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Il "giovane" ricercatore � condannato alla precariet�, all'immigrazione, alle 
umiliazioni
e allo sfruttamento: cos� come tanti altri lavori precari di quest'epoca, quelli
gentilmente chiamati atipici.

Usiamo le virgolette perch� "giovane", nel caso dei ricercatori italiani, si pu�
disinvoltamente usare fino ai quarant'anni di et�. 

Eppure, i ricercatori stentano a far valere i propri diritti. Anzi, spesso sono gli
scienziati stessi a ribellarsi contro l'introduzione di garanzie minime, come l'orario 
di
lavoro. Ci� in ossequio ad un'immagine dello scienziato che non risponde a verit� da un
pezzo. Oggi non esiste pi� lo scienziato staccato dalla societ�, dedito a speculazioni
intellettuali in piena autonomia. La scienza � diventata un pezzo importante dello
sviluppo capitalistico, e in quanto tale soggetta agli stessi vincoli che stringono 
altri
settori economici. 

Il sapere � divenuto una risorsa economica al pari del petrolio (sempre pi� persone
svolgono lavoro "immateriale", basato su flussi di informazione). Questo "nuovo" ruolo
sociale dello scienziato fa s� che qualche mobilitazione affiori anche nei laboratori
scientifici. 

Le agitazioni contro la riforma Moratti hanno evidenziato i salari da fame dei
ricercatori, e hanno risvegliato uno spirito critico dedicato per troppo tempo solo a
provette e calcoli matematici ma incapace di riflettere sulle proprie condizioni di
lavoro. 

La presa di coscienza dei ricercatori, per quanto timida, sta dando origine a molte
iniziative. Si sono svolte assemblee di ricercatori precari, e altre sono in 
preparazione,
grazie anche ad un nuovo interesse da parte dei sindacati. Inoltre, nascono 
associazioni
di ricercatori precari un po' ovunque, a livello internazionale. La pi� dinamica �
l'organizzazione dei giovani ricercatori spagnoli, eloquentemente denominata
precarios.org. In Italia, i dottorandi sono difesi dall'ADI, ma il fronte dei 
lavoratori
dell'innovazione � ancora molto frammentato e fatica a mettersi in movimento. 

Altri battono strade innovative, come i partecipanti a Cyber Lodge e a NetCharta: 
pensano
che il movimento del software libero abbia qualcosa da insegnare anche ai nuovi
lavoratori. Infatti, come mostra il caso dell'orario di lavoro, i diritti tradizionali 
del
lavoro fordista non hanno lo stesso valore nel contesto attuale, soprattutto per chi
(sempre di pi�, e a tutti i livelli) lavora con il cervello, l'organo meno misurabile 
del
corpo umano. Forse, i diritti dei precari del sapere non sono ancora stati scritti.
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