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Date: Wed, 5 Mar 2003 18:59:45 +0100 (CET)
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strategie per la comunicazione indipendente
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Quella che segue � la traduzione di un articolo di Cristopher Kelty, "Free
Software/Free Science", apparso sulla rivista online First Monday. La
traduzione � stata fatta in collaborazione da Anna Fata e da Andrea
Glorioso.
Introduzione: software libero come problema di valore e di reputazione
Negli ultimi anni, nel momento in cui il movimento Open Source/Free
Software � diventato una costante nel lavoro e nella stampa tecnologica,
generando conferenze, moltiplicando indagini accademiche e speculazioni
commerciali, allo stesso modo, una singola domanda sembra avere incantato
quasi tutti: come si guadagna con il software libero?
Se alla domanda non viene data risposta con un progetto finanziario, viene
diretta inevitabilmente verso qualche concetto di "reputazione". La
risposta �: i programmatori di Software Libero fanno ci� che piace a loro,
per qualsiasi ragione e se lo fanno abbastanza bene guadagnano la
reputazione di essere un buon programmatore o almeno uno in vista.
Attraverso le discussioni, la funzione della reputazione come una specie
di sostituto metaforico del denaro pu� espandersi nella economia reale,
pu� essere convertita in migliori impieghi o in consulenze di lavoro, o
pu� essere utilizzata per prendere decisioni sui progetti di software o
influenzare altri programmatori. Come il denaro, � una forma di
remunerazione per il lavoro fatto, dove il lavoro eseguito viene misurato
esclusivamente dall'individuo, ciascuna persona ha il suo prezzo per
creare qualcosa. Al contrario del denaro, tuttavia, viene vista anche
spesso come un tipo di propriet�. La reputazione viene comunicata dal nome
ed i nomi che contano sono quelli dei progetti di software e le persone
che contribuiscono ad essi. Questo si colloca non facilmente accanto alla
consapevolezza che il software libero �, nei fatti, un tipo di propriet�
reale (o legale) (i.e. propriet� intellettuale protetta dal diritto
d'autore). L'esistenza del software libero si basa sulla propriet�
intellettuale e sulla legge dei brevetti (Kelty, in stampa; Lessig, 1999).
Considerando la questione, la maggior parte dei commentatori sembra essere
stata condotta piuttosto direttamente verso interrogativi simili circa le
scienze. Dopo tutto, questa economia della reputazione suona
straordinariamente familiare alla maggior parte dei partecipanti. In
particolare, vengono spesso compiute due affermazioni: 1) Che il software
libero � in qualche modo "come" la scienza e, pertanto, utile; e, 2) Che
il software libero �, come la scienza, una "economia del regalo" ben
funzionante (una forma di meta-mercato con la sua moneta) e che la moneta
del pagamento in questa economia � la reputazione. Queste affermazioni
servono solitamente allo scopo di contrastare l'assunzione che nulla di
buono pu� venire dal sistema in cui gli individui non sono pagati per
produrre. L'assunzione celata � che la scienza � naturalmente ed
essenzialmente un processo aperto - un processo in cui la verit� prevale
sempre.
Questo saggio esamina queste affermazioni, prima tramite un breve viaggio
tra alcuni lavori nella storia e lo studio sociale della scienza che hanno
incontrato problemi straordinariamente simili e, secondo, confrontando i
due regni in merito alle loro "monete" e "propriet� intellettuale", sia
metaforiche, sia reali.
Credito e reputazione della scienza
Il locus classicus per lo studio scientifico delle istituzioni
scientifiche � Robert K. Merton, il sociologo americano che per primo
tent� di pensare tramite ci� che lui chiam� la "struttura normativa della
scienza" a un resoconto sociologico dell'attivit� scientifica che si
focalizzava sul "sistema di ricompensa" e l'"ethos" della scienza. Per il
primo, Merton mise in dubbio esplicitamente tali riconoscimenti di
"propriet� intellettuale", anche se il termine non potrebbe essere
utilizzato in un senso metaforico. Il secondo, l'"ethos" della scienza, �
la serie di norme e forme di vita che strutturano l'attivit� degli
scienziati attraverso le nazioni, le discipline, le organizzazioni o le
culture. Esso sostiene un esame minuzioso pi� vicino come un confronto con
il software libero (specialmente nelle sue forme internazionale,
inter-organizzativo, multi-disciplinare). Merton identific� quattro norme:
universalismo, comunismo, disinteresse e scetticismo organizzato.
Queste norme sono informali, vale a dire, esse sono solo comunicate,
diventando parte della classe dirigente scientifica: esse non sono scritte
e non sono vincolanti n� legalmente, n� tecnicamente. Tuttavia, nonostante
questa caratteristica informale, le istituzioni della scienza come le
conosciamo, sono formalmente strutturate intorno a loro: per esempio, il
comunismo richiede una struttura comunicativa che consente la propriet�
posseduta in comune - idee, formule, dati o risultati - da diffondere:
giornali, lettere, biblioteche, universit�, sistemi postali, standards,
protocolli e alcune nozioni pi� o meno esplicite di pubblico dominio.
La norma "disinteresse" non � una questione di egoismo o altruismo, ma una
questione di progetto istituzionale: perch� il disinteresse funzioni,
infatti, la scienza deve essere chiusa e separata dalla altre parti della
societ�, cos� che la responsabilit� �, innanzitutto, e principalmente dei
pari, non dei dirigenti, dei finanziatori o del pubblico - anche se questa
norma � continuamente assalita sia dall'interno, sia dall'esterno.
Similmente, lo "scetticismo organizzato" non � semplicemente metodologico
(o il dubbio cartesiano, o i valori 'p' accettati), ma anche istituzionale
- nel senso che le norme dell'istituzione della scienza devono essere tali
che esse esplicitamente, se non proprio legalmente, promuovano la capacit�
di mantenere la separazione persino di fronte al potere politico.
Altrimenti, la verit� viene compromessa velocemente.
Ci� che resta maggiormente affascinante delle descrizioni della scienza di
Merton � la sua attenzione sulle ricompense e sul "sistema della propriet�
intellettuale" della scienza. Merton ed i suoi studenti spiegarono come il
sistema di ricompensa delle funzioni della scienza come incentivo alla
creativit� scientifica, proprio come un aspetto strutturale essenziale
della natura cumulativa della scienza, anche se non ci sono mezzi legali,
tecnici e solo sottili mezzi istituzionali per rinforzare la propriet�.
Uno di questi mezzi per rinforzare la propriet� � il dibattito sulla
priorit�. Le dispute sulle priorit�, che cominciarono in modo pi� cospicuo
con Galileo, sono spesso liti prolungate e intense, non perch� gli
scienziati siano intimamente egoisti, ma perch� la correttezza e il
disinteresse sono essenziali per la legittimazione dell'impresa. In molti
di questi casi, l'intera struttura tecnologica, istituzionale e
intellettiva della discussione scientifica diventa completamente visibile,
complicando la semplice storia della determinazione di "chi aveva
ragione". Quando l'istituzione della scienza � diventata pi� grande e
complessa, anche i sistemi per gestire la priorit� ed il riconoscimento si
svilupparono: i giornali e le loro reputazioni; la standardizzazione
internazionale delle misure, delle costanti e degli apparati sperimentali;
i premi Nobel e la loro discendenza ed il sistema universitario.
Per essere chiari, questi sistemi non si sono sviluppati con un obiettivo
a priori di misurare la reputazione degli scienziati, ma sotto altri
ideali, a volte evidenti, a volte in conflitto, come "promuovere il
progresso" o "curare la malattia" o "il perseguire la verit�", ideali in
cui la storia del progresso scientifico si ritiene sia ovvia. � solo con
un certo tipo di senno del poi sociologico che questi sistemi sembrano
avere uno scopo strutturale e funzionale pi� complesso; o che le norme
mantengono il sistema funzionante.
Si dovrebbe tracciare qui un parallelo con gli Hackers ed i creatori di
software, che spesso insistono che il miglior software � ovvio,
semplicemente perch� "funziona". Il richiamo implicito � che il software,
come la verit� scientifica, � "evidente" e non richiede alcuna discussione
(ed � indipendente dai "nostri" criteri). Mentre � vero che i software
scritti non correttamente non compileranno, questa insistenza
inevitabilmente nasconde la negoziazione, la disputa e la manovra retorica
che esiste nel convincere le persone che, per esempio, c'� solo un vero
editor: Emacs. Suggerire semplicemente che un risultato scientifico � vero
perch� la verit� � evidente, � semplicistica sia sociologicamente, sia
scientificamente. Il processo di dichiarazione di tale verit� � noioso,
arcano e terribilmente affascinante per la maggior parte degli scienziati,
ma non � assolutamente evidente. Battersi il petto non ottiene mai
consenso nella scienza, solo sospetto.
Per ripetere, Merton si � focalizzato sulle norme istituzionali della
scienza, piuttosto che sul carattere dei singoli scienziati, o su
qualsiasi imperativo categorico atto a perseguire la verit�.
L'affermazione di Merton era che il riconoscimento e la reputazione
giocano ruoli cruciali nella struttura incentivante della scienza:
eponomia (il nome delle costanti, delle leggi e dei pianeti), la paternit�
(X, Padre di Y), gli onori e altre forme di riconoscimento sociale, premi
come la medaglia Fields o il Nobel, ingresso in societ� regali ed, infine,
l'essere citati nei libri di storia. Ancora, questi meccanismi sono
funzionali solo col senno del poi; �, forse, possibile affermare che la
scienza potrebbe procedere tuttora senza tutti questi sostegni, ma non
avrebbe n� esistenza collettiva, n� effetto evidente sulla consapevolezza
storica e identit� "vocazionale" degli scienziati praticanti.
Le estensioni e gli argomenti che sono stati seguiti dai lavori
pionieristici di Merton hanno centrato questo importante interrogativo
metodologico: come possiamo capire la struttura dinamica della crescita
della conoscenza scientifica, attraverso lo studio empirico delle sue
istituzioni e norme, come pure dei suoi strumenti, procedure e idee?
Il noto libro di Thomas Kuhn, The Structure of Scientific Revolutions, ha
tentato di fare coincidere questa indagine con la struttura del contenuto
cognitivo della scienza. "Cambiamenti di paradigma" � entrato nel
linguaggio persino degli scienziati stessi, come un modo di spiegare come
certi straordinari capovolgimenti cognitivi possono essere descritti
dall'apparato di prova e spiegazione e, in particolare, dalla loro
incommensurabilit�. Sebbene Kuhn abbia negato vigorosamente che le
istituzioni sociali della scienza abbiano alcunch� a che fare con questi
cambiamenti, il suo approccio generale al problema inizia in accordo con
Merton.
Similmente, Michael Polany introdusse un concetto di "conoscenza tacita"
per rendere conto di aspetti di differenze cognitive che non erano rese
esplicite, che erano, per dire cos�, incastrate nelle macchine, le
tecniche ed il training scientifico. Queste abilit� tacite oscillano tra
l'esplicito e l'implicito - hanno esistenza reale nel mondo, specialmente
in un senso pedagogico e sono istituzionali, anche se sono effimere - non
sono leggi, o regole, ma azioni abituali apprese, senza le quali la
scienza non sarebbe mai stata fatta.
Nell'osservare le origini storiche delle strutture istituzionali della
scienza, Simon Schaffer e Steven Shapin interpretarono i dibattiti di
Robert Boyle e Thomas Hobbes sul metodo sperimentale, come un luogo
sperimentale per l'indagine delle tecnologie coinvolte nella produzione
della verit� scientifica. Essi concludono che "dimostrare" qualcosa, in
questo caso, richiede molteplici abilit�: abilit� letterarie,
tecnico/matematiche e materiali o abilit� professionali ed, inoltre, che
la creazione di una discussione (in questo caso, per quanto riguarda
l'esistenza di un vuoto) richiede anche la creazione di un pubblico di
osservatori che potesse testimoniare la verit�. Il lavoro di creare un
fatto scientifico non � mai semplicemente il problema di convincere gli
altri - dopo tutto, Galileo fu definito un eretico, nonostante la sua
abilit� scientifica ed il savoir-faire sociale.
Gli studi sul credito e la reputazione sono entrati esplicitamente nella
letteratura alla fine degli anni '70. Le economie del dono, in
particolare, furono lo studio di un breve articolo di Warren Hagstrom che
tentava di spiegare come i contributi alla ricerca scientifica - come
"distribuire" un saggio o dare credito ad altri - rendeva la circolazione
del valore una questione di reciprocit�, accostandosi ai sistemi di
regalo-scambio esplorati da Marcel Mauss e Malinowski (vedi Hagstrom,
1982). Anche Bruno Latour e Steve Woolgar esplorano le metafore dello
scambio non-monetario nella scienza, nel corso del loro lavoro sulla
costruzione dei fatti nei laboratori. Essi esplorano ci� che essi chiamano
un "ciclo di credito", che include sia il denaro reale dalle agenzie che
forniscono i sovvenzionamenti, sia il riconoscimento (nella forma di
articoli pubblicati) che conduce l'intero circolo alla raccolta di denaro
assegnato, e cos� via, infinitum. In questo ciclo, sia il denaro reale,
sia la diffusione della reputazione o del credito vengono mobilitati - ma
a quale fine, esattamente, non lo si sa (Latour e Woolgar, 1979).
In ciascuno di questi casi, la funzione della reputazione o del credito �
il medesimo: � il pi� valido e degno segnale di successo e, pertanto,
della fiducia dei risultati scientifici, in un mondo inerentemente senza
fiducia. La promessa di essere "iscritto nei libri della storia" o, almeno
la garanzia che il tuo lavoro non sar� stato fatto invano, � la sola forza
motivante identificabile - cos� come la reputazione pu� essere chiamata
l'incentivo del lavoro scientifico. � da questa relazione presunta che la
metafora della "propriet� intellettuale" ottiene la sua forza e questo
sembra un modo ovvio per affrontare il problema "economico" della scienza.
Tuttavia, � importante distinguere l'uso "metaforico" da quello
"letterale" della propriet� intellettuale: nel caso dello scienziato, la
reputazione � inalienabile. Nessuno pu� usurpare una reputazione
guadagnata, non pu� essere venduta, non pu� essere data via. Pu� essere,
forse, condivisa dall'associazione, pu� anche essere acquisita
ingiustamente - ma non � un possesso alienabile. La Propriet�
Intellettuale assegnata da un governo nazionale, d'altra parte, esiste
precisamente per generare ricchezza dalla sua alienabilit�: gli inventori,
gli artisti, gli scrittori, i compositori possono vendere i prodotti del
loro lavoro intellettuale, trasferire i diritti per commercializzarla, in
parte o nella totalit�, firmando un contratto. Si ritiene che la
reputazione del creatore sia separata dal diritto legale di ottenere
profitto da quella creativit�. Questo diritto legale - propriet�
intellettuale come un monopolio limitato su una invenzione o uno scritto -
viene spesso confuso con la protezione della reputazione, come un diritto
inalienabile al proprio nome; la legge della propriet� intellettuale non
difende questo.
Citazioni e reputazione come metafore per la moneta e la propriet�
Nella scienza le metafore della valuta e della propriet� si riuniscono in
un luogo particolare: il "Scienze Citation Index". Gli elenchi di
citazioni danno un indicatore molto importante, anche se non sempre
preciso, di valore. Anche se non tutta la reputazione dipende dalle
citazioni (anche se alcuni uffici borse di studio non sono d'accordo a
questo proposito) i lavori che non sono elencati in questi elenchi partano
da una posizione di svantaggio piuttosto seria, dal punto di vista
reputazionale. In altre parole gli elenchi di citazioni scientifiche non
misurano semplicemente qualcosa di oggettivo (chiamato reputazione) ma
danno piuttosto alle persone uno strumento per comparare il successo
nell'ottenere il riconoscimento.
Robert Merton cap� chiaramente il potere degli elenchi di citazioni - sia
come valuta, e come un tipo di registrazione della propriet� intellettuale
al fine di stabilirne la priorit�. Nella prefazione del libro di Eugene
Garfiel, "Citation Indexing", uscito nel 1979, Merton scrive "[Le
citazione viste dal punto di vista morale] sono pensate per ripagare i
debiti intellettuali nell'unica forma in cui ci� pu� esser fatto:
attraverso il loro riconoscimento aperto". Egli quindi equipara le
citazioni alla valuta con cui si ripagano i debiti. Ma va anche oltre,
illustrando la propriet� intellettuale scientifica in un modo che traccia
un chiaro parallelo con le posizioni di chi ritiene il successo del
software libero basato su un'economia della reputazione."Possiamo
cominciare con un aspetto della latente struttura sociale e
culturale della scienza, presupposta dall'uso sistematico, che si evolve
storicamente, dei riferimenti e delle citazioni negli articoli e nei libri
scientifici. Questo aspetto rappresenta il lato apparentemente paradossale
della propriet� nell'impresa scientifica: la circostanza che pi� gli
scienziati rendono la rispettiva propriet� intellettuale disponibile agli
altri, pi� tale propriet� diventa chiaramente loro. E questo poich� la
scienza � una conoscenza pubblica, non privata. Solo pubblicando il
proprio lavoro gli scienziati possono dare il loro contributo (e il
termine � indicativo) e solo quando esso diventa in questo modo parte del
dominio pubblico della scienza essi possono veramente sostenerne la
paternit�. Poich� il riconoscimento della paternit� risiede solo nel
riconoscimento del contributo da parte dei propri pari" [10]".Questa �
un'affermazione degna di nota, ma non � poi cos� diversa
all'affermazione altrettanto degna di nota dei sostenitori del software
libero - che dall'apertura deriva la creazione di software migliore.
Merton qui sostiene la stessa cosa per quel che riguarda la scienza.
L'incentivo a produrre scienza dipende dal riconoscimento pubblico della
priorit�. I sistemi coinvolti nel far s� che questa "propriet�" accompagni
il proprietario sono: pubblicazione affidabili, valutazione, trasmissione,
disseminazione e in ultima analisi l'archiviazione dei lavori scientifici,
delle equazioni, tecnologie, e dati. Come sopra, questa priorit� �
inalienabile: quando entra in questo sistema di registrazione, vi rimane,
e ne viene rimossa solo in casi di prorit� ignota o di frodi nascoste. Non
� propriet� intellettuale alienabile - ma � costante, indisponibile e
eterna, dopo che � stata riconosciuta.
La "propriet� intellettuale", vista in questi termini metaforici, si
riferisce ad un curioso problema di sovranit�: chi conferisce la propriet�
intellettuale scientifica, chi la garantisce? La risposta, ugualmente
curiosa, � che non lo fa nessuno: la scienza � solo un'evoluzione
ingegnosa - un sistema senza fondamenta, ma stabile, di apertura. �
conoscenza pubblica, non privata, come dice Merton. Chiaramente la sua
continuit� giroscopica dipende dalla costante iniezione di spinta angolare
- solitamente nella forma di denaro, a volte nella forma di supporto
politico, domande pressanti e desideri utopici - da parte di universit�,
filantropi e altri benefattori. Le sue norme si riaggiustano nel tempo, il
credito circola, le reputazioni sia degli individui e dei finanziatori
cresce e la legittimit� dell'impresa continua. Proprio come le
affermazioni circa il software libero, la produzoine distribuita da pari a
pari e il controllo incrociato della scienza � un modo stabile, anche se
anarchico, per creare e verificare materiale di massima qualit�. Il
"progresso" della scienza non conosce altro modo di procedere.
Tuttavia, ci� che � forse pi� interessante sull'affermazione di Merton
riportata al giorno d'oggi � che non c'� pi� (e mai c'� stata) una
garanzia istituzionale circa la natura pubblica della scienza. Infatti,
oggi � vero l'esatto opposto: la natura aperta o pubblica della conoscenza
non pu� essere presupposta, ma deve essere fatta valere al fine di essere
garantita. Mentre una volta gli scienziati facevano a gara per pubblicare
i loro risultati, ora fanno a gare per brevettarli. La scienza rimane
"pubblica" nel senso di "non segreta", ma sta diventando prima di tutto
propriet� intellettuale privata, e solo dopo ricerca scientifica pubblica.
Ci� non � un mistero n� etico n� storico, ma indica invece che la sostanza
istituzionale della scienza � cambiata negli ultimi trent'anni. Si �
spostata su un terreno di massicci investimenti aziendali (in opposizione
a investimenti governativi o no-profit) in attivit� di ricerca - un
investimento governato da una struttura esplicita di ritorni
quantificabili (il che significa spesso, ma non sempre, ritorni monetari).
Anche nel caso di finanziamenti governativi e pubblici, questa domanda
organizzativa di controlli e misurazioni di tipo aziendale dei ricavati
domina il lavoro scientifica quasi fino al suo cuore. La scienza e i suoi
risultati ora sono una propriet�, e i ritorni da questa propriet� non sono
soggetti al controllo tra pari.
Inoltre, questo cambiamento � stato accompagnato da una massiccia
espansione dei regimi di propriet� intellettuale attualmente esistenti
[12].
Durante lo stesso periodo, la ricerca scientifica che visto la massiccia
crescita di reti eterogenee di computer (di cui Internet � l'esempio pi�
importante - e pi� aperto) che collegano campi di ricerca in modo sia
intensivo che estensivo, e che forniscono la possibilit� di un controllo
tra pari che precede, e a volte scavalva [13] il controllo tra pari
esistente, affidabile, e ben noto delle pubblicazioni e delle societ�
scientifiche. Dopo tutto Internet era una rete di ricerca scientifica
prima di essere uno strumento commerciale - e l'establishment della
ricerca scientifica ha finito per dipendere da essa come elemento centrale
della propria struttura istituzionale.
Tutto ci� indica, in breve, che l'intera struttura materiale e normativa
della scienza ha preso una direzione che ha tre implicazioni molto
interessanti:
La "propriet� intellettuale" non � pi� solo una descrizione metaforica di
ci� che gli scienziati producono, ma si riferisce a ci� da cui derivava
metaforicamente: propriet� intellettuale che esiste realmente (fatta
valere internazionalmente e tutelata legalmente). la reputazione forse non
� ancora in vendita, ma oggi � sempre accompagnata da un contratto.Gli
scienziati sono costretti a considerare in modo esplicito il costo e
il ricavo derivanti dalla propriet� dei dati, dell'informazione, dei
risultati e la loro disponibilit� legale. Laddove la "propriet�
intellettuale", nella sua incarnazione metaforica, richiedeva solo che il
"licenziatario" desse il giusto credito al proprietario, la situazione
attuale richiede in modo crescente sia l'attribuzione di credito, sia un
pagamento monetario esplicitamente quantificato al proprietario legale
(che solo raramente � lo scienziato). La scienza non � pi� "conoscenza
pubblica", ma conoscenza pubblicamente visibile e privatamente posseduta.
La corsa a pubblicare ora � anche una corsa per brevettare,
spesso."Internet" cos� come esisteva prima del 1994 non solo incarnava ma
formava
le basi di una struttura istituzionale di apertura scientifica. L'accesso
anonimo e la disponibilit� senza restrizioni definiscono sia la scienza
che la struttura tecnica dei primi vent'anni di Internet. Se tale Internet
"di ricerca" possa continuare dipende molto dai risultati della continua
privatizzazione di Internet, inclusa la trasformazione della sua
architettura [14].� interessante notare come queste tre implicazioni si
applichino allo
stesso modo al software libero. Infatti � a causa di una situazione di
questo tipo che la la Licenza del Software Libero � emersa: la situazione
della produzione del software nei tardi anni '70 e primi anni '80 quando
il cuore di una delle strutture di ricerca pi� scientifiche del mondo, il
Laboratorio di Intelligenza Artificiale del MIT, venne chiuso per fornire
propriet� intellettuale (sotto forma di personale) ad un gruppo di aziende
in competizione tra loro. Da quel momento, quasi tutti i programmatori di
software libero sono stati costretti a prendere provvedimenti - tramite
l'elemento assolutamente centrale della licenza GPL, senza la quale il
software pu� essere reso nuovamente proprietario. Sfortunatamente ci sono
pochi scienziati che si rendono conto che ci� sta succedendo anche per la
scienza. Al momento non esiste qualcosa come la "Free Science Foundation".
Conclusione: altre riflessioni sulla reputazione e sulla valuta
Se la valuta informale della scienza � la citazione, non � certamente
qualcosa di sconosciuto per il mondo del software libero. Anche la
trattazione altamente metaforica e fantastica della reputazione, da parte
di Eric Raymond, riconosce che c'� una convenzione informale circa
l'elenco dei partecipanti ad un progetto: e cio� che non dovrebbe mai
essere modificata dagli utenti successivi [16]. In modo simile, Rishab
Ayer Ghosh e Vipul Ved Prakash (Ghosh e Prakash, 2000) hanno combinato
questa convenzione informale con la disponibilit� formale dei pacchetti
software per creare uno strumento che dovrebbe rappresentare
approssimativamente un indice di citazioni: sommare tutte le citazioni
effettuando dei "grep" sui package e cercando gli indirizzi di posta
elettronica e le note di copyright. Potremmo chiamare ci� che risulta una
"greputazione" dato che trasmette la stessa relazione rispetto alla
reputazione che si suppone il denaro abbia nei confronti del valore. � il
segno di qualcosa che si presume sia pi� complesso - la reputazione di uno
scienziato - proprio come il denaro � una tecnologia arbitraria per
rappresentare il valore.
Potremmo anche portare questa analogia un po' oltre e chiedere quale sia
la relazione tra il denaro e il valore, e se possiamo dire qualcosa di
simile circa la funziona della reputazione nella scienza e nel software
libero. Il dogma dell'economia � che il denaro � uno standard del valore.
E` una misura numerica usata per confrontare due o pi� oggetti tramite una
misura terza e stabilita oggettivamente. Questa � una visione non
criticabile - a meno che non si voglia chiedere cosa facciano le persone
quando stanno dando valore a qualcosa.
Secondo la prospettiva di Georg Simmel, il sociologo tedesco degli inizi
del secolo il cui corpus � dedicato al problema del soggetto (Simmel,
1990), considerare il denaro come qualcosa che semplicemente facilita una
tendenza umana naturale (dare valore alle cose secondo un ordine
cardinale) � un assunto sociologicamente e antropologicamente illegittimo.
Gli esseri umani non nascono con questa capacit� obiettiva. Piuttosto,
dato che il denaro � un insieme vivente di istituzioni che calibrano il
valore ed un insieme di tecnologie (contanti, assegni, credito, etc) che
gli permettono di circolare e di accumularsi, gli essere umani si trovano
in una rete che permette loro e gli insegna come rapportarsi al denaro -
come contarlo, e anche come contare su di esso. Anche i neo-classicisti
pi� ortodossi concordano sul fatto che l'attore razionale dei modelli
economici non esiste. Tuttavia, ci� non suggerisce assolutamente che esso
non possa essere creato dalle istituzioni della vita economica. Per
prendere in prestito la frase di David Woodruf: "gli essere umani sono
dotati solo di un senso ordinale dell'utilit�; raggiungono qualcosa che
assomiglia ad un senso cardinale dell'utilit� (il "valore") solo tramite
l'abitudine di fare calcoli con il denaro".
Se consideriamo questa intuizione rapportandola alla "valuta" della
reputazione, cos� come a quella del denaro, possiamo dire ci� che segue:
gli standard del valore (denaro, o la citazione) serve solo per
stabilizzare la rete degli obblighi cos� creati: nel caso di economie
basate sul denaro, un singolo valore cardinale, nel caso delle citazioni,
una reputazione ampiamente riconosciuta anche se spesso contestata.
L'insieme vasto e interconnesso di obblighi legali rappresentati dal
denaro possono essere valutati universalmente con un singolo standard - un
valore cardinale. Ma se valutassimo il mondo degli obblighi con un diverso
standard - uno non numerico, per esempio - allora gli esseri umani
potrebbe imparare anche ad esprimere l'utilit� e il valore in quel
sistema. Il denaro, e questo dovrebbe essere molto chiaro, non � naturale.
Quindi, un simile atteggiamento alle citazioni scientifica dovrebbe
focalizzare su qualcosa di diverso dalla loro cardinalit� (fatta
eccezione, come ho detto, al caso delle pubblicazioni per ottenere un
lavoro, in cui sembra contare solo la quantit�). Infatti ci� non avviene.
Le citazioni non sono sempre buone, possono essere cattive e indifferenti.
Pu� accadere che certe cose divengano cos� note da non essere pi� citate
(F=ma, la selezione naturale), ma ci� difficilmente diminuisce la
reputazione dei rispettivi progenitori. Piuttosto, l'abilit� con cui gli
accademici possono capire il linguaggio e le sottigliezze delle citazioni
significa che imparano come esprimere gratitudine e ripagare il debito
intellettuale in modi standardizzati in modo simile, anche se non
semplicemente quantitativi.
� lo stesso nel software libero. Anche se alcuni amano suggerire che il
buon software � ovvio perch� "funziona", la maggior parte dei
programmatori hanno dei criteri profondi sia riguardo all'efficienza che
alla bellezza. Guardate "The Art of Computer Programming" di Donald Knuth
per un breve assaggio di questi criteri e della complessit� interpretativa
che essi comportano. Non riconosce il valore secondo questi criteri porta
solo all'esclusione dalla rete.
Lo scienziato che non cita, o riconosce, contrae dei debiti non saldabili
- debiti che non possono essere saldati con la sottile valuta delle
citazioni. Il problema, curioso e di difficile soluzione, diventa dunque:
come fanno le reti come quelle della scienza a reclutare persone e
crescere di dimensioni al fine di far s� che questo standard di valore
funzioni su lunghe distanze e nel tempo? La risposta, forse, � che lo fa
come il denaro, attraverso la violenza dell'esclusione. Pi�
l'infrastruttura informativa delle pubblicazioni scientifiche, dei
database, e dei libri di storia diventa legittima, pi� diventa essenziale
giocare secondo queste regole, o trovare dei modi sempre pi� creativi per
romperle. Nel denaro come nella scienza, rifiutare questo gioco significa
sparire.
La domanda che apre questo lavoro - "come si fanno i soldi con il software
libero" - trova il pi� delle volte una risposta nel valore della
reputazione, e nella domanda se la reputazione possa essere convertita in
denaro. Stranamente siamo portati a chiedere se la "valuta" della
reputazione sia effettivamente in competizione con il denaro. Da una parte
la risposta � s�: entrambe le valute sono egualmente capaci di esprimere
valore, e potrebbero essere usate per valutare una rete di obblighi, forse
persino convertite l'una nell'altra. D'altra parte, e in modo pi�
interessante, la risposta � no: la reputazione valuta questi obblighi
secondo una metrica molto pi� ricca e flessibile. Fornisce ai partecipanti
un linguaggi con cui discutere del valore e anche di assegnare valore. Il
denaro ci insegna a contare, ma la scienza, finch� non � governata del
denaro, potrebbe insegnarci a pensare.
L'autore
Christopher M. Kelty si � laureato al MIT con un Ph.D. in Storia e
Sociologia della Scienza e della Tecnologia; la sua tesi esplora gli
standard dell'informazione e il capitale di impresa nel sistema sanitario
statunitense. Negli ultimi due anni ha svolto ricerche sul software libero
in Germania, Stati Uniti e India. Durante l'autunno � entrato alla Rice
University, Dipartimento di Antropologia. La sua e-mail � [EMAIL PROTECTED]
Ringraziamenti
Una versione di questo lavoro � stata presentata alla prima First Monday
Conference dell'International Institute of Infonomics a Maastricht,
Olanda, luned� 5 novembre 2001.
Note
[...]
10. Garfield, pp. vii-viii.
11. si veda il lavoro di James Boyle presso http://www.james-boyle.com/,
spercialmente il ~New Enclosure Movement~.
12. Fino a pochissimo tempo fa non c'� stata molta attenzione a questa
evoluzione. Il recente lavoro di Reichman and Uhlir, 2001, ha cominciato
ad affrontare ilproblema di un "dominio pubblico" scientifico.
13. per esempio, il server di pre-stampa di Los Alamos http://xxx.lanl.gov.
14. Si veda per esempio Lessig, 1999.
15. Si veda Levy, 1984.
16. Si veda Eric Raymond, ~Homesteading the Noosphere~, 1999b.
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