Ciao a tutti,

versione 1.1. con integrazioni di Luca (senza Propoli ;-); Tiziano e Mauro. (non ho integrato le mie ultime osservazioni di proposito). Io non ci metto piu' le mani, se volete lo fate voi. Qualcuno inoltre lo dovrebbe mettere in rete.. please...

bax.s.


Pro o contro l�omeopatia?


Considerazioni varie sulle medicine alternative.



LASER �00 World-Tour.



La recente pubblicazione da parte del Manifesto di un articolo sulla questione dell�omeopatia ha creato un vespaio di polemiche che riporto sul sito al fine di favorire ulteriori approfondimenti. Tutto nasce da un Superquark di qualche anno fa in cui il conduttore Piero Angela ha sparato a zero contro l�omeopatia definendola una pseudo-scienza. (leggi { HYPERLINK "http://www.ilmanifesto.it/oggi/art71.html" }http://www.ilmanifesto.it/oggi/art71.html; { HYPERLINK "http://www.ilmanifesto.it/oggi/art72.html" }http://www.ilmanifesto.it/oggi/art72.html) e il �super-divulgatore� � stato denunciato per questo dal presidente dell�associazione italiana medici omeopati. Nulla di nuovo sotto cielo, visto che i settori pi� tradizionali della ricerca scientifica usano sempre definire pseudo-scienza qualsiasi novit� che pu� intaccare equilibri consolidati, poteri ben definiti e mercati floridi.


Ma il problema dell�omeopatia va pi� in generale ricondotto alla questione quale medicina e quale scienza per quale societ�. Il dibattito in tal senso si riaccende ciclicamente. Il 2 Febbraio 2003, Margerita De Bac del Corriere della Sera (�Omeopatia sotto accusa: rifiuta i test sperimentali�) ricordava che in Canada, l�ostilit� verso l�uso dell�omeopatia nasce dal fatto che l�omeopatia rifiuta tradizionali test sperimentali. D�altra parte, i sostenitori delle medicine alternative sostengono la necessit� di creare protocolli clinici alternativi a quelli in uso per la medicina �ufficiale�. Il confronto � aperto, anche perch� il problema non riguarda solo l�omeopatia, ma anche altre medicine alternative come l�agopuntura, la chiropratia e la fitoterapia. Nella mancanza di protocolli clinici, non � neanche del tutto chiaro se le medicine omeopatiche sfruttano il principio �placebo� oppure hanno una azione effettiva sull�organismo.


Mentre la classe medica dibatte sulla scientificit� della omeopatia, in Italia, l�omeopatia raccoglie proseliti. Sempre secondo De Bac: �Anzich� diffidenza, � palpabile un moto di fiducia verso i rimedi che vengono da piante e e minerali. In Italia, dati Istat, circa 9 milioni di adulti e il 10% dei bambini tra 3 e 5 anni si curano con le medicine alternative, dal 1991 al 1999, i pazienti sono triplicati. Avanza l� uso in pediatria anche a giudicare dalle ricerche epidemi ologiche condotte su un campione di medici in Piemonte, Liguria e nell� Italia Nord Occidentale i cui risultati vengono riportati dall' ultimo numero della rivista della Smb (scuola superiore di omeopatia). Le conclusioni: �Esiste una richiesta molto elevata di approcci diversi da quelli convenzionali. Le barriere ideologiche, gli steccati dei preconcetti sono stati superati da chi ha bisogno di migliorare il proprio stato di salute�.


La Federazione nazionale degli ordini dei medici ha riconosciuto come atti medici di queste discipline �alternative� tra cui l�agopuntura, la fitoterapia, l�ayurvedica, l�antroposioofica, l�omeopatia, l�omotossicologia, l�osteopatia e la chiropratica. Tra queste discipline, l�omopatia � la pi� seguita in Italia. Su circa nove milioni di Italiani che ricorrono a farmaci non tradizionali, il 27% ne fa uso, quintuplicando la spesa procapite per prodotti omeopatici. Secondo il 70% dei pazienti omeopatici, la loro scelta deriva dall�alto grado di tossicit� dei farmaci tradizionali. Il 15% delle persone che soffrono d�asma fa uso di rimedi omeopatici, anche se secondo una articolo di Le Scienze (2 Aprile 2003, �L�omeopatia non � meglio del placebo�), in questo caso specifico test sperimentali avrebbero confermato che l�omeopatia sfrutta l�effetto placebo. Le Scienze fa riferimento ad una ricerca condotta in in Inghilterra dalla British Medical Association che ha reclutato circa 93 bambini inglesi fra i 5 e i 15 anni sofferenti d�asma e ha somministrato loro sia rimedi omeopatici che placebo. L�analisi dei risultati non ha fornito prove che l�omeopatia avesse avuto un impatto misurabile sulla qualit� della vita.

Data la importanza del fenomeno, sembra eccessivo giudicare l�omeopatia (o le altre medicine alternative) una �cialtronata�. D�altra parte � vero che come sostiene Fabio, �nella medicina contemporanea, il tanto decantato approccio organicista omeopata, � preso in considerazione basta considerare tutte le controindicazioni che leggi sul retro delle medicine. Tali controindicazioni significano pi� o meno: �guarda che questa sostanza che prendi per combattere questa cosa pu� interagire con altri processi del tuo corpo ed pu� essere anche dannosa. Non � forse una presa d�atto che il sistema corpo non sempre � facilmente separabile in processi biochimici isolati?�. Nella nostra discussione si sono intrecciati tre problemi: se l�omeopatia sia diversa da altri sistemi di cura tradizionali; se l�omeopatia deve essere finanziata pubblicamente; se l�omeopatia abbia ricevuto un giusto trattamento nella trasmissione di Angela.


1. Omeopatia e cure tradizionali.


Simone faceva l�esempio di altri rimedi medici non tradizionali come per esempio quelli usati da popolazioni indigene, la cui validit� �non solo in termini di effetto- placebo- � stata provata quando compagnie farmaceutiche multinazionali hanno deciso di intervenire studiando i principi attivi e magari trasformando attraverso il drug design tali principi in principi farmaceutici. Secondo Luca e Yuri dal Brasile per� le due cose sono diverse. Yuri osserva: �litigavo sull�omeopatia proprio due giorni fa, ma ho smesso subito: nella terra del candombl� e degli sciamani, dei curandeiros e della medicina spiritica a distanza kardecista, i paradigmi sono altri, e non passano per le nostre banalit� quantitative tipo se nella boccetta ci sono pi� o meno di una molecola di una sostanza che non sia acqua zuccherata con un po� d�alcool�. Anche Tiziano ritiene che: �Gli estratti da piante officinali, provenienti da tradizioni mediche �non occidentali�, agiscono chimicamente proprio come fanno i medicinali �occidentali�. L�omeopatia non � curarsi con le erbe (che funziona e che � ampiamente accettato nella medicina occidentale), ma curarsi seguendo il principio mistico che bench� la pozione che bevi non contenga pi� alcuna traccia del principio attivo, le molecole d�acqua ne ricordano le propriet��. Anche secondo Anty: �se poi pensi che il principio dell�omeopatia � basato sul fatto che la molecola d�acqua ha ricordo delle proprieta benefiche della sostanza con la quale � stata a contatto la cosa sembra ancora piu cialtrona�

Inoltre Anty estende il problema anche alla fitoterapia: �L�omeopatia non � la stessa cosa della fitoterapia, e le pasticche omopatiche prese anche senza consiglio del famoso omeopata non ammazzano nessuno. Invece tutti i rimedi fitoterapeutici che i vari maghi con pendolini, pilette, iridi, pietre, magneti e quant altro ci appioppano sono quasi tutti rimedi fitoterapetuici come soluzioni idroalcoliche (tisane, macerati, etc..etc.). Questi farmaci a differenza di quelli omeopatici posso essere molto dannosi perch� contengono concentrazioni alle volte anche molto alte del principio attivo . In tutto ci� la cosa che mi fa pi� paura sono i tanti erboristi che l�universit� italiana sta sfornando grazie alle lauree brevi. Questi non solo non ne sanno nulla di medicina ma fanno solo qualche piccolo esametto di farmacologia, insomma sono dei potenziali serial killer che distribuiscono iperico (effetti collaterali gravissimi), passiflora (idem), bella donna e altro come se si trattasse di cioccolatini�.

Il problema dei protocolli clinici viene discusso soprattutto da Mauro: �L�omeopatia l�ho sempre respinta, per diversi motivi: non ha mai superato alcun trial serio, non ha un meccanismo definito di azione, l�aria da santone e profeta degli omeopati, e da apostoli dei loro adepti. Ma non si confondano queste cose con l�erboristeria (che va regolamentata e controllata) e altre forme di medicina tradizionale (agopuntura) che invece sulla pratica funzionano. Purtroppo, l�unico modo per farlo, a mio avviso, � mettere alla prova l�omeopatia sul campo, con trial seri e controllati. Non � etico, perch� si sa che non funziona (come con Di Bella), ma almeno poi alla fine si mette una volta per tutte la parola fine, e nessuno potr� mai dire ne� A ne� B. Ma nel frattempo, devi curare con acqua fresca un po� di persone, sapendo che la loro guarigione sar� un percorso difficile. Ovvio che poi, come con Duesberg, si deve fare in modo che l�omeopatia non diventi �moda� nel movimento, solo perch� in opposizione a qualcosa di �ufficiale�. � questo d�altra parte il motivo per cui � nata l�omeopatia (molto piu� recente di quanto si creda: si � a inizio ottocento): in opposizione a una medicina ufficiale che non sapeva curare, ma solo diagnosticare e proporre rimedi che spesso erano peggiori dei mali. Rifarsi al principio �similia cum similia� riprende un principio di saggezza popolare, e dunque si propone nello stesso modo in cui si present� in alcuni casi lo stesso Di Bella: un medico che dava ascolto ai pazienti, laddove la sanit� occidentale ha disconosciuto il rapporto medico-paziente�.

Chi invece ritiene l�omeopatia benefica � Bussola, che scrive: �Ho curato ascessi dentari con l'omeopatia, e pure tonsilliti e diarree. Volendo avere un approccio scettico e razionale (cosa che io no ritengo sempre necessaria visto che siamo mente e corpo), porrei per� il problema in un altro modo: non mi domanderei se esiste un effetto placebo, ma se la guarigione dipenda invece dal fatto che molto probabilmente il corpo comunque innesca reazioni immunitarie in grado di governare almeno le patologie meno complesse o pi� ricorrenti nel destino evolutivo dell'uomo. Il farmaco omeopatico, a differenza di quello allopatico, non interferisce negativamente con i meccanismi fiosiologici, e consente quindi una reazione immunitaria pi� �completa�, soprattutto se si tratta di un organismo che ha allenato le sue capacit� di reazione. Come sappiamo invece si prescrivono antibiotici inutilmente, a volte addirittura i medici li prescrivono in via preventiva. Cito solo gli antibiotici perch� di fatto sono gli unici farmaci di uso comune e di grande utilit�, ma la stessa cosa si pu� applicare a molti altri farmaci. Nessun medico allopatico � in grado di entrare nel merito, perch� non � in grado di accollarsi la responsabilit� di seguire il paziente da vicino, di vedere se � in grado o no di reagire, e di utilizzare il farmaco solo se c'� davvero necessit�. Diversamente dai medici omeopatici, che avendo un approccio olistico, accompagnano il paziente nella sua malattia, verificandone via via le reazioni�.

2. Omeopatia e finanziamento pubblico.


Il problema secondo Luca � il finanziamento pubblico delle medicine alternative: �� giusto che lo stato finanzi il rimedio omeopatico che non contiene alcun principio attivo? � giusto che io abbia la libert� di acquistarlo, se penso mi faccia bene o comunque mi faccia sentire meglio. Ma non che lo stato me lo paghi quando non ha neppure i soldi per pagare la sanit� pubblica minimale per tutti. Lo stato deve garantirmi una cura efficace, punto. Se ci pensi bene � un po� come il discorso scuola pubblica vs. scuola privata. Ciascuno ha tutto il diritto di mandare i figli a studiare ad Harvard. Ci mancherebbe. Ma non pretendendo che sia lo stato a pagarglielo�. Dunque il problema non consiste nell�uso di sostanze omeopatiche o fitopratiche, ma quanto nel fatto se lo Stato debba finanziare l�omoepatia. La risposta di Luca e Yuri in tal senso � no. Secondo Yuri: �il punto � se lo stato debba farsi carico di cose che possono far male. L�omeopatia � un business new age, non � molto tradizionale e non � manco tanto alternativa, perch� � stata inventata manco duecento anni fa da un tizio, occidentale, bianco e un po� razzista, che ha copiato un po� di cose da Galeno e un po� dagli alchimisti�. Anche Fabio � contrario al finanziamento pubblico dell�omeopatia. Secondo Tiziano: �il problema nasce quando l'omeopata vuole che i suoi medicinali vengano pagati dal sistema sanitario nazionale. Allora, secondo me, devi accettare che i tuoi medicinali passino i test che passano tutti gli altri medicinali. E mi pare che i farmaci omeopatici questi test non li abbiano passati. Insomma, se tu dici che la tua pozione cura il mal di gola, e io do la tua medicina a dieci persone e a dieci altre do acqua fresca, senza che ne� io ne� tu sappiamo a chi ho dato cosa, e poi viene fuori che la percentuale di quelli che guariscono � uguale nei due gruppi, se ne deve ricavare che la tua medicina non serve a niente. Non � la stessa cosa con l�agopuntura, che, bench� non sia chiarissimo come, funziona e infatti la mutua ne paga una parte se chiedi di farla. addirittura, almeno in provincia di Bologna, ci sono agopunturisti che hanno l�ambulatorio negli ospedali pubblici. Questo per dire che forse c�� una resistenza �accademica� alle medicine alternative, ma se queste funzionano, prima o poi passano�. Anche Bussola descrive una situazione in evoluzione: �Molti medici ASL qui a Milano stanno adottando farmaci omeopatici almeno per le cose pi� �di tutti i giorni�. Comunque si tratta di scelte personali. Io spero di poterle continuare a fare. E spero che nessuno abbia voglia, con la scusa che nulla � provato e che sono fandonie, di vietare la vendita di granuli e pasticche. I santoni non mi piacciono, ma non mi piacciono neppure quelli che vendono la sacrosanta verit�, che come al solito se ne sta nel bel mezzo�.

3. Omeopatia e Superquarcks.


Il problema non sono per� solo i principi alla base dell�omeopatia, ma anche il ruolo che la disciplina gioca nel contesto del mercato dei farmaceutici. Simone in tal senso ricordava che un certo uso dei mezzi di comunicazione di massa a-la Angela gioca un ruolo significativo nel contesto delle scelte dei singoli, cos� come di chi li governa. In tal senso la denuncia sporta contro Angela sembra pi� che giustificata. Ma secondo Luca nel caso specifico, Angela dovrebbe essere scagionato: �� insensato che uno possa essere querelato sulla base di una opinione. Il servizio pubblico deve garantire il pluralismo, ma non inteso come: se parlo di una cosa, devo far parlare anche tutti quelli che non la pensano cos� nella stessa trasmissione. Semplicemente, Angela ha diritto di pensarla come crede, un po� come
Panebianco quando scrive sul Corriere�. Giovanni non � completamente d�accordo con Luca e ribatte che �ci� che fa arrabbiare molti � il fatto di usare la credibilit� legata alla parola SCIENZA. Insomma lo scientismo inteso come l'atteggiamento: la SCIENZA (come se poi, appunto, la comunit� scientifica fosse una e indivisibile) � la VERIT�. Il resto � cialtroneria. E in campo farmaceutico (e dell�agroalimentare, che tanto le �grandi firme� sono le stesse) di speculazione criminale sulla credulit� delle persone ce n�� tanta. Almeno l�omeopatia non fa male�. Invece secondo Mauro: �La questione sollevata da Angela era giustissima, per quanto la �scienza di Quark� e l�aria da elit� culturale andrebbe smontata�.

Conclusioni

Simone rimane abbastanza perplesso. Soprattutto perch� se si sostiene che la omeopatia � diversa dalla medicina tradizionale, l�unica differenza sembrerebbe essere sui fondamenti filosofici e non medici, dove invece �come sostiene Bussola- gli effetti medici (placebo, psicologici o fisiologici) sono ad ampio spettro e ancora abbastanza difficili da inquadrare. Anche perch� lo sciamano che somministra un principio curativo x, lo fa sulla base di una filosofia sua che magari potrebbe essere ancora pi� cialtrona di quella dell�omeopatia. Non lo fa certo perch� (contro Tiziano) � a conoscenza del fatto che l�erba x contiene una molecola chimica di metil-tri-fano-fosfato (tanto per dire). Bisognerebbe forse rileggere certe considerazioni del filosofo francese Michel Foucault, quando sostiene che la medicina tradizionale differisce da quella moderna perch� associa alle cose dei simboli. L�omeopatia, e le altre medicine alternative, a modo loro fanno ancora questo (ad esempio, la molecola d�acqua e la memoria). In tal senso si pu� accusare la omeopatia di essere una disciplina tradizionale un po� �finta�, un po� �artificiale� e un po� �tarocca� (magari ha ragione Yuri in questo), si pu� forse dire che l�omeopatia sta alla medicina tradizionale come i Testimoni di Geova al Cattolicesimo. Si pu� dire con Gaber, che �l�omeopatia � di destra e il condombl� di sinistra�. Ma non certo di essere di un grado di �cialtroneria� diverso da quello di altre medicine tradizionali o alternative. Cos� dissociare la omeopatia da agopuntura o fitopratica mi sembra sbagliato (Mauro e Tiziano dicono che una funziona e l�altra no... perch�?). Entrambe partono da una concezione filosofica della cura abbastanza simile, associando sintomi a principi attivi che percepiscono il corpo e la mente di fuori da studi fisiologici e dati quantitativi biochimici e si riferiscono prevalentemente al simbolismo.

In tal senso il tentativo di sparare a zero sull�omeopatia da parte di Angela va inteso nella sua valenza tutta politica (su questo ha ragione Giovanni). Si usa la scienza come arma politica per negare lo sviluppo di altri contesti la cui �scientificit�� potrebbe non rispondere a regole canoniche. Inoltre si spara al pesce grosso (omeopatia) per colpire anche quelli pi� piccoli (le sue sorelle medicine alternative). Tuttavia c�� stato un tentativo per fare in modo che la medicina tradizionale (pi� o meno) non vada ad intaccare equilibri consolidati, come d�altra parte a giudicare dalla crescita di certe medicine alternative sta gi� succedendo. Per questo (personalmente) giudico l�operazione di Angela poco gradevole. Cos� come d�altra parte i fondi di Panebianco. D�altra parte non � un caso che fanno scrivere Panebianco sul Corriere e fanno lavorare Angela in RAI. Il controllo dei mezzi di comunicazione di massa � uno dei fattori su cui si fonda la governabilit� di uno stato in generale e dello stato italiano pi� nello specifico (Gelli e P2 docet).

Simone non ha un punto di vista specifico rispetto al finanziamento pubblico. Rimane scettico sui trial medici e vede la questione da appassionato discepolo di Kuhn: chi sta dentro un paradigma dominante fa i trial medici in consonanza con il paradigma dominante. In tal senso � ovvio che i protocolli non si adattino all�omeopatia. Sarebbe contrario alle regole della scienza moderna. Avete mai visto dei fisici fare dei trials sull�esistenza dell�etere o dei chimici su quella del flogisto? Forse lo Stato dovrebbe garantire la libert� di scegliere e mettere a disposizione diversi metodi per diversi pazienti. Garantire cio� diversit�. E magari chi lo sa che in un sistema in cui medicine tradizionali e non, omeopatiche e non sono in grado di confrontarsi quasi in un regime di parit�, non finiremmo tutti per diventare omeopati. La diversit� di opinoni che � stata espressa qui dimostra che non esiste un unico metro di valutazione per l�efficacia medica. Ma solo metodi consoni a paradigmi consolidati. Anty non darebbe un rimedio omeopatico neanche al suo gatto, Bussola ne fa invece a volte uso. Mettere a dispozione cure diverse per pazienti diversi sarebbe forse la pi� efficace delle soluzioni mediche. E inoltre passare da un sistema top- down in cui il medico decide quale cura per il paziente (senza discuterne) a un sistema di opzioni in cui il paziente � libero di scegliere quella che pi� si conf� alla sua personalit�.
Ovvio che una situazione di libert� di scelta si riferisce qui ad uno spettro di patologie ben definito. Quindi non si considerino esempi estremi dagli arti rotti fino a malattie gravi di altro tipo, in cui alla libert� di scelta si sovrappone la necessit� di intervento e cura immediata.

Secondo Mauro: �La legittimazione dell�omeopatia da parte dell�Ordine dei Medici non �
stato altro che un tentativo di mantenere il mercato del lavoro sotto controllo. Infatti, nel congresso di Terni dove � stata presa questa decisione, � stato detto che la cura alternativa � atto medico, ma solo se fatta da medici laureati in medicina, cio� medici tradizionali. Dunque, era soprattutto voglia di rendere pi� facile trovare lavoro ai nuovi medici. Difatti, come detto, i trial clinici fatti sull'omeopatia sono stati un fallimento�. Inoltre Mauro rimane convinto che: �Agopuntura e fitoterapia, pur nate dentro modelli esplicativi differenti, sono �commensurabili� al paradigma della medicina occidentale. L�agopuntura, ad esempio, pu� stimolare fisicamente punti del sistema nervoso o linfatico, portandolo alla produzione di sostanze benefiche. Ad esempio un massaggio provoca la produzione di serotonina e altri neurotrasmettitori. Percui anche se mi parla di �meridiani�, l�agopuntura ha un modo d�azione che � compatibile e traducibile nel nostro modello. Non si appella a causalit� diverse. La stessa cosa per la fitoterapia: il primo chemioterapico, ancora usato, � il taxol, che viene da una varieta' di tasso, una pianta che cresce sul Pacifico nel Nordamerica. La fitoterapia, se fatta in modo decente, pu� essere utile, soprattutto se la medicina occidentale ha l�intelligenza di mettersi a studiarla. Ad esempio, chi � stato in Salento, sapr� che nelle feste di paese dove si ballano le pizziche fino all�alba e anche dopo, al vino � sempre associato il sedano, perch� non ti fa sbronzare e il giorno dopo non si sta male�.

Tiziano non � convinto da Foucault: �Nell�ambito del mio lavoro di ricerca ho seguito un
seminario tenuto da un ricercatore pakistano che studiava i rimedi tradizionali di certe trib� Pashtun al confine tra l�Afganistan e il Pakistan (prima della guerra). Lui si � trasferito in una trib� per sei mesi e ha cercato di conquistarsi la fiducia del guaritore (che era molto noto nella zona, veniva anche visitato da pazienti di altre trib�). Ha cercato di capire quali sono i metodi e i concetti a cui si uniforma questo particolare tipo di medicina tradizionale. Lo ha fatto per ovvi motivi di cassa: questo guaritore sapeva tenere sotto controllo le crisi
epilettiche dei suoi pazienti molto ma molto meglio di come si faccia nei nostri ospedali. Voleva rubare la cura al santone e farne un brevetto. Meglio certamente un brevetto
a una universit� pakistana che non a una americana, comunque. Il risultato � che pare che i santoni abbiano una loro scienza, che abbiano certi protocolli ben definiti per testare nuove piante e nuovi miscugli (li testano su animali domestici e su pazienti molto gravi, che
se muoiono non si arrabbia nessuno). Hanno una vera e propria tradizione orale, si tramandano le nozioni di erboristica da santone anziano a giovane apprendista. Hanno dei veri e propri periodi di ricerca, in cui girano alla ricerca di nuove piante e poi tentano di mescolarle secondo cert precisi criteri (la loro succosit�, l�odore, il sapore, il colore, la zona in cui crescono). Si � poi trovato il principio attivo che fa cos� bene ai pazienti epilettici, ma isolato e sintetizzato pare non avere lo stesso effetto, rende meno. evidentemente c�� qualcosa in pi� nella pozione. Il santone non era poi tanto scemo, no gli ha mai permesso di assistere alla preparazione dei medicinali, ne� gli ha permesso di usare la �madre� non diluita della pozione. Altro che simboli (che pure ci sono), ma queste cose funzionano con la chimica, e i santoni lo sanno, non la chiamano chimica, non la studiano all�universit�, ma usano metodi non dissimili a quelli �occidentali�. In fondo anche i gatti mangiano certe
erbette per procurarsi il vomito quando hanno mangiato male, non credo ci sia tanto simbolismo in questo. Mi pare tutto molto logico e biologico�.

Inoltre Tiziano insiste nel dire che �se si parla di medicina non si pu� fare a meno di porsi la domanda: funziona? La cura Di Bella non funziona. Dobbiamo accordarci sulla definizione di �funzionare� ma � facile star seduti in poltrona e discettare di Kuhn e Feyerabend, per� se 1000 persone hanno un certo cancro e gli somministri il pappone Di Bella e nessuna di quelle persone guarisce se non la percentuale che sarebbe guarita comunque anche se non avesse preso niente (doppio cieco), secondo me non c�� Kuhn che tenga: non funziona. e mi sembra immorale discutere di libert� di scelta e parit� nel sistema nazionale pubblico.
I soldi sono pochi e lo stato deve fissare dei criteri (statistici), e pagare le medicine che funzionano, non quelle che vanno di moda. ogni volta che sento parlare di �regime di parit��, di �libert� di scelta� mi viene in mente l�uso che fa di questi concetti la destra. In nome di questi stanno ditruggendo l'istruzione pubblica. Proprio perch� c�� un supposto diritto dell'individuo a farsi pagare quello che pi� gli piace. � vero che c�� il rischio di farsi accecare dal paradigma in cui si � immersi, � vero che i medici �occidentali� non sono nelle condizioni di mettere in discussione il loro paradigma perch� ci sono immersi, ma intanto, nel frattempo, mentre la gente arriva in ospedale, che dobbiamo fare? Discutere di filosofia della scienza o dargli una medicina? Secondo me discutere di filosofia della scienza � importante, anzi fondamentale e necessario, ma purtroppo troppo spesso questi discorsi sono alibi. Io sceglierei, nuda e cruda, la statistica�.

Luca infine sottolinea che non � d�accordo con le conclusioni di Simone perch� �Contrapporre la scienza come paradigma infallibile all�omeopatia significa �buttar via il bimbo con l�acqua sporca�. Il metodo scientifico per quanto limitato e pieno di difetti � l�unica cosa che abbiamo, � l�unico strumento che sinora si � rivelato utile (anche perch� ha saputo correggere una buona parte dei propri errori). Detto questo, le ragioni per cui noi tutti siamo sullo stesso fronte per combattere la scienza ufficiale come dispensatrice di verit� e certezze, di combattere la sua impostazione top- down, di un modello ingiusto di societ�, di velo per coprire interessi inconfessabili non ve le devo certo ribadire. Ma non sempre il nemico del nemico � nostro amico�. Inoltre: �questo � un terreno minato, si parla di salute delle persone - un tema delicatissimo! - e di scelte di uno stato che non pu� permettersi di pagare tutto, farmaci e acqua fresca. Non dimentichiamo mai che il business dell�omeopatia � particolarmente florido. Quindi non � un problema di difesa di potentati economici alla Big Pharma contro poveretti. � uno scontro fra titani, da questo punto di vista, e le vittime - come sempre in questi casi - sono altre�.
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