Scusa ma vedo che continui attribuirmi fesserie (deliranti) che invece sono solo farina del tuo sacco, quindi per me il thread finisce qui.
saluti e buon riposo -r Il giorno 13 giugno 2009 23.38, Andrea Peri<[email protected]> ha scritto: >>In una PA, che "succhia" i soldi a tutti noi attraverso le tasse e che >>idealmente dovrebbe poi redistribuire fino all'ultimo centesimo in >>termini di beni e servizi per i cittadini, il concetto e la filosofia >>dell'open source potrebbe entrare in gioco nei modi che auspicavo >>nelle prime due mail. > > Interessante teoria, > > specie se si spinge all'estremo: > ovvero un mondo senza tasse, senza servizi e senza una PA che li eroga. > Sarebbe comunque allineato alle tue aspettative: > "non dai nulla non ricevi nulla ne' chiedi nulla." > > Peccato per tutti quelli universitari con i C..fumanti, ma d'altronde > in un mondo cosi' ideale chi vuole la laurea se la paga di tasca sua. > >>Furthermore, le università sono piene di gente con i "coglioni che gli >>fumano" (vedi Netler per GRASS) pronta a fornire supporto altamente >>specializzato in questo senso (e indovina a chi rispondono le >>università?). > > Non conosco personalmente Netler, e pero' ritengo che sia una persona > altamente competente e disponibile, > ma proprio per questo non credo che meriti di essere coinvolto in certi > esempi. > > Dire che tutti gli universitari sono come lui vuol dire banalizzare le > capacita' del singolo. > Ognuno e' responsabile per se' e i meriti sono suoi. > I meriti di Netler vanno a Netler e solamente a lui. > > Piuttosto considera il seguente aspetto del problema: > Ammettendo che le universita' siano piene di "C...fumanti", come dici te, > allora come mai i medesimi laureati non dovrebbero avere i medesimi > "c..fumanti" quando entrano in una ditta ? > > In base a quale principio si dovrebbe dare fiducia al laureando o al > neo-laureato che e' nell'ambito universitario e non andrebbe > dato fiducia al neo-laureato che si presenta come professionista con > partita iva o come dipendente di una ditta ? > > La realta' e' proprio opposta a quello che dici te. > Attualmente siamo proprio nella situazione che mentre a una > universita' e' teoricamente possibile dare fiducia a prescindere dalle > reali capacita' dei cosidetti C..fumanti, > proprio perche' trattasi di universita'. > > Se una persona con elevate capacita' (un C.. fumante come diresti te) > si presentasse al di fuori di una universita' , con la partita iva per > intendersi, per avere un lavoro nella PA dovrebbe partecipare a gara e > vincerla , e per vincerla e' probabile che dovrebbe accontentarsi di > meno soldi rispetto ad altri offerenti. Perche' per vincere una gara > bisogna avere poche pretese. > > E' questo il punto . > Perche' si guarda sempre alla dislocazione piuttosto che alla reale > capacita' (alla qualita' come dicevo prima) > L'universita' si', la ditta no. > Caio si, Sempronio no. > Il prodotto x si , il prodotto y no. > > Passando poi al tuo edificante esempio di gestione di servers.... > >>Nota di pragmatismo: i cinque server che mantengo dal 2005 ospitano, >>oltre a db server Postgres/Postgis, anche db server MySQL e nessuno si >>è ancora presentato con la fattura... quelli di redmond volevano 7mila >>€ per una licenza SQLServer. > > A parte il fatto che da come lo dici sembrerebbe che il ricorso a una > soluzione GPL sia stato un ripiego: > "si voleva usare sqlserver, ma volevano i soldi e allora abbiamo fatto > ricorso a altro..." > > E gia' questo non mi trova daccordo. I softwares GPL non sono un > ripiego ma devono essere valutati in sede di progetto alla stregua > degli altri. > E non essere un ripiego quando i fondi non sono sufficienti. Perche' > significa aver sbagliato il progetto. > > Infatti e' evidente che se si ricorre a un prodotto commerciale si > deve pagare, esattamente come si deve pagare lo studente o il > professionista che lavora per terza persone. > E gia' questo e' un punto spinoso perche' spesso nelle universita' si > tende a considerare lo studente manovalanza gratuita e quindi da > sfruttare a man bassa. > fare un progetto e dover rivedere le scelte perche' "volevano i soldi" > costringe a glissare per galanteria. > > Poi passando a esaminare nel dettaglio la tua affermazione faccio una > premessa: > > Io non so' esattamente quale sia il tuo lavoro, ma capisco che ti > ritieni un "numero uno" visto che ti fai un vanto di avere 5 macchine > con almeno due DBMS differenti su di esse. > > Per cui permettimi di fare una disamina ipotetica della situazione che > descrivi, > solo per evidenziare, in linea teorica, che non sempre una situazione > puo' essere un vanto, ma dipende da tante condizioni al contorno . > E cosi' vale in generale, non si puo' dipingere le cose in bianco o in > nero sulla base di poche nozioni superficiali. > > Intanto partirei con l'affermare che avere piu' dbms e' uno spreco > alla stessa stregua di quelli che si dice sempre di disapprovare. > > Esattamente come se si tenesse su accesi piu' server gis-online , ad > esempio un map-server e un geoserver o piu' application.servers. > > Se ne sceglie uno e si impegna tutte le risorse e le energie su di esso. > > Tornando alla situazione che descrivi con due dbms : postgres e mysql. > E giusto perche' "quelli di redmond volevano i soldi" , senno' ce ne > sarebbero stati tre .. :) > > Se li metti sulla stessa macchina riduci le risorse disponibili per > ciascuno di essi, se li tieni su macchine differenti aumenti i costi > di gestione. > > piu' backup, piu' rotture, piu' aggiornamenti, piu' contratti di > manutenzione, etc... > > E poi peggio del peggio significa non poter contare sulla totale > integrazione dei contenuti. > > Infatti se dei dati sono su un dbms MySQL e altri sono in un Postgres, > non si possono mettere insieme in una analisi. > Ovvero si perde il vantaggio di avere la massima sinergia possibile dai dati. > > Invece, avere tutti i dati in un unico dbms permette di avere la > massima possibilita' di ricerca, di analisi etc... > > Insomma avere piu' dbms differenti non e' un bell'esempio di > ottimizzazione di risorse e di efficienza di elaborazione ..... > > Questo succede quando chi commissione un lavoro non si preoccupa della > integrazione dei sistemi. > ma magari si limita a preoccuparsi che l'aggeggio sia GPL e tanto gli basta. > > Ma alla fine anche questo e' uno spreco , e denota una certa non > curanza nel gestire i progetti, senza cercare quel valore aggiunto che > e' rappresentato dall'avere tutto nel medesimo contenitore. > > Cioe' finisce per mettere il dubbio sulla effettiva "fumanza" degli > attributi citati. > > Poi se si passa a ipotizzare le cause di questa situazione, puo' darsi > che tutto sia dovuto semplicemente al fatto che > si e' investito soldi e risorse su una piattaforma, poi per ragioni di > varia opportunita' si e' passati a un'altra piattaforma e > non si e' pensato di spostare gli applicativi, magari perche' tanto si > tratta di roba gratuita e quindi tanto vale non spenderci sopra. > Oppure semplicemente perche' essendoci un coacervo di persone che > operano senza una relae sinergia, senza un coordinamento, senza una > guida generale, ognuno fa un po' come gli pare e i risultati vanno > nella direzione di una massima dispersione, con l'unico grande assunto > "basta sia GPL". > > Una torre di babele GPL insomma. > > Ma scegliendo quindi di spendere tempo e risorse per tenere su > entrambi, che in definitiva comporta anche questo delle spese e quindi > uno spreco. > > Qindi come vedi gli sprechi sono sempre in agguato. > E si possono avere anche restando strettamente nel mondo GPL. > Non basta scegliere dei prodotti GPL per essere sicuri di non fare sprechi. > > Avere i dati sparpagliati in piu' dbms differenti porta a sprechi alla > stessa stregue di quelli che si deplora per avere fatto ricorso a > sistemi commerciali. > > Insomma io non ne farei un gran vanto... > > Magari sarebbe un vanto dire che si sta lavorando per portare tutto su > una sola piattaforma. > Questo si' che richiede capacita' decisionali e di previsione > architetturale, oltre a una certa capacita' di gestire il porting. > E quindi competenze sistemistiche, di sviluppo , di gestione dei > progetti , delle persone, etc... > > Infine, > > Avere delle macchine in paiedi da qualche anno e' il minimo che si possa > avere. > Ci mancherebbe altro che tutti gli anni si cambiasse macchine o si > ri-installasse i sistemi operativi, vorrebbe dire che si ha tempo da > buttar via e si rudce il tempo di servizio dei servers. > > Ad esempio nel nostro parco macchine abbiamo una macchina che gira > initerrottamente dal 1999 e va ancora bene. > Pensa cosa significa aver su una macchina da 10 anni, che non ha mai > dato molti problemi (l'ultimo reale problema lo ha dato 4 anni fa', > con uno stop di 7 ore). > Una macchina del genere diventa una certezza, un punto fermo, una cosa > su cui si puo' sempre contare. > Una cosa a cui si finisce per non voler piu' rinunciare sapendo che > qualunque altra cosa prendesse il suo posto non potrebbe che fare > peggio. > > > Saluti, > > > > -- > ~~~~~~~~~~~~~~~~~ > § Andrea § > § Peri § > ~~~~~~~~~~~~~~~~~ > _______________________________________________ > Iscriviti all'associazione GFOSS.it: http://www.gfoss.it/drupal/iscrizione > [email protected] > http://lists.faunalia.it/cgi-bin/mailman/listinfo/gfoss > Questa e' una lista di discussione pubblica aperta a tutti. > I messaggi di questa lista non rispecchiano necessariamente > le posizioni dell'Associazione GFOSS.it. _______________________________________________ Iscriviti all'associazione GFOSS.it: http://www.gfoss.it/drupal/iscrizione [email protected] http://lists.faunalia.it/cgi-bin/mailman/listinfo/gfoss Questa e' una lista di discussione pubblica aperta a tutti. I messaggi di questa lista non rispecchiano necessariamente le posizioni dell'Associazione GFOSS.it.
