Mi piace molto il taglio della conricerca proposta a Bologna da Zimone. 
Ma entro nel merito, sperando di dare qualche spunto. Lo scopo
dell'inchiesta e' abbozzare una nuova forma contrattuale (credo anche
sul pano giuridico) che tenga conto dei mutamenti. In altre parole,
serve un nuovo art 18, perche' quello che c'e' non basta (anche se fosse
esteso, anche se va esteso). 
Anche io credevo che la lotta in regime postfordista dovesse sfociare in
una nuova carta dei diritti del lavoratore flessibile, in cui fossero
scritte nuove garanzie inimmaginabili negli anni 70. Ma poi mi sono
convinto che, proprio perche' il potere nel postfordismo si fonda sulla
flessibilita' e sulla cooperazione, la flessibilita' di uno corrisponde
alla flessibilita' di una comunita' di persone (vedi il post che
mandammo su RK prima dello sciopero generale). E credo che i diritti
delle comunita' non possano essere scritti nei contratti individuali dei
lavoratori, ma debbano essere delle "caratteristiche ambientali",
debbano cioe' riguardare l'intero habitat in cui ci muoviamo. 
Faccio un esempio: certo, vorrei che nel mio contratto ci fosse scritto
il diritto alla formazione permanente, ma ancor piu' voglio che il
sapere sia di per se' libero, fruibile e copyleft. Che nasca e circoli
cosi'. Non voglio che il uso prezzo sia zero per i lavoratori: voglio
che non abbia prezzo, perche' penso che chi usa e consuma un bene senza
prezzo poi produce altri beni senza prezzo e che cosi' si possa
innescare un processo a valanga. E quindi si tratta di immaginare spazi
con regole di funzionamento diverse da quelle del mercato. Altro
esempio, noi che facciamo ricerca scientifica vorremmo realizzare un
programma peer-to-peer (roba tipo Napster, Gnutella, FreeNet) dedicato
alla ricerca scientifica, piuttosto che chiedere (come diritto
individuale) che le riviste scientifiche abassino i prezzi fino a zero:
uno spazio con nuove regole, piuttosto che diritti individuali. Anche
una simile esperienza e' una costruzione di nuovi diritti dei lavoratori
flessibili, ma sarebbe difficile riassumerla in una nuova bozza di
contratto. Forse si tratta dei diritti dei "non-lavoratori".
Non vuole essere una critica alla conricerca che state immaginando,
anzi, ma carne al fuoco: un modo per vedere nuove forme politiche, anche
laddove non si presentano con i sottotitoli.
Spero che la cosa interessi la comunita' ragionante. 

andrea capocci
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