Riposto un msg che avevo gia' fatto girare a Dicembre saluti

Toio per Sciresp

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MESSAGGIO RIVOLTO A COLORO CHE SONO A CONOSCENZA DEI LAVORI DEL WORKSHOP SCIENZA E PACE, MODENA, 10 NOVEMBRE 2003

Il senso di questo messaggio
Sentiamo la necessit� di raccogliere le idee a conclusione dei lavori che hanno 
portato allo svolgimento del workshop di Modena; lavori che, a parere di chi scrive, 
sono stati all'altezza delle aspettative. Ma � forte la sensazione, che si vorrebbe 
trasformare in consapevolezza, che ancora molto � fattibile e sta a noi continuare 
l'impegno.
Dunque intendiamo promuovere azioni successive al workshop, proponendo un vasto arco 
di argomenti e modalit� sulle quali, speriamo, le persone possano ritrovarsi e 
condividere la volont� di agire.

L'eredit� del workshop
Crediamo che nelle tre relazioni principali sia condensata molta della "sostanza" 
emersa dai lavori, e che dagli interventi successivi, programmati e scaturiti dalla discussione, 
si possano raccogliere molte indicazioni su come poter procedere oltre.
Il testo inviatoci da Daniel Amit � stato illuminante per un tratto fondamentale: ha rimarcato 
come il rapporto fra scienza e pace debba essere inserito in uno pi�' vasto che comprende le 
culture e le azioni umane, e nello specifico a quali minacce siano esposti gli scienziati e le 
scienziate (come facenti parte di una comunit� pi� vasta) per via dell'assenza di dialogo fra i 
diversi modi di conoscenza, e per via l'asservimento agli interessi economici dominanti che, fra 
le altre cose, tende ad abbattere il confine fra scienza e tecnologia. Questo intervento ci 
appare decisivo per orientarci in quali decisioni prendere nell'immediato futuro, su come 
orientare la nostra "vita di scienziate/i".
Vincenzo Balzani ha illustrato da parte sua i legami fra scienza e "tutto il reso" 
facendoci capire come sia possibile trovare il bandolo fra cosa debba e possa essere fatto e 
cosa no, ripristinando la responsabilit� delle nostre decisioni e mostrando come l'azione per la 
pace abbia diverse scale, dal microcosmo dei nostri laboratori e istituti fino alla mondialit�, 
e che su ciascuna fare qualcosa � possibile (forse necessario).
Maria Grazia Betti ci ha fornito la misura del legame fra interessi economici e la 
linfa che produce la concretezza della ricerca e dell'attivit� scientifica. Ci ha 
ricordato che i principi di sviluppo sostenibile e qualit� della vita hanno senso 
indipendente dalle leggi di mercato e ci ha dato il senso dell'importanza di una vita 
indipendente della cultura scientifica.
I contenuti dei contributi citati sono ben pi� articolati di quelli qui riportati; la 
produzione e la diffusione gratuita degli atti sul sito di Scienziate/i responsabili 
e' voluta proprio per restituirne completamente la ricchezza. Da questo sunto vogliamo 
per� ripartire per verificare insieme cosa altro fare.

Che fare adesso?
Senza ripercorrere l'articolazione dei successivi interventi al workshop, proviamo a 
elencare quali azioni ci sembrano possibili; cercheremo di essere il pi� vasti ed 
esaurienti (l'ordine � casuale e non gerarchico) rispetto a quanto emerso, scusandoci 
se qualcosa risulter� confuso; siamo consapevoli che le forze a disposizione sono 
limitate e vi invitiamo a manifestare su quali di queste (o altre ancora) ritenete 
utile procedere.
a)Attivare processi di formazione e informazione sull'etica e la responsabilit� delle 
scienziate/i, dal livello universitario in su. Sia sui temi globali, che sulla "vita di 
laboratorio" (es. problemi di authorship, pubblicit� dei lavori, ecc.)
b)Pubblicizzare e sostenere la formazione di gruppi e reti (dal locale al globale) per 
la diffusione della consapevolezza e dei contenuti che gi� adesso (es. COMEST - 
Commission on the Ethics of Scientific Knowledge and Technology, dell'UNESCO, su temi 
come lo spazio, l'energia, le nanoscienze) vengono prodotti ma spesso ignorati.
c)Curare come gruppi e reti, il rapporto con e gli interventi sui mezzi di 
informazione (peer-review journals, riviste e rubriche pi� o meno specialistiche), 
approfondendo il tema dei diversi modelli di divulgazione possibile.
d)Curare le forme di contatto con il territorio e gli attori non-scientifici presenti, 
possibili e preziosi alleati nel nostro percorso di responsabilizzazione.
e)Sviluppare lo strumento dell'obiezione di coscienza nei contesti ove questo presenti 
tutele e vantaggi per la promozione di una cultura scientifica di pace. Anche su 
questo la relazione con attori diversi � proficua.
f)Collaborare attraverso la pratica dei gruppi di lavoro tematici, che esplorino i 
nessi fra ci� che gi� facciamo e il contesto globale. Alcuni temi sono emersi al 
workshop e non li riassumiamo qui, ma ovviamente non sono i soli possibili. Oltre ad 
essere di sostegno alle altre azioni prima esposte, dai gruppi di lavoro possono 
emergere proposte e pratiche di ricerca scientifica in sintonia con la comprensione 
dei nessi citati, che promuovano dunque quella che in sintesi possiamo chiamare 
scienza per la pace.


Probabilmente questi items andranno meglio specificati, completati o integrati. Crediamo necessario far partire la discussione su questo e proponiamo sciresp come "struttura logistica" per realizzare questo confronto. Siamo convinti che le potenzialit� siano tante, e non � necessario che tutto quanto si riuscir� a sviluppare abbia sciresp al centro, anzi speriamo solo di essere di "servizio" per (ri)attivare competenze e organizzazioni variegate. Speriamo di avere insieme la capacit� e la fortuna di fare meglio che si pu�. Tecnicamente, vi chiediamo di formulare le vostre considerazioni a riguardo, i vostri interessi e disponibilit�, scrivendo cosa e quanto volete a [EMAIL PROTECTED], specificando se volete o no che il vostro testo sia reso pubblico sul nostro sito. Vi invitiamo a rispondere entro venerdi 30 gennaio 2004.


Per concludere, e per avere un orizzonte temporale pratico, possiamo pensare che i primi risultati di questo procedimento possano venire raccolti e presentati utilizzando ancora il World Day of Science for Peace and Development del 10 novembre 2004, nella forma che si riterr� pi� opportuna.

Cordiali saluti a tutti

Bologna, 18 dicembre 2003
Per sciresp, Marco Cervino



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"La cartolina qui, mi dice terra terra, di andare a far la guerra, quest'altro luned�. Ma io non sono qui, egregio presidente, per ammazzar la gente pi� o meno come me. Io non ce l'ho con lei, sia detto per inciso, ma sento che ho deciso e che diserter�. (...) A tutti grider� di non partire pi� e di non obbedire per andare a morire per non importa chi". ("Il disertore" di Boris Vian cantata da Ivano Fossati)

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Vittorio Morandi - Ph.D.

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