L'amministrazione comunale organizza un incontro in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne: relatore invitato un frequentatore abituale dei costumini succinti a "Miss Padania". Nessun concetto e un'analisi sconvolgente delle cause della violenza.

L'amministrazione comunale di Bergamo ha deciso di “celebrare” il decimo 
anniversario della proclamazione della Giornata internazionale contro la 
violenza sulla donne (25 novembre).
Ha così invitato la cittadinanza a un incontro organizzato nell'aula consiliare.
Due relatori: la presidente del centro antiviolenza presente in città e uno 
psicologo.
Il presidente del Consiglio comunale apre l'iniziativa dicendo che le donne 
vengono maltrattate, che non va bene, che in una società come questa in cui la 
televisione trabocca di donne-oggetto seminude bisogna davvero cambiare 
rotta/ttenzione: lo psicologo, seduto accanto a lui, è uomo di indubbia fede 
leghista e... ogni anno partecipa alla trasmissione televisiva “Miss Padania”, 
in cui viene eletta la bellissima del reame. Le ragazz(in)e in costume succinto 
fanno balletti, sfilano, si fanno guardare avanti e dietro. Alè. In mezzo a 
loro lo psicologo spiega come affrontare la prova senza paura.
È lui! Lo stesso che annuisce mentre il rappresentante del Comune dice che 'sta 
tv spazzatura non va bene perché le donne diventano oggetti e non persone! 
Indossa perfino il fiocco bianco, quello che portano gli uomini che vogliono 
combattere la violenza sulle donne.


Interviene spiegando a lungo, molto tecnicamente, come la personalità violenta 
di un uomo si formi da bambino, quando mamma e papà sbagliano ad educarlo. Una 
personalità dipendente, poca autonomia, poca responsabilità e via: il 
violentatore è pronto.
Intorno a lui, continua a spiegare, una società in cui i giovani hanno dentro 
un vuoto così grande che riescono a colmarlo solo bevendo, drogandosi e 
ubriacandosi di alti volumi. Niente più emozioni reali ma solo
reality show e finte identità.
Conclusione: “bisogna rimettere l'uomo al centro della vita”, recita così 
l'ultima slide della sua presentazione power point.
Una presente gli fa notare che forse se scriveva “l'uomo e la donna” invece che 
solo “uomo” era meglio, che uomo non è parola neutra ma vuol dire proprio uomo, 
e che donna è un'altra cosa.
Lo psicologo reagisce con una smorfia che vuol dire “che sottigliezze inutili, 
il concetto era quello”.
Un'altra pone il problema che forse anche il contesto socio-culturale ha la sua 
importanza, che non tutto si decide quando uno ha 5 anni.


Arrivare a spiegare che violenza è qualcosa di più complesso di botte e stupro 
era troppo, in fondo lo psicologo fa il su mestiere, non è mica un sociologo. 
Il fatto che diverse donne presenti ribadiscano che la violenza “non è un fatto 
privato ma un problema collettivo” è un'altra cosa, a lui spetta fare 
l'identikit della personalità dell'uomo cattivo.
Ecco servito l'impegno del Comune per la lotta contro la violenza sulle donne. 
Intanto al centro antiviolenza arriva qualche soldo per sbaglio, ricavato negli 
avanzi del bilancio. Tanto ci sono le volontarie che aiutano
quelle in difficoltà. Il volontariato è importante, “Bergamo è una città solidale”, come dice l'assessore ai servizi sociali.
gra...@mente
http://gravidamente.noblogs.org/post/2009/11/22/25-novembre-09-agghiacciante-celebrazione-in-comune

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