Ciao a tutti,
Magari si potrebbe rimettere in rete un po' di cose scritte a proposito di Teller in passato. Ho visto il pezzo di Rossana sul Laser antimissile ad esempio.
C'e' poi questa recensione che ho scritto qualche tempo fa per Galileo e Sapere (il Cuvier Junior dovrebbe avere la versione riveduta e corretta..)...
Ecco a voi:
I ricordi del Dottor Stranamore�
Eduard Teller (with Judith Shoolery), Memoirs, A twentieth- century journey in science and politics, Cambridge (Mass.), Perseus Publishing, p. 628.
� scrivere di s� � anche seppellire il ricordo, � un bisogno dell'et� che viene al crepuscolo, preziosa malinconia? Temo di no. Abbastanza lontani per guardarsi, si pensa di trasmettere qualcosa [�] � raro che la memoria sia magistra vitae [�] (R. Rossanda, Storia e memorie. Il Manifesto, 14.10.2002)
Corre l�anno 1994 e un vecchio uomo con un bastone in mano sorride e poggia la mano su un enorme bomba a idrogeno. Siamo al centro di Cheliyabinsk-70, la stazione di ricerca russa sugli armamenti atomici e l�uomo si solleva leggeremente e tende la mano quasi ad abbracciare la bomba. Ma non ce la fa: la bomba � pi� grande di lui. Lui tuttavia continua a sorridere nonostante quella posizione cos� maldestra che probabilmente lo porter� a cadere appena i fotografi avranno scattato la foto.
Quella foto � contenuta nelle memorie di Eduard Teller, l�anziano signore della foto in questione, ma soprattutto il fisico che ha dato il maggior contributo alla realizzazione dell�ordigno con la maggiore potenza distruttiva che l�uomo abbiamo mai costruito: la bomba H. La foto descrive con ironia sottile come alcuni uomini sono guidati da sogni pi� grandi di loro su cui maldestramente si appoggiano e fanno esercizi di equilibrismo. E ridono. Cos�, ride Teller di fronte a qualcosa pi� grande di lui che se messo in opera avrebbe potuto fare della terra un mondo desolato. E il lettore che la vede, inciampa maldestramente in essa come un episodio nella narrazione che non riguarda pi� Teller, ma il lettore stesso. E pensa: �Cosa ridi? Se alcune centinaia di quelle bombe fossero esplose, forse non sarei neanche qui a leggerti�.
Le memorie di Teller sono un grande esercizio di equilibrismo in cui �come dice il titolo- da un lato c�� la scienza, la politica dall�altro. Le oscillazioni da un lato corrispondono a movimenti corrispondenti dall�altro. Alle domande della politica Teller offre risposte scientifiche, alle domande della scienza Teller offre le urgenze della politica. Il filo della narrazione ovviamente non � sempre quello della vita, ma su questa discrepanza R. Rossanda dice quanto necessario: non si creda che la memoria sia necessariamente la vita, semmai � un modo di veicolare, attraverso un passato ricostruito, bisogni del presente.
Nato in Ungheria nel 1908, Teller studia in Germania negli anni �20 alla celeberrima scuola di Gottinga. Allievo di Werner Heisenberg e studioso della meccanica quantistica rimane in Germania fino al 1933 quando l�antisemitismo del regime nazista lo forza a lasciare il paese. Teller spende un anno a Copenaghen nell�Instituto di Niels Bohr e uno a Londra e infine approda nel Nuovo Mondo. Negli Stati Uniti insegna a New York prima di finire, come molti altri scienziati americani, a Los Alamos, per dirigere insieme ad Enrico Fermi la sezione teorica del centro di ricerche che realizza la prima bomba atomica. Alla fine della seconda guerra mondiale molti lasciano la ricerca sugli ordigni atomici. Ma lui no.
Sin dai tempi di Los Alamos, Teller aveva considerato la possibilit� di realizzare un ordigno termonucleare (cio� basato sulla fusione fra atomi di idrogeno, piuttosto che la fissione di atomi di uranio o plutonio). Finita la guerra, Teller continua tale ricerca. A Los Alamos non ne vogliono sapere e allora lui va avanti da solo. Fa calcoli sull�idrodinamica di un tale ordigno, sulle possibili applicazioni del deuterio e del trizio, che di una bomba H sono i componenti principali. Nel 1949, in seguito all�esplosione della prima bomba atomica sovietica, il presidente statunitense Henry Truman chiede un nuovo impegno agli scienziati americani per dargli la bomba H. Teller risponde affermativamente: la bomba sar� realizzata. � l�Ottobre 1952 quando un enrome fungo atomico si alza sull�atollo Eniwotok, nel Pacifico: il test Mike � pienamente riuscito, gli Stati Uniti hanno testato la prima bomba H.
In America ci sono oggi due centri di ricerca per gli armamenti atomici, uno � quello di Los Alamos, l�altro � il Laboratorio �Ernest Lawrence� di Livermore. Il secondo � una creazione di Teller che dal 1949 raccoglie fondi, parla con i politici a Washington, si muove per avere un centro capace di fare concorrenza a Los Alamos e quindi accellerare lo sviluppo di ordigni nucleari. La corsa agli armamenti � l�unica direttiva essenziale del programma di ricerca, la logica della deterrenza cos� ben rappresentata nel film di Kubrick Dottor Stranamore � l�imperativo categorico alla base del loro sviluppo. Non c�� logica pi� ferrea della logica della �deterrenza�: occorre avere pi� armi nucleari del nemico per non essere attaccati, a costo di usarle tutte in un colpo solo distruggendo la civilt� umana. Winston Churchill dir� nel 1955 che �la sicurezza sar� il figlio robusto del terrore e la sopravvivenza il fratello gemello dell�annientamento�.
Nel 1954, Teller diventa direttore del centro di Livermore. Nello stesso periodo tre dei suoi pi� cari amici: i fisici Enrico Fermi, Ernest Lawrence e il matematico John Von Neumann muoiono. Con Fermi, Teller aveva diviso una grande amicizia che continuer� fino al momento della morte del fisico italiano, anche se indebolita dalla scelta di Teller di proseguire le ricerche sulla bomba H. In questo memoir tuttavia Teller suggerisce che Fermi ebbe una posizione ambivalente rispetto alla bomba a idrogeno. Disinteressato e contrario al suo uso, ma certamente affascinato dalla ricerca scientifica necessaria alla sua realizzazione. Ricerca a cui, secondo Teller, in parte Fermi collabora.
Sempre negli anni �50 Teller si scontra con il fisico Linus Pauling, impegnato nella raccolta di firme di scienziati per una moratoria sui test atomici. Teller � contro la proposta di Pauling perch� fermerebbe la ricerca sugli armamenti nucleari. Caparbiamente Teller critica ogni aspetto della moratoria e giudica scientificamente ingiustificabile l�accusa che nuovi test aumenterebbero la quantit� di radioattivit� del pianeta, anzi obietta Teller �un po� di radioattivit� in pi� � anche benefica�. In un periodo in cui l�uso pacifico del nucleare permette di cambiare l�opinione pubblica americana rispetto al rischio di un imminente apocalisse nucleare, Teller prende una posizione radicale ed estrema. Le bombe atomiche potrebbero in fondo anche far bene. E lancia il programma per le esplosioni atomiche controllate (CNE). Il suo piano � usare bombe nucleari per scavare porti e canali, oppure stimolare la produzione di gas e petrolio, ma il programma Plowshare tuttavia non fu mai commercializzato. Secondo Teller, a causa della paura della gente per quella piccola quantit� di radioattivit� prodotta.
Dalla met� degli anni �50, Teller � consulente delle Fondazione Rockfeller e Hertz e della General Atomic Inc. (impegnata nella produzione e vendita di reattori nucleari). All�inizio degli anni �60 si scontra ripetutamente con il presidente John Kennedy, che pianifica il disarmo. Nel 1968 Teller sostiene l�intervento americano in Vietnam e la dotazione di armi nucleari �tattiche� (cio� di potenziale ridotto per eserciti in battaglia) in Europa come deterrente. Svolge inoltre un ruolo importante nei programmi di ricerca sui missili ballistici, sulla dotazione di armi nucleari per sottomarini, sui test atomici sottoterra.
Sorprendentemente Teller viene giudicato �criminale di guerra� dagli studenti americani di Berkeley in rivolta che minacciano di mettergli a soqquadro casa. Convinto delle sue scelte, Teller stringe una profonda amicizia con Ronald Reagan. Questa amicizia diventer� molto importante dieci anni dopo, quando Teller diventa uno dei promotori del programma Guerre Stellari (Strategic Defense Initiative), il sistema di difesa antimissile su cui ancora oggi si riversa parte dei finanziamenti USA per la ricerca. In questi anni, Reagan sta a Teller come la mente politica sta al suo braccio scientifico, condividendone le scelte militari e politiche. La fine della guerra fredda permetter� infine al fisico ungherese di fare ritorno in patria. Si arriva cos� al 1990, anno in cui a Teller viene conferito il premio �Ettore Majorana-Scienza per la Pace� ad Erice (circa 340.000 dollari). Come prova questa biografia, l�uomo giusto per quel premio era certamente lui.
Ulteriori studi storici sono necessari sulle controverse tesi contenute in questa monografia. Rimangono certamente delle lacune nella dinamica di molti eventi e nel ruolo di Teller come scienziato, promotore scientifico presso il governo americano e consulente di aziende private. Accusato in passato da giornalisti americani per i suoi evidenti �conflitti di interesse,� mantiene per anni una posizione di prestigio nell�entourage presidenziale americano. � lo stesso uomo che fa campagna per gli armamenti, ne dirige la ricerca, investe nelle applicazioni civili e militari. Ma Teller � certamente bravo mascherare queste lacune storiche attraverso il mito dello scienziato che fa scelte giuste perch� inevitabili e inevitabilmente fondate sulla logica scientifica. Il mito ovviamente non serve solo a giustificare le scelte passate, ma anche quelle presenti. Ne segue il sostegno di Teller alla guerra in Iraq, alle tecnologie nucleari come soluzione al problema energetico, per finire alle biotecnologie alimentari. La scienza fornisce certezze che fanno scientifica anche la politica, l�ignoranza e la paura di chi rifiuta i contenuti di certa scienza e delle politiche che ne conseguono sono irrazionali. E cos� il mito si fa anche propaganda. Nell�epilogo quindi l�equilibrista Teller finisce cos� il suo tragitto e posa l�asta, in fondo � riuscito a dimostrare che 50 anni di guerra fredda e i suoi enormi costi morali, ambientali e materiali erano in fondo necessari, anzi inevitabili.
bax.s.
PS per il DR. Bozo: ho anche una copia scannerizzata della foto in cui si parla all'inizio del pezzo... se vuoi te la mando...
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Subject: [e-Laser] E' morto Edward Teller
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Date sent: Thu, 11 Sep 2003 11:28:19 +0200 (CEST)
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E' stato il padre della bomba H e dello "scudo stellare" di
Reagan, progetto che era rimasto bloccato ma che
Bush ha prontamente riattivato. Era, a mio avviso, uno degli
uomini peggiori del mondo e sicuramente il peggiore degli
"scienziati".
Di lui il rettore della University of California, Richard C.
Atkinson, ha detto che "e' stato uno delle menti
scientifiche piu' influenti del 20esimo secolo, e ha dato un
contributo fondamentale alla sicurezza della nostra nazione
e alla pace nel mondo". Sua figlia ha ricevuto in sua vece,
il 23 luglio, la "Medaglia della Liberta'", direttamente
dalle mani del presidente Bush.
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By Andrea Orr
STANFORD, Calif. (Reuters) - Edward Teller, a pioneer in
molecular physics dubbed the "father of the H-bomb" for his
role in the early development of nuclear weapons, died on
Tuesday, a Stanford University spokeswoman said. He was 95.
Elaine Ray, a spokeswoman for the Stanford University news
service, said Teller had suffered a stroke earlier this week
and died at his home on the university campus on Tuesday.
A naturalized U.S. citizen born in Hungary, Teller was a key
member of a group of top scientists who fled Hitler's
Germany and ended up working on the Manhattan Project, the
secret program that developed the atomic bomb.
After the war, Teller pressed the case for a continued
strong national defense, persuading President Harry Truman
of the need for the far more powerful hydrogen bomb.
The United States detonated the first H-bomb on the Pacific
atoll of Eniwetok in November 1952. It was 2,500 times more
powerful than the atomic weapons dropped on Hiroshima and
Nagasaki in 1945, which prompted Japan's surrender and
brought World War II to a close.
"It wasn't a choice. Nuclear energy existed," Teller told a
newspaper interviewer shortly before his 80th birthday. "We
would have found it no matter what we did. It's sheer
arrogance to say we created the bomb."
Earlier in his career Teller also taught physics and helped
set up a graduate department in applied sciences at the
University of California.
"Edward Teller was one of the world's leading scientific
minds of the 20th century, and he made a major contribution
to the security of our nation and world peace," University
of California President Richard C. Atkinson said in a
statement.
At the time of his death, Teller was a senior research
fellow at the Hoover Institution at Stanford, specializing
in defense and energy policy.
Although he had retired from his post as director emeritus
of the Lawrence Livermore National Laboratory, a major U.S.
nuclear weapons labs, he continued up until his death to
come into his office there, about an hour away from his
home, three or four times a week, a spokeswoman for the lab
said.
Born in Budapest in 1908, Teller completed his Ph.D. in
physics under Werner Heisenberg in 1930 at the University of
Leipzig and did post-graduate work in Copenhagen with
pioneering Danish nuclear physicist Niels Bohr.
Teller was director of the Livermore lab from 1958 to 1960
and professor of physics at the University of California
from that time until his retirement in 1975.
The H-bomb, never used in warfare, was the linchpin of the
"MAD" (mutually assured destruction) defense doctrine that
kept the United States and Soviet Union at bay during the
Cold War.
Teller said he regretted Truman's decision to drop the
A-bomb on Japanese cities, saying he felt the weapon should
have been tried first in a demonstration in hopes Japan's
leaders would have been impressed enough to end the war.
Considered too hawkish by many of his colleagues, Teller
argued that the absence of defense can bring disastrous
results, citing Hitler's takeover of Hungary as evidence.
He came under fire in the 1980s when he helped convince
President Ronald Reagan the United States should spend
billions of dollars on a space-based defense umbrella that
came to be know as "Star Wars."
Critics said the system, based partly on laser-equipped
satellites designed to shoot down enemy missiles, was
unfeasible and too expensive. Teller won the day, but the
ambitious defense umbrella remains a work in progress.
Teller is survived by a son and a daughter, four
grandchildren and one great grandchild.
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www.e-laser.org
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