csa pacì paciana - via grumello 61c Bergamo - www.pacipaciana.org

  1.

     questa settimana @ csa pacì paciana

  2.

     la persecuzione dei giovani



  1.

     questa settimana @ csa pacì paciana

*** Venerdì 20 novembre ore 22.30 ***

** FUNKASINO **

* Mr & Mrs Bananas + Winstan *

2 amici, 2 giradischi, 2 facce della stessa medaglia. La parte più nera, viscerale, jazz e quella più groovy tra disco e tech-house.Pronti a scuotere il culo?!


*** Sabato 21 novembre ore 23.00 ***

** Delta9 presenta **

*ALLIED (Sinuous - DSCI4 - Contaminated - M-Atome) [UK] *

Ali & Ed formano il duo Allied focalizzandosi su un suono particolramente ipnotico e ritmato che li contraddistingue immediatamente e li porta ad essere uno dei gruppi di riferimento nel genere techno-dnb (o technoid). Si contano svariate release per le etichette DSCI4, Contaminated e M-Atome, nonchè un EP uscito a settembre per l’etichetta Sinuous.Dopo aver girato mezz’europa tornano in Italia per un set che si preannuncia infuocato. (info e music: www.myspace.com/alliedproductions)


*** Domenica 22 novembre ore 21.00 ***

** Pacianacinema presenta **

* The Football Factory * UK, 2004 diretto da Nick Love

Basato sul romanzo best seller di John King, ‘The Football Factory’ è uno studio sull’Inghilterra media, la violenza del calcio e della cultura maschile. La storia è incentrata attorno a Tommy Johnson un trentenne annoiato che vive per il weekend, sesso occasionale, birra annacquata e droghe tagliate male …. E, occasionalmente, prendere a calci qualcuno…
Fino a porsi la domanda: Ne vale la pena?
/lingua originale, sottotitolato/




  2.

     /La persecuzione dei giovani/



/Qualche giorno fa a Milano sono stati arrestati 5 ragazzi con l'accusa di rapina per non aver pagato una manciata di fotocopie alla CUSL, la libreria dell'università storicamente in mano a CL./

/Questa mattina invece la polizia ha – al suo solito – caricato un corteo studentesco che si opponeva allo sgombero delle scuole civiche: feriti e 4 fermi./

/Trovate le informazioni aggiornate su: http://lombardia.indymedia.org//

/da Carmilla on line [http://www.carmillaonline.com <http://www.carmillaonline.com/>] vi giriamo una riflessione “de panza” di Andrea Scarabrelli/



/*** La persecuzione dei giovani ***/

di *Andrea Scarabelli*

Se vedi novanta poliziotti in assetto antisommossa a Milano, sui navigli, in un’alba spenta che solo novembre sa offrire, pensi di assistere a un’operazione di estrema gravità e urgenza. Magari per sventare qualche pericolosissima minaccia terroristica esotica, come quella che da oggi scopriamo incombere sul nostro premier. Se poi li vedi circondare il Lab Zero o Ringhiera, insomma la casa occupata sul nuovo parco lungo Ripa di Porta Ticinese, pensi che sia imminente lo sgombero, un’altra mossa dell’offensiva unilaterale innescata da questa città contro tutti gli spazi non omologati in nome della “riqualificazione”.
Invece, no.
Questo venerdì 13 novembre, quell’impressionante schieramento di poliziotti è lì per arrestare tre degli occupanti. Tre pericolosissimi appena ventenni, ancora addormentati. Altri due ragazzi sono già stati prelevati dalle loro abitazioni nell’hinterland, buttati giù dal letto come criminali pronti alla fuga. Tutti e cinque hanno tra i venti e i ventiquattro anni, uno di loro finisce a San Vittore, gli altri quattro ai domiciliari. L’accusa è di rapina aggravata e lesioni, sembra che rischino dai quattro ai dieci anni di carcere.
Che cosa hanno fatto?
Si sono rifiutati di pagare qualche centinaio di fotocopie fatte presso la libreria Cusl dell’Università Statale, il 2 ottobre scorso. Un bottino di al massimo una ventina di euro. Forse la notizia riportata nella sua brutalità può restituirci un po’ dello sconcerto che non siamo più in grado di provare. Mese dopo mese, in questa Italia e in questa Milano, stiamo imparando ad accettare nuovi livelli di realtà. Una situazione simile fino a poco tempo fa sarebbe stata letta come un falso, uno scherzo, una deformazione, qualunque cosa; oggi esiste, è terribilmente reale, forte di tutti i presupposti che l’hanno resa possibile. La nostra opinione pubblica sembra vivere in una condizione di stress post-traumatico che fa accettare passivamente qualsiasi cosa. Siamo pronti quindi a tollerare un simile spreco di risorse pubbliche per uno schieramento di forze delirante, allo scopo di fermare cinque persone perfettamente reperibili in qualsiasi momento, cinque ragazzi che avevano compiuto un’azione la cui gravità si equipara al rubare la merenda a un compagno a scuola, nell’ora di ricreazione. Cinque ragazzi appena più giovani di me, che ora rischiano di vedere la loro vita rovinata. In una città come Milano, in cui è ormai impossibile nascondere il vergognoso scandalo della penetrazione della criminalità organizzata nell’edilizia e nei fantomatici lavori per l’Expo, in cui evidentemente i problemi di illegalità stanno a ben altri livelli, questo non può e non deve essere reale. Lo è, invece, e non solo: ci tocca leggere articoli di giornale spietati come quelli subito comparsi, pronti a trattare questi ragazzi come soggetti altamente pericolosi, con grande sprezzo del ridicolo. È ormai evidente che stiamo assistendo a una vera e propria persecuzione dei giovani, come aveva già osservato qui Valerio Evangelisti nel suo editoriale Ucciderli da piccoli <http://www.carmillaonline.com/archives/2009/07/003111.html>: anche questo ennesimo episodio non deve essere considerato slegato dagli altri agghiaccianti avvenimenti degli ultimi giorni. Prima di tutto le circa sessanta denunce partite per i cortei dell’Onda dello scorso anno. Poi l’assedio sistematico a tutte le forme di cultura e di aggregazione giovanile, con l'esempio surreale dell’inaugurazione della cancellata che impedisce l’accesso alla collinetta davanti al Mom proprio nel giorno del ventennale della caduta del muro di Berlino (!). Qualsiasi richiesta di spazi viene negata, prima a parole, e poi da uno sbarramento di manganelli. Infine forse il caso più angosciante di tutti, la chiusura del liceo serale statale Gandhi, fiore all’occhiello della città, i cui studenti sono stati a loro volta perseguitati, continuamente sgomberati, picchiati e dispersi, e aspettano in presidio permanente in tenda da due mesi, solo per rivendicare il proprio diritto allo studio. Il comune ha avuto il coraggio di mantenere la propria posizione anche dopo la sentenza del Tar che ha dato ragione agli studenti, bloccando la chiusura della scuola. Sempre venerdì 13, di sera, gli studenti hanno provato a occupare per protesta la sede delle scuole civiche, in via Marsala. Sono stati sgomberati la mattina dopo, all’alba, dai soliti poliziotti armati fino ai denti come se dovessero fare irruzione in un covo mafioso. Il video <http://milano.repubblica.it/multimedia/home/19889403> dell’operazione stringe il cuore. Eppure anche questa realtà è possibile, proprio perché abbiamo imparato ad accettarla: quella della fiamma ossidrica della polizia che apre la porta, mentre gli studenti sempre più angosciati cantano in coro con voce rotta “vogliamo solo studiare”. Ho scritto questo intervento di getto, pieno di sconcerto e rabbia per quanto accaduto e per il fatto che quasi nessuno avesse preso posizione in merito, e proprio ora mentre rileggo il pezzo sto seguendo la diretta del corteo di oggi, sempre a difesa del liceo Gandhi, in centro, in cui la polizia ha fermato altri quattro ragazzi e caricato i manifestanti.
Difficile davvero, di questi tempi, essere giovani a Milano.
Non respiri, e non si tratta solo dei veleni a cui l’aria ti condanna ogni giorno. Non esiste lo spazio vitale per crescere, agire, fare proposte culturali proprie. Non esiste un mercato di lavoro capace di vederti come una risorsa, e non come un pezzo di carne rimpiazzabile in qualsiasi momento, e fino ad allora sfruttabile a piacere, gratis. Difficile davvero, resistere alla tentazione di andarsene da un paese che sa solo sputare su di te. E che ti ripaga così della scelta di restare, di impegnarti a costruire qualcosa in mezzo a tutto questo disastro. Rimboccati le maniche, perché sarà dura davvero.

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