Andrea Peri ha scritto: >( ) >I dati devono stare nella rete stessa. Non devono essere locali. >Pensa a dati in rete. progettati per stare in rete, su strutture di dati anche esse pensate e progettate per favorire il transito in rete. >Dati a cui chi ha titolo accede da dovunque esso si trovi , con l'unica necessita' di un accesso internet e un dispositivo sufficientemente potente.
Chiaro il discorso, ma è troppo teorico. Per restare nellesempio: è meraviglioso che io possa interpolare spazialmente grandi dataset dei quali mi basta avere conoscenza [metadati!!] e ai quali ho libero accesso [open data!], senza dovermi preoccupare dello storage. Mi chiedo però come ciò possa avvenire in tempi accettabili, se un pezzo sta fisicamente negli USA e un altro dallaltra parte del mondo Il futuro che verrà, appunto, è meraviglioso, ma un minimo di cautela e concretezza, anche nellimmaginare le più portentose infrastrutture interconnesse WAN, restano necessari. Altrimenti parliamo di Mazinga e lame rotanti, e allora va tutto bene. Se parliamo di 5-6 anni, scordiamocelo e basta [postilla: mmm,, ma avete una vaga idea di cosa veniva promesso 5 anni fa relativamente alle reti mobili e cosa è in funzione davvero? Cose del tipo, prometto gigabyte/s e invece si scopre che sono kbyte/s ? Avete ragione, non si sta parlando di reti mobili. ma voglio dire, almeno nel nostro forum, liberiamoci dalle allodole che ci impone, subdolo, il marketing!] La tastiera potrebbe divenire un sistema che sfrutti il movimento della pupilla, oppure per restare nel classico, un microtrasduttore wifi con un paio di accelerometri che permettono di digitare su un tavolo (la tastiera ti viene mostrata nel visore a occhiale). Per la massa, che deve scrivere un tweet ogni mezzora, una tastiera proiettata o quella grassa di un tablet, possono anche andare, ma pensare di sostituire una tastiera con un dispositivo privo di feedback tattile è un crimine contro lusabilità e la dattilografia: non parlo per gli addetti ai lavori ma per chiunque abbia una esigenza più che minimale di scrittura. Non augurerei al mio peggior nemico di scrivere la tesi di laurea in quel modo! Per carità, chi vuole le usi liberamente e goda del progresso: io le trovo assolutamente inusabili. Ma quello che davvero mi rende perplesso - voglio dire: molto, molto perplesso - è che queste ovvietà che sto scrivendo sullinterfaccia utente, non le trovo scritte da nessuna parte. Ci stanno proponendo cose che guastano lesperienza duso, e nessuno dice niente. Mi sembra come quando è stato inventato lmp3. E aumentata la flessibilità, ed è morta lalta fedeltà. Vittorio Colombo
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