Meno di due settimane fa, alle porte di Susa, il primo presidio «No Tav /no sondaggi»: la valle gioca d'anticipo. Nei giorni successivi arrivano due trivelle e ad ogni arrivo nasce un nuovo presidio, e migliaia di persone scendono in piazza, invadono l'autostrada e bloccano i TGV.



Che fatica. E quanto freddo nelle ossa in queste notti gelide. Ma come sempre al crescere della fatica cresce la fiducia e l'entusiasmo: basta guardare quanta gente accorre a difendere la legalità, e osservare l'affanno di poliziotti e carabinieri impegnati a tutelare l'illegalità di sondaggi fantasma.

Che i sondaggi fossero una farsa lo sapevano tutti: solo fumo e niente arrosto nella speranza di fare fessa l'Europa che aveva promesso un finanziamento. Sul piano simbolico però non erano poca cosa e avevano una valenza politica rilevante: dovevano dimostrare che la strada era in discesa e la valle riappacificata. Ogni sondaggio avrebbe dovuto durare almeno due settimane.

E invece no. Sono arrivati di notte, prima dell'alba, e se ne sono andati la notte successiva per spostarsi un po' più in là. Sono arrivati e se ne sono andati come ladri, e mentre le trivelle fingevano di bucare il terreno erano cinte d'assedio da un'intera valle. Nel frattempo una campagna mediatica forsennata parlava di un manipolo di irriducibili e illusi. Bugiardi.

Le trivelle se ne sono andate, o se ne stanno andando. Ora cercheranno di vendere tre improbabili buchi come indagini approfondite per raccogliere dati sulle falde acquifere. Hanno perfino inventato una manifestazione bipartisan Sì-Tav per domenica prossima: promettono che sarà una «grande» manifestazione ma per prudenza hanno prenotato solo una sala al centro congressi del Lingotto. Sono ladri e barano su tutto, senza pudore e senza vergogna. Ladri e bari bipartisan.

La Val di Susa invece non bara e gioca a carte scoperte, la manifestazione di sabato prossimo a Susa non è un azzardo, ma un risposta limpida promossa da chi sa che può contare sulle proprie ragioni. La valle sarà di nuovo protagonista, anche se i tg cercheranno di oscurarla. Non guardate i telegiornali: venite in tanti a vedere con i vostri occhi, la nostra resistenza è anche vostra. La difesa dei beni comuni passa anche dalla Val di Susa.
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