la disinformazione colpisce ancora.
Tre giorni fa Repubblica.it e altre testate strillavano di "retata contro il P2P". Anche su Laser avevo segnalato l'articolo allarmista.
I giornalisti sostenevano che l'operazione era fatta contro i semplici downloader - tutti noi ;))) - che utilizzano Kazaa, e-mule, winmx, ecc ecc
e che sarebbero penalmente perseguibili.
Oggi finalmente, grazie a punto-informatico http://punto-informatico.it/p.asp?i=44323 , apprendiamo che il contenuto dell'articolo era in gran parte falso. Il privato che scarica mp3 e film vari non e' penalmente perseguibile, e l'operazione della guardia di finanza, lungi dal riguardare le applicazioni per lo sharing, era contro un'organizzazione che produceva e vendeva cd con s\w pirata, guadagnandoci sopra bei soldoni.
Insomma, disinformazione terroristica, come gli spot (condannati dalle varie authority) della Business Software alliance, che mostravano il riconoscimento "all'americana" dell'utente del software piratato.
Tanto rumore per nulla, e tutti possiamo tornare a scaricare felicemente.....
ciao
m
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