La controdenuncia di centri sociali e Prc sulla "azione pesante" delle forze 
dell'ordine alla manifestazione contro Forza Nuova




Bergamo, un video inchioda i poliziotti «Botte a ragazzi di sinistra inermi»
di Beatrice Macchia

 
«La professionalità degli agenti ha evitato il peggio». Un piede sulla testa di 
un ragazzo sdraiato per terra. Un altro giovanissimo da solo in mezzo ai 
celerini (lui a volto scoperto, loro con caschi e fazzoletti) che cerca di far 
smettere le botte sul suo amico, insultato, spinto, qualche calcio e pugno, 
bestemmie... Forse il prefetto di Bergamo la chiama professionalità, ma le 
immagini su www.youreporter.it riprese da molti media parlano chiaro. Una 
squadraccia di un paio di centinaia di uomini con bastoni, caschi, inni 
fascisti, saluti romani, bandiere celtiche è stata scortata e protetta dalla 
polizia. Una contromanifestazione di un migliaio di persone a volto scoperto e 
mani nude che viene allontanata, spinta via e dopo il lancio di alcune 
bottiglie (cosa fastidiosa, ma mica "guerriglia") viene manganellata e 
inseguita con un finale di quelli che non si vedono spesso: 57 fermi e 2 
arresti (confermati ieri con scarcerazione e obbligo di firma).

Così l'apertura di una sede di Forza Nuova a Bergamo (ma non erano vietate le 
associazioni fasciste?) è diventata l'ennesima occasione per scoprire lo strano 
modo di intendere l'agibilità democratica da parte del ministero retto da 
Roberto Maroni: protezione agli squadristi, botte a centro sociali, giovani 
comunisti e chiunque "puzzi" di alternativo. Con tanto di polemiche rovesciate 
del centrodestra bergamasco a chiedere conto a sindaco e coalizione di 
centrosinistra di una manifestazione "non autorizzata", quella degli 
antifascisti. E il prefetto a difendere "i suoi": «Reazione giusta e misurata» 
dice, ma quel poliziotto in borghese e passamontagna che si accanisce su 
manifestanti a mani alzate in via Quarenghi, signor prefetto, chi è? Il mondo 
va al contrario. Qualcuno lo deve dire.

In un'affollatissima conferenza stampa presso la sala di Rifondazione in 
Comune, i centri sociali hanno chiesto la destituzione del Questore e hanno 
mostrato i video del "black block" in passamontagna e manganello d'ordinanza 
oltre alle controdenunce di manifestanti arrestati mentre andavano a casa o 
malmenati per nulla. E hanno ricostruito la storia delle presunte 
autorizzazioni e manifestare insieme a Maurizio Morgano, consigliere comunale 
del Prc: «Da dieci anni tengo i rapporti con la polizia per manifestazioni e 
presidi e anche questa volta con il consigliere Armanni abbiamo concordato col 
questore che avremmo evitato qualsiasi contromanifestazione se fosse stato 
vietato il corteo fascista..». Ma il Questore dice che non c'è nessun corteo di 
Forza Nuova non c'era. Era previsto «un trasferimento» per lasciare andare in 
gruppo i fascisti alla loro sede. E così gli antifascisti organizzano solo un 
presidio. Solo che un corteo è prendersi la strada con megafoni e bandiere 
mentre un trasferimento cos'è? «Di certo non una sfilata paramilitare di un'ora 
e mezza con mazze e caschi per attestarsi in piazza con cori fascisti - 
commenta Morgano - le spiegazioni adesso le vogliamo noi. Vogliamo sapere 
perché è stata garantita una manifestazione non autorizzata inneggiante al 
fascismo. Vogliamo sapere perché è stato permesso tutto ciò». Intanto la 
Questura fa sapere che il materiale video da loro girato sarà analizzato per 
intero. Il che vuol dire che rischiano qualcosa anche i fascisti in corteo se 
venissero ravvisati gli estremi della Legge Mancino. Dopo averli usati. Ne 
gettano qualcuno. Come è sempre stato. «Quanto successo a Bergamo è di inaudita 
gravità», commenta Ezio Locatelli segretario provinciale di Rifondazione «le 
forze dell'ordine a manifestazione conclusa hanno pensato bene di procedere in 
maniera indiscriminata e ingiustificata a cariche, fermi e maltrattamenti nei 
confronti di persone che poi sono risultate estranee a qualsiasi addebito». Un 
chiarimento a ministero e prefetto è stato chiesto anche dal segretario 
nazionale Paolo Ferrero.
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