La legge Gasparri traghetta l'Italia verso il <a href="http://www.dis.uniroma1.it/~sassano/Interventi/Sassano_AREL.doc">"digitale terrestre"</a>. Viene promosso come una rivoluzione copernicana. In realt� non � vero: le frequenze non saranno poi cos� tante, i ripetitori e i ricevitori costeranno parecchio, e l'interattivit� rimarr� circa zero, come con l'attuale Biscione. Anzi, la velocit� di trasmissione degli attuali standard di compressione (<a href="http://www.mpeg4.net/">mpeg4</a> e compagni) rendono gi� oggi Internet competitiva con il digitale terrestre, figuriamoci quando quest'ultima entrer� in vigore. E allora? La tv digitale non serve a niente?
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No. Per un pubblicitario, il digitale � una manna. E un mezzo di comunicazione digitale offre un potenziale molto maggiore. La chiave sta nella raccolta, standardizzazione e nell'analisi di bit. Oggi per sapere quante persone guardano le veline, si usa l'Auditel (1000 televisori con un secondo telecomando su cui premere per segnalare il canale su cui si � sintonizzati) e lo si incrocia con ricerche di mercato fatte per telefono e altre fonti, per cos� dire, artigianali. Con un mezzo digitale, invece, � possibile conoscere esattamente chi assiste a ciascun programma, per quanto tempo e via dicendo. E registrare questi dati � automatico. Registrare qualche centinaio di bit contenenti queste preziose informazioni costa quasi nulla. In questo modo si possono costruire database enormi, analizzarli, incrociarli, venderli, ma soprattutto utilizzarli per ottimizzare gli investimenti pubblicitari in televisione.
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Lo sviluppo del commercio su Internet � dovuto allo stesso fenomeno. Il titolo dotcom pi� di moda, <a href="http://www.e-laser.org">Amazon</a>, � una libreria on line. Ma di e-business ha davvero poco. Quando si ordina un libro via amazon.com, un messaggio arriva sul computer di un dipendente, che manda un ragazzo in magazzino, magari in motorino come Speedy Pizza, prende il libro dallo scaffale, lo impacchetta, va alla posta e lo imbuca. Molto traditional, dopo tutto. Infatti, Amazon non ha ancora chiuso un bilancio in attivo.
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Ma Amazon, come ogni utente sa, � una meraviglia del <a href="http://www.totem.to/dd/chips/21_05_00.htm">controllo</a> del consumatore: ogni utente vede il sito in maniera personalizzata, determinata dai passati acquisti. Il database dei clienti di amazon � un patrimonio di informazioni che nessun'altra libreria possiede. Pu� essere utilizzato da Amazon stessa o venduto, e incrociato con altri database per costruire dettagliatissimi profili dei consumatori in cui si confronti il profilo di un lettore con, chess�, le trasmissioni televisive preferite con un semplice programmino informatico. La stessa funzione viene svolta dalle <a href="http://www.altreconomia.it/Numeri/numero24/carte.html">"supercard"</a> che tutti i supermercati regalano oggi: permettono di collegare uno stesso codice personale (scritto sulla tessera) ad acquisti diversi, ripetuti nel tempo, che poi nei computer diventano profili di consumatori, statistiche, strategie di marketing.
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Nel caso dei telefoni cellulari, il digitale consente un passo in avanti nel campo della repressione. L'inchiesta contro le BR di questi giorni, infatti, � stata resa possibile proprio da questo passaggio al digitale. Quando le cabine telefoniche erano analogiche, le intercettazioni richiedevano microfoni nascosti, furgoni camuffati, spie. Ora che ogni comunicazione, ad un certo punto del suo percorso, viene trasformata in bit, tutto ci� non serve. Le informazioni possono essere recuperate quando serve. Si risale alle persone incrociando i database (nel caso BR, il database delle telefonate dalle cabine e quello dei cellulari), anche con anni di distanza. Tanto che la prossima legge sulla privacy, che limiterebbe a 30 mesi il tempo minimo obbligatorio di conservazione dei tabulati, viene <a href="http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=1606550&Luogo=Main&Data=2003-10-26&Pagina=PRIMO%20PIANO">avversata</a> dagli inquirenti.
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Il passaggio da tecnologie analogiche a tecnologie digitali, dunque, non � solo una questione di efficienza. Questa "rivoluzione" sta riempiendo la nostra vita di microfoni nascosti e di consigli non richiesti. Spacciata per inesorabile progresso, � in realt� una riforma sul piano politico sfuggita ad ogni controllo democratico. Per questo la privacy non � solo una difesa della nostra libert� individuale. Opporsi alle tecniche di sorveglianza vuol dire rifiutare che il controllo sulle nostre relazioni sociali ed economiche venga affidato ad un tiranno assoluto, uno stupido computer.
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