> che detto in altro modo: i gis saranno sempre piu' alla portata di tutti

> e gli specialisti, comunque, si potranno distinguere su nuove 
> professionalita'.

certo! per riparare i danni fatti! ;-)
a parte le battute, già in una mia precedente ho scritto che si va ancora 
all'università per capire come sono fatti e come si fanno i dati geografici.
Una buona parte del mio lavoro nel settore pubblico è risolvere, meglio sarebbe 
prevenire, o guidare i colleghi architetti, geologi, forestali e via dicendo, 
che hanno uno strumento tra le mani ma poco bagaglio teorico.
Non si tratta di mettere una traccia su OSM: si tratta di realizzare strati 
informativi corretti, cioè che contengano dati veri, e realizzati in modo da 
essere utilizzabili, per poi eseguire calcoli con essi.
Esempio stupido: se domani i kit per l'analisi del sangue si svendono su 
internet (magari ci sono già....) tra qualche hanno ci faremo le analisi da 
soli in casa?
L'informazione geografica come un'auto che tutti hanno e tutti sanno guidare?

Quindi credo ancora nella differenziazione professionale: il tecnico ambientale 
fa prelievi e campionamenti delle acque e sa lui come si fanno. Poi li porta al 
tecnico gis che sa lui come memorizzarli e come farli interagire con altri 
strati informativi.
Si assiste da una parte a una specializzazione spinta all'estremo, dall'altra, 
nel nostro settore, al contrario. Il solo fatto che gli strumenti gis siano 
diventati "semplici" e disponibili non rende automaticamente tutti "esperti".
Insomma per chiudere, sotto il cofano di un XGis, c'è tanto sapere e tanti 
cavalli da spremere con cognizione di causa.

saluti
marco

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