ZincFinger

Mar 19<br>Il mondo dell'impresa biotech si interroga sul suo futuro. La crisi della 
new economy ha toccato anche questo settore. Il filone tradizionale del business 
biotecnologico, quello cioe' degli OGM alimentari, sembra "superato". E' un periodo 
dunque di crisi, che vedra' sicuramente un nuovo trend affermarsi. Ma non ci sono vie 
sicure - afferma Mark G. Edwards*, fondatore di una impresa californiana di consulenza 
finanaziaria, la Recominant Capital. Il tasso di mortalita' ha colpito negli ultimi 
anni sia le imprese basate sulla innovazione tecnologica sia quelle specializzate in 
messa a punto di nuovi composti. I numeri della crisi vanno guardati rispetto agli 
anni d'oro del sogno biotech: avvenuto intorno al 2000. In quel periodo le start-up 
biotecnologiche videro aumentare il loro capitale finanziario di 6 miliardi di 
dollari. Il 60% delle imprese era orientata verso lo sviluppo di tecnologie: chimica, 
genetica, bioinformatica. Il restante si focalizzava sulla messa a!
 punto di nuovi composti. Dopo il marzo 2001, le azioni sono crollate sia per le prime 
che per le seconde.<br>Nell'ambito delle alleanze strategiche vanno distinti due casi. 
Il primo riguarda le alleanze tra imprese biotech e i grandi colossi farmaceutici. In 
questo caso la maggior parte delle alleanze e' finalizzato allo sviluppo di nuove 
tecnologie. Negli ultimi tre anni le partnership tecnologiche sono salite al 68% 
rispetto a quelle di "prodotto" 32%. Il ricavo ottenuto dalla vendita di prodotti 
biotech e' salito a 20 miliardi di dollari nel 2002 e la maggior parte di questi 
prodotti sono conseguenze di tecnologie precedentemente acquisite dai 
partners.<br>Mark G. Edwards racconta un caso esemplificativo di come le nuove 
alleanze strategiche si stanno sviluppando. E' il caso GlaxoSmithKline and Exelixis, 
quest'ultima una compagnia farmaceutica di S.Francisco che basa le proprie ricerche 
sull'analisi genetica. Exelixis ha il diritto a sviluppare prodotti bioterapeutici a !
partire da una serie di molecole che presentano un certo interesse nel campo delle 
malattie infiammatorie e dei tumori. La glaxoSmithKline, si riserva il diritto di 
subentrare nella fase finale della messa a punto dei farmaci, per garantirne la 
commercializzazione. Si tratta di un accordo a lungo termine dove GSK fornisce il 
denaro per la ricerca e si riserva il diritto di una sua futura commercializzazione. 
Questo tipo di allenze e' il modello che si sta affermando sempre piu'. La crisi 
economica ha infatti levato ossigeno ai finanziamenti del mercato, tramite la borsa. E 
i grandi colossi si ripropongono come  mecenati della ricerca.<br>Il secondo tipo di 
alleanze, quello tra imprese biotech, sta crescendo in questi anni. Anche questa 
sembra essere una risposta alla crisi finanziaria. Le piccole imprese cercano 
collaborazione per differenziare e completare le proprie attivita' e trovare sfogo 
commerciale. Le imprese biotech cioe' non guardano solo ai grandi colossi, ma anch!
e al proprio reticolo di appartenenza.<br><br>*da BioMedNet

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