"Quattro giornate particolari" di Laser Switzerland Il copyright � una nuova frontiera tra il potere e il sapere: questo il filo conduttore che ha accompagnato le quattro 'Giornate sulla propriet� intellettuale' organizzate a Madrid dal 27 al 31 marzo dal collettivo telematico Copyleft. Quattro giornate in un clima particolare: l�adesione spagnola alla guerra in Iraq ha generato un�opposizione popolare palpabile nelle strade di Madrid, tra gli striscioni antiguerra che penzolano da molti balconi e i video-choc sulla repressione delle manifestazioni degni della mattanza di Genova.
In questo contesto di mobilitazione diffusa, il convegno sulla propriet� intellettuale ha attirato centinaia di persone nei locali della Casa Encendida e del Laboratorio, il pi� noto centro sociale di Madrid minacciato di sgombero. Le �giornate� si sono trasformate in un festival contro il copyright, lo strumento che permette a case editoriali, societ� discografiche e produttrici di software di impedire la libera distribuzione dei loro prodotti. Un compito sempre pi� arduo, da quando Internet ha accelerato esponenzialmente la circolazione dell�informazione. Proprio dalla comunit� degli Internauti giungono infatti le critiche e i le proposte pi� efficaci. E nel mondo dell�informatica � nato lo strumento di lotta contro la propriet� intellettuale pi� noto, il copyleft, citato mille volte nella kermesse madrilena. 'Copyleft' � una inversione ironica di copyright. Mentre il copyright impedisce la libera circolazione di un prodotto dell�intelletto umano e rende illegale, ad esempio, lo scambio di canzoni via internet, un programma informatico registrato sotto una licenza copyleft pu� essere copiato, distribuito, e modificato liberamente: ma su nessun suo derivato pu� essere depositato un copyright. Il copyleft � dunque uno stratagemma ingegnoso per liberare l�informazione dal monopolio di poche multinazionali. L�esempio del Free Sofware � stato utilizzato da molti, proprio perch� una fetta consistente dei programmi in uso sono protetti dalla licenza Gpl (General Public Licence), nome giuridico del copyleft. La presenza a Madrid di Marcelo Elia Branco, promotore e responsabile dell�adozione del software libero nello stato di Porto Alegre in Brasile, testimoniava un�attenzione che supera le frontiere tecnologiche. Esportare il copyleft all�esterno del mondo dell�informatica � stato uno degli obiettivi delle Jornadas. Per dare qualche idea, sono stati invitati gli avvocati californiani di Creative Commons, un progetto che mira a costruire un kit di strumenti giuridici che permetta di estendere il copyleft ad altri prodotti, come siti Internet, canzoni, immagini. Infatti, come ha ripetuto Glenn Otis Brown, solo una licenza copyleft semplice e flessibile potr� diffondersi su scala industriale e uscire dalla nicchia del software. A rinforzare questa posizione sono giunti i francesi del collettivo Copyleft Attitude, che hanno presentato la Licence Art Libre (LAL), una licenza specializzata per le creazioni artistiche, che rispetti i diritti morali degli autori senza limitare l�accesso alle opere d�arte. La presenza di avvocati in un centro sociale non stupisca, poich� la questione giuridica � fondamentale: le licenze copyleft sono normali copyright adattati allo scopo, e sono efficaci proprio perch� si appoggiano sulle leggi sul copyright, con una sorta di 'pirateria giuridica' degna dei migliori hackers. Chi viola, infatti, un copyleft cade nell�illegalit� come chi viola il diritto d�autore tradizionale. Ma la legge non � tutto: il copyleft � una bandiera politica sotto cui si riuniscono tutti i movimenti che, nel libero accesso ai saperi, vedono una battaglia sociale centrale, in un�economia sempre pi� immateriale e basata sull�informazione. Altri tavoli vertevano infatti sull�educazione, ove l�accesso alle conoscenze � un presupposto per una formazione permanente alla portata di tutti. E� un tema molto sentito in Spagna, come dimostrano i progetti di 'educazione libera' intrapresi dai gruppi di Alqua e dagli studenti dell�universit� a distanza dell�AlUned, che mirano a creare testi divulgativi e corsi universitari copyleft, come gi� avviene negli USA al MIT di Boston alla Rice University. Anche gli italiani di Sapienza Pirata hanno portato la loro testimonianza di hacking educativo denominato Facolt� di Fuga, che attraverso una 'libera' interpretazione del dei crediti formativi morattiani punta a una crescente autogestione della formazione. I 'Pirati' non erano gli unici italiani giunti a Madrid. A dimostrare una vicinanza tra i movimenti parallela e opposta all�idillio tra Aznar e Berlusconi, da Roma � giunto anche il collettivo di ricercatori Laser, che ha presentato il diritto all�accesso non solo dalla parte del consumatore di sapere. Chi, come gli scienziati, condivide idee altrui per poterne produrre di nuove, vede infatti nel copyleft un nuovo diritto dei lavoratori. E da Bologna � atterrato il collettivo Wu Ming, attesissimi a Madrid da un pubblico ormai internazionale. Come gli scienziati, anche i narratori hanno bisogno di una comunit� che crei, mescoli e trasmetta storie, e il copyleft � un modo di restituirle il maltolto. Proprio da loro � arrivata la dimostrazione che il mercato stesso potrebbe giovarsi del copyleft, dato che i loro vendutissimi libri (duecentomila copie per il romanzo 'Q') possono essere scaricati gratuitamente da Internet. Ma proprio la possibilt� di 'assaggiare' liberamente un libro crea il passaparola che poi lo fa vendere in libreria. Fatevi furbi, verrebbe da dire a discografici, editori e programmatori. Ma da quest�orecchio sembrano sentirci poco, e la loro guerra permanente a difesa della propriet� intellettuale prosegue. A giudicare dalla vitalit� delle giornate di Madrid, un movimento globale li seppellir�. (Questo articolo � apparso sul Manifesto del 1 aprile 2003) _______________________________________________ www.e-laser.org [EMAIL PROTECTED]
