emergo brevemente da una scuola estiva.
Blackout: a parte che a casa mia la luce non e' tornata fino alle otto di sera (i 
gamberetti dal freezer cominciavano a invedere il salotto), il dibattio purtroppo va 
fatto ora, perche' ora "loro" ne stanno dibattendo. Se ora "loro" decidono di 
costruire la centrale nucleare di Monti migliori, non possiamo farci sentire tra dieci 
anni, quando la centrale e' in collaudo. Dunque, non al dibattito emergenziale, ma si 
ad una risposta pensata in funzione di un dibattito sensato e non costretto. E 
comunqeu, siamo in emergenza da circa vent'anni, come dimostra il buco dell'ozono 
nonche' i danni ambientali da inquinamento. Dunque, orami qualsiasi dibattito e' 
emergenziale, e merita scelte di lungo periodo fatte in tempi brevi: stimolare 
trasporto pubblico e alternativo, edilizia ecosostenibile (pannelli solari o piccoli 
generatori eolici in ogni condominio), ecc ecc. Non c'e piu' molto tempo.

Omeopatia.
l'ho sempre respinta, per diversi motivi: non ha mai superato alcun trial serio 
(doppio cieco), non ha un meccanismo definito di azione, l'aria da santone e profeta 
degli omeopati, e da apostoli dei loro adepti. Ma non si confondano queste cose con 
l'erboristeria (che va regolamentata e controllata) e altre forme di medicina 
tradizionale (agopuntura) che invece sulla pratica funzionano. La questione sollevata 
da Angela era dunque giustissima, per quanto la "scienza di Quark" e l'aria da elite 
culturale andrebbe smontata. Purtroppo, l'unico modo per farlo, a mio avviso, e' 
mettere alla prova l'omeopatia sul campo, con trial seri e controllati. Non e' etico, 
perche' si sa che non funziona (come con Di bella), ma almeno poi alla fine si mette 
una volta per tutte la parola fine, e nessuno potra' mai dire ne' A ne' b. Ma nel 
frattempo, devi curare con acqua fresca un po' di persone, sapendo che la loro 
guarigione sara' un percorso difficile.
Ovvio che poi, come con Duesberg, si deve fare in modo che l'omeopatia non diventi 
"moda" nel movimento, solo perche' in opposizione a qualcosa di "ufficiale". E' questo 
d'altra parte il motivo per cui e' nata l'omeopatia (molto piu' recente di quanto si 
creda: si e' a inizio ottocento): in opposizione a una medicina ufficiale che non 
sapeva curare, ma solo diagnosticare e proporre rimedi che spesso erano peggiori dei 
mali. Rifarsi al principio "similia cum similia" riprende un principio di saggezza 
popolare, e dunque si propone nello stesso modo in cui si presneto' in alcuni casi lo 
stesso Di Bella: un medico che dava ascolto ai pazienti, laddove la sanita' 
occidentale ha disconosciuto il rapporto medico-paziente.
ciaooo
m


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