Ciao Simone, non è una idea nuova, ma è stata affrontata diversamente dalla tua proposta.
L'obiezione più semplice è: come fa uno sviluppatore a sapere che l'API è instabile se non c'è scritto niente? D'altro canto, se dobbiamo documentare tutte le API instabili, perché allora dover annotare anche quelle stabili? L'assunto è di considerare le API come stabili, filosofia che probabilmente si scontra con NodeJS :) Alcuni esempi sono @Beta di Guava e @OptIn di Kotlin https://github.com/google/guava#important-warnings https://kotlinlang.org/docs/reference/opt-in-requirements.html Ciao, Vasco Il mercoledì 10 giugno 2020, 10:19:22 CEST, Simone Bordet [email protected] [it-torino-java-jug] <[email protected]> ha scritto: Ciao, qualcuno ha mai visto/usato delle API (annotazioni o altro) per marcare delle API come "stabili"? E se sì, esiste una toolchain associata, per esempio un Maven Plugin che controlli l'esistenza di queste annotazioni e confronti due versioni? (Sì, conosco clirr) E magari supporto in javadoc? Qualcosa di simile a https://nodejs.org/docs/latest-v13.x/api/documentation.html#documentation_stability_index. Anche se non so come sia fatto in NodeJS (non credo annotazioni). Mi basterebbe una annotazione tipo @API(since="1.0.1") per indicare una API stabile. Se non c'è l'annotazione è instabile. Se c'è @Deprecated è deprecata. Grazie! -- Simone Bordet --- Finally, no matter how good the architecture and design are, to deliver bug-free software with optimal performance and reliability, the implementation technique must be flawless. Victoria Livschitz
