Non voglio discutere le considerazioni riportate nel prec. messaggio, perche sono sostanzialmente condivisibili.
Pero', mi permetto di sottoporre alcune mie considerazioni in merito. >Il Software Libero ed Open Source permette al >ricercatore di verificare nel dettaglio gli algoritmi utilizzati dal >codice ed eventualmente di implementarne ulteriori. Ciò, unito al >frequente vantaggio dell'assenza di costi di licenza, consente di dare >piena trasparenza alla procedura scientifica utilizzata. Onestamente mi aspetterei che le considerazioni su algoritmi possano avvenire a priori rispetto a un confronto su prodotti sofwares. Ad esempio esistono ottime riviste scientifiche di settore specie sotto l'egida IEEE ove chi ha idee puo' pubblicare i propri algoritmi e sottoporli alla comunita' scientifica. E senza necessariamente mettere a disposizione un software per fare prove. Un altra considerazione riguarda questo trafiletto: >I software proprietari limitano sia la >possibilità di verifica delle procedure adottate (il codice sorgente >dei programmi non è ispezionabile) che la ripetibilità delle analisi >(il fattore economico può incidere sulla possibilità di dotarsi di un >determinato software) In linea di massima l'affermazione che solo il software open-source garantisce la ripetibilita' delle prove, mi pare un po' esagerata. Tanto per tagliar corto, basta citare che alla base di tutti i softwares attuali open-source o commerciali vi sono gli algoritmi racchiusi nei firmwares dei processori. E non mi pare che essi siano disponibili e OpenSource. Ad esempio su tale base, andrebbe sostenuto anche che le prove effettuate su un processore Intel Dual-core sarebbero differenti rispetto a quelle effettuate su un processore AMD, visto che usano dichiaratamente dei firmwares differenti. In realta' essi sono perfettamente compatibili e quindi su entrambi i risultati sono identici. Eppure per entrambi nessuno conosce i rispettivi firmware . Infine un appunto. Un conto e' studiare un algoritmo o confrontarne di differenti. Un altro conto e' studiare i prodotti che li usano. Infatti in un programma non conta solo l'agoritmo, ma anche la sua implementazione. Per cui definire le sorti di un algoritmo solo sulla base che in un certo programma esso e' stato implementato meglio o peggio rispetto ad altri prodotti, rischia di penalizzare alcuni algoritmi rispetto ad altri. Questo parrebbe spingere a privilegiare i programmi OpenSource. Ma in realta', secondo me, questo indica solo che chi vuole fare questo tipo di studio deve partire dalla base, ovvero prendersi gli algoritmi e buttar giu' dei programmi che li usino. E non fare ricorso a implementazioni gia' esistenti. Solo cosi' si riesce a studiare profiquamente degli algoritmi. Infatti il medesimo programmatore li implementera' tutti nella medesima maniera, e questo garantisce la necessaria neutralita' a livello di implementazione del codice. Saluti, -- ~~~~~~~~~~~~~~~~~ § Andrea § § Peri § ~~~~~~~~~~~~~~~~~ _______________________________________________ Iscriviti all'associazione GFOSS.it: http://www.gfoss.it/drupal/iscrizione [email protected] http://www.faunalia.com/cgi-bin/mailman/listinfo/gfoss Questa e' una lista di discussione pubblica aperta a tutti. I messaggi di questa lista non rispecchiano necessariamente le posizioni dell'Associazione GFOSS.it.
