta 
salvando i destini della Fiat ma nulla dice che tutto viene fatto sulle spalle 
dello Stato e dei lavoratori italiani  chiudendo gli stabilimenti in Italia 
spostando le produzioni all´estero. 
E tutti tacciono sui recenti licenziamenti politici di delegati e attivisti 
Slai Cobas ad Arese, che fanno seguito ai licenziamenti politici a Termoli, 
Pomigliano e Melfi.

All´Alfa Romeo di Arese l´illuminata dirigenza Marchionne, che in Fiat comanda 
dal 2004, ha licenziato, con il gentile concorso dello Stato, circa 700 
lavoratori Alfa solo negli ultimi 3 anni, e ora non vuole neppure reintegrare 
152 lavoratori in cassa integrazione che dal 2002 vivono di una misera 
cassaintegrazione (attualmente uno schifo di 480 euro al mese).
E il call center, che al centro direzionale di Arese un anno fa occupava oltre 
900 lavoratori, ora è stato spostato dalla Fiat al Centro Tecnico (200 
addetti), con il taglio di altri 700 lavoratori per far posto a un mega albergo 
finanziato dall´Expo 2015.
E da Arese di fatto scompare definitivamente  anche lo stesso marchio Alfa 
Romeo.

PERCHE´ ARRIVA AD ARESE MARCHIONNE?

L´Alfa di Arese continua ad essere per la Fiat, nonostante le macerie fatte, 
una miniera di AFFARI:
· AFFARI per averla avuta gratis dallo Stato e distruggerla poi solo per non 
darla alla concorrenza;
· AFFARI per aver avuto da Stato, Regione e UE oltre 1000 miliardi di lire solo 
per Arese per sbarazzarsi dei lavoratori (Cigs, mobilità, prepensionamenti) e 
per far finta di rilanciare e ammodernare le produzioni (finanziamenti per auto 
elettrica, Vamia, idrogeno, ecc..);
· AFFARI per vendere l´area ad americani, bresciani e Brunelli, con la truffa 
ai danni dei lavoratori (non rioccupati, in spregio a accordi e impegni presi 
con il Craa, la Regione, la provincia e i comuni);
· AFFARI per riprendersela: oggi la Fiat è direttamente proprietaria del Centro 
Tecnico e del Centro Direzionale, e un suo dirigente di primo piano, Luigi 
Arnaudo, fino a ieri nel comitato esecutivo dell´IFIL-FIAT, è presidente della 
società di Brunelli (Imm. Estate sei) proprietaria del grosso dell´area 
dell´Alfa.

LA FIAT SI PREPARA A SUCCHIARE ALTRI MILIONI DI FINANZIAMENTI CHE LE 
ISTITUZIONI ITALIANE ED INTERNAZIONALI STANNO STANZIANDO PER EXPO 2015.
E oggi, dopo che Formigoni ha preso in giro per 5 anni i lavoratori di Arese 
con accordi non onorati sul Polo della Mobilità sostenibile, e dopo che sono 
stati licenziati con i soldi dello Stato il grosso dei cassintegrati, sono 
stati per incanto stanziati dal ministro Bersani (G.U. n. 224 del 26-9-2007) 43 
milioni di euro per Arese che dovevano servire a rioccupare tutti i 
cassintegrati dell´Alfa.

MERCOLEDI PRESIDIO DEI CASSINTEGRATI ALLA PORTINERIA CENTRALE
I lavoratori dell´Alfa e lo Slai Cobas chiedono alla Fiat e a Marchionne:
1. reintegro di tutti i cassintegrati e dei delegati e attivisti licenziati;
2. produzioni di auto e motori Alfa Romeo e di auto ecologiche ad Arese;
3. lavoro sicuro (e non residuale tipo concessionaria) per tutti i lavoratori 
del centro stile, della progettazione, della sperimentazione e della Fiat 
Powertrain;
4. mantenimento della destinazione ad uso industriale di tutta l´area;
5. No al ridimensionamento e alla chiusura dell´Alfa Sud e degli altri 
stabilimenti;
6. No al precariato in Fiat e consistenti aumenti salariali (gli utili Fiat 
sono sempre più stratosferici così come gli stipendi dei dirigenti).

Arese, 23-10-2007       Slai Cobas Alfa Romeo

SLAI  COBAS
Sindacato  dei  lavoratori  autorganizzati  intercategoriale
Sede legale: via Masseria Crispi, 4    80038 Pomigliano D'Arco  (NA) / Tel/fax 
081 8037023
Sede  nazionale:  Viale Liguria, 49    20143 Milano  /  Tel/fax  02 8392117
Sede Arese: c/o Alfa Romeo - viale Luraghi snc  20020 Arese (MI) / Tel/fax 02 
44428529 




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