Uberto:

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> Io trovo solo scandaloso che visto la dimensione e il costo dei biglietti
> non coprino le spese agli speakers. :)
>

​:)

A meno di avere un'azienda che ti para le chiappe, di essere millionario o
di fruire dello statuto di freelance - trasferendo così le spese in
possibili detrazioni fiscali - , ti attacchi al tram. Chiaro. Ritengono
molto probabilmente che vieni ampiamente ripagato ed appagato con la
pubblicità che fai di te stesso in quanto speaker: valore aggiunto nel tuo
CV, fama nazionale o internazionale, visibilità maggiore nelle
"communities", attrattività per cacciatori di testa e per aziende che
reclutano, ego, diritto di indossare un t-shirt di cattivo gusto, ecc. Una
birra, una pizza, "sono hype", e poi a nanna.

Faccio spesso il paragone - anche se le due cose non si sovrappongono - con
gli hackathon. Gli hackathon erano magnifiche ed entusiasmanti (allegro ma
non troppo) maratone del codice organizzate sotto il segno della
collaborazione e del volontariato che miravano a progetti a priori senza
scopo di lucro. Da diversi anni, sono invece diventati - per molti, se non
la stragrande maggioranza di loro - territori di predazione intellettuale
organizzati da aziende ed amministrazioni che non voglioni retribuire il
tempo-cervello mentre ne sfruttano/sfrutteranno i risultati. Manodopera a
costo quasi zero. La passione e la condivisione sono una cosa. Lo
sfruttamento ne è un'altra. Una birra, una pizza, "sono hype", e poi a
nanna.

Il magico mondo dello sviluppo software mi sembra essere diventato -
soprattutto da alcuni anni - uno dei rari (?) campi nel ventaglio delle
attività umane in cui il masochismo ebete associato a più forme di
sfruttamento lavorativo vengono erette in virtù.

Bye.  max (appassionato ma disilluso, immutabilmente pessimista e
misantropo ;) )

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