On Fri, 17 Sep 2004 20:12:09 +0200, pwd9148 wrote > Io, sinceramente, faccio sempre + fatica a scendere in > piazza contro questa guerra.
si,ma la domanda � perch�? Perch� la gente non scende in piazza ogni mezzogiorno,o ogni sera, o ogni notte? Me lo domando perch� invece io ci andrei ( e sono andata a Milano, ma mi � venuta la depressione). Non me ne importa proprio nulla per� di stare a fare il conto che eravamo tre milioni a Roma e la guerra si � fatta lo stesso. Se si studia la storia dei movimenti (ma chi la insegna? e doe passano queste informazioni??) si scopre facilmente che il lavoro da fare � duro, non bastano i grandi numeri per una volta. Ma se lo scontro diventa costante, duraturo,se la presa di coscienza si allarga, contamina anche la middle class, diventa un muro che non � pi� possibile ignorare. Quanto tempo dopo? Dipende dallaposta in gioco. Questa volta la posta come sappiamo � altissima: c'� in gioco l'impero americano e l'Energia che muove il mondo. In una parola c'� in gioco il sistema del capitale occidentale, in tutta la sua compattezza dal 1800 in poi. Da allora a oggi, non si � mai verificata una situazione cos� rischiosa per le potenze occidentali. Noi possiamo anche continuare a fare gli attivisti da cappuccino, possiamo anche continuare a pensare che ci sia ben poco da fare se non una rivoluzione totale, che per� siccome richiede troppo sforzo e troppa gente non si potr� mai fare. Ma a questo punto spero davvero che una politica liberista e illuminata di berlusconi dia dei finanziamenti per fare in modo che tutti,ma proprio tutti si comprino una bella suv e facciano pi� chilometri possibile, per raggiungere le loro case da week end. Almeno in questo modo possiamo essere pi� tranquilli che il petrolio finisca nel giro di pochi decenni. Almeno potremo dire di aver contribuito seriamente all'inizio di una nuova era. t. -- www.e-laser.org [EMAIL PROTECTED]
