A Bologna, da qualche mese esce una rivista nomata "Frames. Bologna, Europa". Cari amici ne sono gli ideatori, tra cui, se non erro, anche qualche iscritto a questa lista. Cmq, mi contatto' Tommaso, per chiedere un pezzo sapienziale di LASER.
Negli ultimi numeri, Frames ha pubblicato quattro brevi pezzi di riflessione su temi tecnoscientifici - in particolare sui modelli di sviluppo (metropoli, post-fordismo, capitalismo) scritti da Caronia e Wu Ming 5 - e un'intervista all'magister introductionis Giulio Giorello, che parla di occasioni di libert� nello sviluppo scientifico.
Cio' che viene richiesto e' un pezzo di max 8500 battute, che prenda spunto da queste cose, entro il 28 gennaio.
Io ovviamente ho gia' letto i pezzi. Se da un lato i temi modernita'/postmodernita' non mi dicono piu' di tanto, ci sono aspetti che invece potrebbero essere stimolanti. Cioe': come cambiare modello di sviluppo.
Per fare cio', si fa rivoluzione (anche lenta). O si fa dal basso, o si fa dall'alto. dall'alto, si ha modello sovietico (?). Dal basso, ci piace un po' di piu'. Come farlo? Gli scienziati devono aprire il loro lavoro, il 'comune cittadino' deve comprendere il processo di produzione di scienze/tecnologie. Basta Quark e/o le introduzioni di GiorinGiorello per fare cio'? Direi di no.
Quindi, il pezzo potrebbe essere diviso in parti: 1) cos'e' la rivoluzione: cambiamento di mentalita' rispetto al quotidiano. pensare non "agli scienziati" ma ai lavoratori della scienza ecc. ecc. Questi consigli vanno soprattutto nei confronti del movimento stesso. La scienza e' quindi solo una parte di un piu' generale quadro di rinnovamento, che comprende la critica radicale a questo modello di sviluppo 2) come farla: liberazione della scienza, no ai brevetti, interessarsi e occuparsi delle scienze, ricordarsi di spegnere le luci, non sprecare acqua, usare open source, ecc ecc. 3) Modelli possibili: come al solito, Linux.
Poi mi era venuta in mente un'altra cosa, ma me la sono dimenticata per colpa di una telefonata.
Pero', va sottolineato come il punto non sia "fare pressione sugli scienziati": questi non sono indipendenti dal piu' generale quadro politico. Le scelte di indirizzo non sono prese, spesso, dagli stessi scienziati. Lo sappiamo, diciamolo di nuovo: niente becero luddismo antitecnologico, si all'antiscientismo. Il rapporto tra scienza e potere � poi ancora piu' complesso: brevetti, finanziamenti pubblici, limiti etici artificiali. Wu Ming 5 parla di questo, della fantascienza come rapporto tra potere e tecnologia.
Insomma, nelle prossime mail ci sono tutti i testi (non uso attachment perche' occupano ciberspazio).
Parliamone.
ciao
m
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