La corsa alle proteine. ZincFinger Mar 06<br>La corsa alle proteine continua. Dopo la fine del progetto genoma, la proteoneomica si e' affermata come campo di ricerca intensivo. Lo studio delle proteine si avvale delle tecniche piu' disparate: dalle tecniche di biologia molecolare, alle tecniche di biofisica sperimentale, dalle simulazioni atomistiche all'analisi statistica delle sequenze.<br>Che le proteine catturavano l'attenzione della comunita' scientifica l'avevamo capito da tanti indizi, non ultimo i premi Nobel per la chimica dati questo anno. K.Wuthrich in particolare e' stato premiato per i suoi studi di NMR svolti sul prione. Spieghiamo un attimo. La struttura tridimensionale delle proteine puo' essere risolta grazie a due tecniche fisiche. I raggi X e la spettroscopia NMR. Nel primo caso le proteine devono essere cristallizzate e poi vengono fotografate come si fa con le lastre all'ospedale. Gli inconvenienti di questa tecnica sono duplici. Innanzitutto non e' facile definire un protocollo per crea! re dei cristalli di proteine. Ogni proteina si comporta in modo differente e ogni volta occorre sviluppare strategie nuove. In secondo luogo le proteine cristallizzate vengono fotografate a basse temperature, si perde dunque l'informazione dinamica e sopratutto il cristallo non coincide con l'ambiente in cui le proteine agiscono, sia membrane sia soluzione acquosa all'interno della cellula. La tecnica del NMR invece permette di fotografare le proteine in soluzione. Tuttavia anche questa tecnica ha delle controindicazioni. Ad esempio e' molto molto lenta. Per ottenere una struttura NMR occorre un sacco di tempo da settimane ad anni.<br> Oggi, grazie a nuovi materiali, megneti sempre piu potenti, e nuove tecniche algebriche per il trattamento dei dati sembra che questi tempi possano essere riodotti sensibilimente. Si parla di giorni invece di mesi ed anni. Questa nuova tecnica chiamata GFT NMR e' stata sviluppata in USA da due ricercatori universitari. Se le promesse saranno m! antenute, la rapidita' di analisi permettera' l'allargamento del numero di proteine conosciute dal punto di vista strutturale, facilitando la messa a punto di farmaci. Cosi dicono.<br>Siamo in una fase esplosiva, la proteonomica e' come un treno, chissa dove andra'. Noi speriamo innanzitutto che la ricerca nel campo continui essere il piu' libera possibile. Non vorremmo ritrovarci come con le biotech tradizionali, soffocati da brevetti, interessi aziendali e nuovi schiavismi culturali.
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