E' veramente interessante e lo sono anche le conclusioni a cui giunge:

Ossia la necessita' di costituire una agenzia amministrativa nazionale preposta 
alla cartografia
oppure una agenzia analoga, ma amministrativa.

Se posso dire la mia,
secondo me l'analisi pecca un po' sul piano dell'oggettivita', visto che 
trascura i costi necessari per arrivare a carte risultati.

In parte perche' quando leggo che 
" l'IGM ha articolato la produzione cartografica in serie coerrispondeti alle 
varie scale e contraddistinte da una copertina colorata che le caratterizza "
Ne traggo una immagine macchiettistica che non corrisponde alla realta'.
Poiche' per il resto della disamina relativa all' IGM l'autore non esce dalla 
semplice elencazione dei suoi prodotti, ne traggo l'impressione che le 
opinioni, 
l'autore, se le fosse gia' formate (o le avesse gia' ricevute) a prescindere.

Infatti se da un lato disprezza la situazione italiana basandosi sul fatto che 
e' frastagliata e argomentazioni varie, poi incensa quella estera sulla base 
della 
loro capacita' operativa e dei risultati raggiunti.

Trascura pero' di considerare le condizioni al contorno con cui tali risultati 
si sono raggiunti:
Magari parte dal presupposto che un dbms oracle, un dbms postgres o un arcview 
3 contano tutti per 1.
Invece le differenze ci sono eccome:

Ad esempio quando dice che l' Ordnance Survey Inglese ha raddrizzato la 
situazione in GB e riesce a tenere e ad aggiornare da solo tutti i suoi dati,
trascura di analizzare con quali strumenti OS e' arrivato e mantiene questi 
risultati:

Come si puo' leggere in questa brochure.
http://www.1spatial.com/pdf/os_070402.pdf

Che brevemente si riassume in :
Hanno buttato via tutto il software di varia umanita' che i singoli comuni ed 
enti avevano ed usavano per crearsi e gestirsi i propri archivi. E che avevano 
prodotto una situazione di dati incoerenti tra di loro.
Ed hanno fatto ricorso a uno specifico software sviluppato da una ditta, e che 
rappresenta lo stato dell'arte nel settore.

Con esso riescono a fare quello che con i normali prodotti (anche open-source) 
non si riesce a fare neanche un battaglione di tecnici con gli strumenti GIS 
ordinari.

Pero' se si legge la brochure ci si rende conto anche con che ordini di 
grandezza di fondi si sono basati per arrivare a tali risultati.

Poi, e' indubbio che i risultati li hanno avuti:
L' OS in 10 mesi ha risistemato qualcosa come 400 milioni di poligoni a partire 
da una situazione di dati spaghetti.

Quindi alla base di una buona efficienza negli esempi citati ci sono anche 
prodotti all'altezza del compito.
E anche fondi all'altezza del compito.

Comunque e' un testo interessante,
fa' capire come in Italia siamo tutti commissari tecnici.

Andrea.


--Original Message Text---
From: Piergiorgio Cipriano
Date: Fri, 28 Dec 2007 13:50:05 +0100

Interessante ricerca IUAV

Sau A., 2007, Organi cartografici dello Stato, Istituzioni Pubbliche centrali e 
Periferiche per l'informazione territoriale e ambientale, Università IUAV, 
Venezia 
[1]

Cinque organi cartografici dello Stato (Istituto Geografico Militare, Istituto 
Idrografico della Marina, e CIGA, Agenzia del Territorio e APAT), venti 
Regioni, 
alcuni Ministeri (Ambiente e MIT, Ministero per l'innovazione e la tecnologia) 
hanno oggi responsabilità istituzionali nella produzione di informazioni 
territoriali 
e ambientali. 
Di fatto una pluralità di soggetti pubblici con un insieme di competenze e 
responsabilità attualmente prive di un coordinamento e coerenza reciproca, in 
una 
condizione di oggettivo declino rispetto a rilevanti tradizioni scientifiche, 
culturali, organizzative e produttive, peraltro penalizzati da derive spesso 
autoreferenziali. 
(pag. 3)


[1] http://www.ricercasit.it/Public/Documenti/SAU_DEFINITIVO_new.pdf 


-- 
Piergiorgio Cipriano
[EMAIL PROTECTED]

("perchè la terra dei cachi è la terra dei cachi ..!") 


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