On Tue, 5 Jun 2018 12:08:24 +0200, Alessandro Fanna wrote:
​Chiedo ai più navigati: qual'è la strategia dietro questa acquisizione?


Microsft gia' da diversi anni a questa parte ha deciso di invertire
radicalmente il proprio atteggiamento storicamente ultra-negativo
nei confronti dell'open source.
dalle maledizioni, scomuniche e minacce di cataclismi, pestilenze
ed invasioni delle cavallette tipiche dell'epoca quando al timone
c'erano prima Bill Gates e successivamente Steve Balmer, con
l'arrivo del nuovo management guidato da Satya Nadella e' stato
tutto un susseguirsi di iniziative assai piu' concilianti e
dialoganti verso il mondo open source.

giusto qualche passaggio tra i piu' significativi:

- e' stata rilasciata pubblicamente la documentazione tecnica
  integrale dei formati binari MS Office (.doc di Word, .xls
  di Excel etc). MS continua a mantenere i brevetti originali,
  ma ha pubblicamente promesso che non promuovera' mai una
  causa legale per violazione del copyright nei confronti degli
  sviluppatori che utilizzaranno quelle informazioni per creare
  dei tools che facilitino l'interoperabilita'.

- Internet Explorer sta rapidamente allineandosi agli standard
  ufficiali del W3C; e' finita l'epoca in cui il browser di
  casa MS funzionava (volutamente) in modo radicalmente diverso
  da tutti gli altri.

- SQLite e' entrato a pieno titolo tra i componenti "ufficiali"
  della piattaforma Windows 10; anche se e' un componente
  open source MS ha deciso che ha tutte le caratteristiche per
  venire trattato esattamente come se fosse un componente
  sviluppato internamente.

- le versioni piu' recenti di Visual Studio sono in grado di
  supportare i build scripts di CMake (credo con alcune limitazioni
  o vincoli specifici, ma non ne sono sicurissimo).
  comunque sia, e' chiara l'intenzione di voler colmare o comunque
  restringere il fossato storico che separava lo sviluppo per Win
  da quello per Linux (Unix, Mac Os X, Android etc).

tirando le somme: MS pare aver finalmente compreso che e' finita
l'era della contrapposizione frontale contro il resto del mondo,
inventandosi uno dietro all'altro dei simil-standard ad hoc che
parevano fatti a bella posta per impedire l'interoperabilita'.

sicuramente hanno influito la pesante concorrenza del Mac (che
dopotutto e' un derivato Unix) nel segmento desktop e di
Android (un derivato diretto di Linux) nel settore mobile.
cosi' come ha influito in modo decisivo la concorrenza dei
numerosi servizi web ed altri strumenti gratuiti messi a
disposizione da Google (che non certo a caso, ha da sempre
fatto un punto qualificante del proprio sostegno allo
sviluppo open source)
altrettanto sicuramente hanno influite alcune sentenze di
condanna da parte delle Authorities anti-trust per abuso
di posizione dominante.

alla fine, mettendo tutto quanto assieme, MS ha iniziato a
capire che continuando a chiudersi nella sua gabbia blindata
alla fine rischiava di precipitare in una trappola mortale che
avrebbe messo a repentaglio la stessa sopravvivenza futura
dell'azienda.
e quindi, in buona sostanza, ha deciso di allinearsi con le
strategie gia' messe in opera con successo dai suoi principali
competitors: Oracle a Google (un po' meno Apple).

acquisire marchi storici dell'O.S. (come ha fatto Oracle con
MySQL ed OpenOffice) e finanziare e sostenere attivamente lo
sviluppo O.S. (come fa da sempre Google) non e' affatto in
contraddizione con il business model di una grande azienda
informatica multinazionale con tendenze monopolistiche.
anzi, se viene oculatamente gestito puo' addirittura portare
numerosi vantaggi perche' rende facile e soprattutto economico
raggiungere una reale interoperabilita' (tu mi rubi i miei
clienti storici, ma occhio che anch'io posso rubarti i tuoi).

insomma, personalmente non credo che dietro a queste iniziative
si nascondano mosse diaboliche; siamo semplicemente di fronte
ad un nuovo business model che prende realisticamente atto del
fatto che la contrapposizione frontale all'open source non paga,
anzi puo' produrre pesanti penalizzazioni.
... se non li puoi combattere, allora tanto vale allearsi,
specie se puo' generare profitti economici interessanti ;-)

ciao Sandro
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