...e grazie a tutt* voi.
RICORDI Gaia, un'altra scienza � possibile MARCELLO CINI
�Muore giovane chi � gradito agli d�i� dicevano gli antichi. L'avrebbero certamente detto per Gaia Luoni. L'hanno detto anche, laicamente, sabato scorso le amiche e gli amici, i maestri e gli allievi, i compagni e i colleghi, di tutte le et� che si sono alternati, tra lacrime e sorrisi, per raccontare teneri ricordi e buffi episodi, resoconti dei suoi brillanti successi scientifici e momenti del suo impegno solidale a fianco dei deboli e dei sofferenti, riuscendo, attraverso quest'opera collettiva, a far rivivere tra noi la pienezza dolce e risoluta della sua splendida persona. Ricordo Gaia fin da quando la sua mamma Elena la portava a spasso sul passeggino, ma l'ho incontrata poche volte di persona, anche se ho seguito, attraverso i racconti familiari, le varie tappe della sua vita, e soprattutto gli ultimi drammatici due anni della sua lotta contro il cancro. Ma, ripensando a lei, dopo l'intensa emozione dell'evento corale al quale ho partecipato, mi sono venute in mente alcune osservazioni di carattere generale, che vorrei comunicare anche al di l� della cerchia di chi l'ha conosciuta direttamente.
Gaia amava la scienza e si dedicava al suo mestiere con passione. Era geniale nelle sue intuizioni, rigorosa nella condotta dei suoi esperimenti, perseverante nella /routine/ della pratica quotidiana. Sono caratteristiche comuni a molti suoi colleghi. La maggior parte di loro, per�, si ferma l�. Gaia invece aveva molte altre cose per la testa e nel cuore. Pubblicava i suoi risultati su /Nature/, alla pari con i migliori biologi del mondo, ma credeva, come altri milioni di suoi coetanei, che �un altro mondo � possibile�.
Ci pu� aiutare a capire questa differenza ci� che ha scritto il direttore del /British Medical Journal/ in un recente numero della rivista. �Negli ultimi 10 anni il gi� enorme gap nelle condizioni economiche e nello stato di salute tra le nazioni ricche e quelle povere si � ancora allargato... Il 70% dei 40 milioni ammalati di Aids � concentrato nei paesi con istituzioni sanitarie malfunzionanti. La tubercolosi � riemersa con 9 milioni di nuovi casi e 2 milioni di morti all'anno. Tassi di mortalit� simili provengono dalla malaria, e in tutti i casi aumenta l'emergenza di agenti patogeni resistenti ai farmaci... Meno del 10% della spesa in ricerca medica � devoluta a malattie responsabili del 90% della morbilit�. Dei 1233 nuovi farmaci posti in commercio nel periodo 1975-99 solo 13 sono stati introdotti per le malattie tropicali.�
Non � un caso, dunque, che Gaia abbia scelto proprio di fare ricerca sulla malaria. E fare ricerca sulla malaria ha significato per lei tante cose. Ha significato in primo luogo scegliere di lavorare nella ricerca pubblica invece che in quella privata, alla quale non interessano le malattie dei poveri. Ha significato andare nei paesi colpiti da questi flagelli - nel suo caso nel Burkina Faso - non, come fanno gli scienziati delle multinanzionali, a rubare alcuni geni delle popolazioni coinvolte per brevettarli, ma a studiarne i genomi per rendere accessibili a tutti i risultati delle sue ricerche, e permettere a chiunque, in prospettiva, la libera produzione dei farmaci che possono derivarne. Ha significato infine, particolare non trascurabile, non trattare come cavie gli individui ai quali prelevava il sangue, ma considerarli uomini e donne da avvicinare con rispetto e attenzione, condividendone dolori e speranze. Esemplare in questo senso � una lettera, straordinaria per espressione letteraria oltre che per calore umano, inviata a suo tempo alle amiche, nella quale Gaia, attraverso la sua �simpatia�, riesce a trasformare il �campione E 1225� in un tenero ritratto di una ragazzina curiosa e vivace.
Io credo che non occorrano molte altre parole per spiegare perch�, secondo me, la figura di Gaia dovrebbe essere assunta come immagine ideale dello �scienziato del XXI secolo�, intendendo con questo termine chiunque, uomo o donna, che si occupi professionalmente di scienza. Uso il maschile non certo per contravvenire sbadatamente alle regole di ci� che � ritenuto /politically correct/, ma per sottolineare, con la stridente incongruit� del termine, che sarebbe ora di abbandonare lo stereotipo, dominante nell'immaginario collettivo, dello scienziato maschio che domina e sottomette una natura riottosa e matrigna. Sarebbe ora di sostituirlo con una dolce, ma non per questo meno rigorosa e razionale, figura femminile che ricompone �virtute e conoscenza� per ridare alla scienza un volto benevolo rivolto alle moltitudini di diseredati e di sofferenti che popolano il pianeta.
Molti giovani potrebbero trovare cos� una valida motivazione a dedicarsi alla scienza, per contribuire a cancellare dal suo volto le tracce delle sue compromissioni con il potere e con il denaro. Perch� non cominciare scrivendo una biografia di Gaia che la faccia rivivere come simbolo di un mondo migliore?
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