23 Dicembre 2002,
COMUNICATO STAMPA
FOR IMMEDIATE
RELEASE
VERIO/NTT SCONNETTE THE THING NEW YORK DA INTERNET
Su
pressione del gigante Dow Chemical per un sito parodia realizzato dagli Yes
Men
Il provider di banda alta Verio, di propriet� della
giapponese NTT, ha deciso di rescindere il suo contratto commerciale con il
provider thing.net. La decisione - comunicata verbalmente dagli avvocati di
Verio al chairman di The Thing Wolfgang Staehle sar� esecutiva il 28
Febbraio e provocher� la sconnessione dello storico server di artisti ed
attivisti newyorkesi da Internet. Attualmente The Thing ospita centinaia di
siti di artisti, ma anche di istituzioni artistiche prestigiose come il
MoMa, il PS1, network come Nettime e collettivi di base come Tenant (a sostegno degli
inquilini newyorkesi), gruppi di attivisti come RTMARK) ed Electronic
Disturbance Theater (http://www.thing.net/~rdom/) e case editrici come Autonomedia.
DOW CHEMICAL VS YES MEN
La vicenda ha inizio il 3 dicembre, quando un gruppo di
attivisti che si fanno chiamare gli Yes Men mettono online il sito dow-chemical.com. Si tratta
di una parodia del sito ufficiale della Dow Chemical, corporation che ha recentemente assorbito la
Union Carbide, responsabile dei circa 20.000 morti seguiti al disastro di
Bhopal del 1984. Nel falso comunicato stampa che accompagnava il lancio del
sito, la Dow spiegava le ragioni per cui l’azienda � responsabile unicamente
verso i suoi azionisti e non verso i cittadini e il territorio indiano.
Alla parodia, la Dow reagisce con scarso umorismo. Il giorno
successivo invia una notifica basata sul Digital Millennium Copyright Act
(DMCA) al provider di banda alta Verio. Come gi� avvenuto in passato, Verio
si rivolge immediatamente a The Thing, che ospita il sito degli Yes Men. Non
trovando immediata risposta, lo chiude “preventivamente” sulla base dei
poteri conferitigli dal DMCA. Il giorno dopo gli Yes Men decidono di
rimuovere le pagine contestate e The Thing pu� tornare online. Ma
l’offensiva della Dow non si ferma. Il 6 Dicembre la corporation entra in
possesso del dominio dow-chemical.com, facendo pressioni sulla societ� di
registrazione gandhi.net. Nel giro di poche ore i contenuti di dow-chemical
riappaiono su un server
australiano, tutt’ora attivo, insieme a decine di altri mirror.
Ma Verio non � soddisfatta. E dopo aver ricordato a The Thing
le precedenti violazioni del DMCA (come nel caso della Toywar quando il
provider venne chiuso per tre ore) decide di terminare unilateralmente il
suo contratto con The Thing. E' bene ricordare che questa decisione non
segue alcun ordine della magistratura, ma viene assunta dal"padrone di casa"
sulla base di un regolamento interno che non pu� essere contestato
dall'inquilino.
A questo punto a The Thing restano circa due mesi per trovarsi
un altro provider di banda alta.
LA DICHIARAZIONE DI INDIPENDENZA
La risposta di The Thing sar� comunque ampia e differenziata,
sia sul piano tecnico che legale. In primo luogo il network intende
acquistare direttamente un pacchetto di numeri IP da ARIN.net,
l'organizzazione che li distribuisce. Al momento The Thing utilizza 255
indirizzi IP che vengono forniti da Verio. Essendone il padrone, Verio pu�
sospenderli in ogni momento, sulla base di una semplice lamentela inviata da
un'altra corporation. Per questo, The Thing sceglie la strada dell'autonomia
e si appresta ad acquistare un pacchetto di 4096 numeri IP che distribuir�
su una quindicina di provider di banda alta diversi. In questo modo sar�
praticamente impossibile chiudere il network sulla base di una semplice
lamentela.
Tuttavia l'indipendenza ha un prezzo. Il costo dell'acquisto
una tantum dei 4096 IP � di $5000; dopodich� costeranno $5000 l'anno per
poter essere mantenuti. Il costo dello switch al nuovo gruppo di indirizzi
sar� di altri $5000 circa e lo start-up per i nuovi provider di banda alta �
stimato in circa $10,000. Il costo totale ammonta a circa 25,000 $.
Per questo Thing.net ha messo online UNA PAGINA PER LE
DONAZIONI tramite PayPal.
In secondo luogo The Thing fornir� una risposta sul piano
legale per contestare la decisione di Verio. Il suo carattere lesivo del
diritto di libera espressione e dello stesso business di The Thing � stato
denunciato dal Direttore Esecutivo di The Thing Wolfgang Sthaele. Ricardo
Dominguez, fondatore dell'Electronic Disturbance Theater e Senior Editor di
The Thing avverte: "Gli attivisti continuano a sentire gli effetti delle
minacce legali infondate da parte di grosse corporations, che possono
intimare ai siti la cancellazione solo attraverso una lamentela al provider
di banda alta. Se Thing.net sar� capace di reperire i fondi per comprare un
blocco di IP, si creeranno le condizioni per un porto sicuro per le voci
alternative, garantendo che alle lamentele legali seguano dei giusti
riscontri, prima che gli avvisi di sgombero vengano consegnati".
Links Utili
THE THING
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