mauro ha scritto:

> Per chiarire: la mia acidit� era dettata da piccoli rancori
> personali/irrazionali.
> Nulla di personale con BV e FC, ma concordo pienamente con
> bussola: per quanto poco, il fine del manifesto e' anche il
> lucro. Laser no, in alcun modo.

Propongo un take-break, cos� finiamo di beccarci. Il manifesto ha un
fine di lucro? Secondo statuto, no (� in fondo una cooperativa): ha il
copyright? Si, ma riprendete e diffondete tutti i suoi articoli. Accade
spesso. E lo fanno anche alcuni giornali che stanno meglio
economicamente del manifesto (il foglio di Ferrara, Liberazione del
Prc). per il giornale � un bene. Arrivamo a un altro punto: la
legislazione sul copyright per i giornali � crudele, perch� una volta
ceduto il pezzo alla testata l'autore perde tutti i diritti (c'� anche
una clausola che aggira la possibilit� che un collaboratore possa
accampare diritto d'autore: si chiama contratto a diritto d'autore). In
altri termini, anche in questo caso il copyright � sempre e soltanto
propriet� intellettuale esercitata dalle imprese. Ma il manifesto non
l'esercita.
Altro punto: il creative commons  non � un compromesso socialdemocratico
(Lawrence Lessig � un onesto liberale che ha una posizione radicale
sulla propriet� intellettuale) quanto il riconosciemento che dati i
rapporti di forza una delle vie d'uscita � il riconoscimento della
status sociale, collettivo, comune della conoscenza, assegnando al
singolo il diritto di avocare a s� il riconoscimento di un'opera
(letteraria, musicale). Che possa funzionare � fuori di dubbio, anche
quando viene esteso alla ricerca scientifica (negli Usa � valso la
logica del public domain: logica che non ha per� bloccato il processo di
"privatizzazione" del sapere en general). Secondo Lessig e chi ha fatto
sua questa proposta, ha bisogno di una sua estensione massiccia,
coinvolgendo non solo singoli, ma anche imprese. Insomma, la stessa
logica dell'open source. Ho solo una riserva rispetto ai creative
commons: che sia una gestione giuridica del conflitto tra copyright e
copyleft.
Ma di questo se ne pu� sempre discutere.
Ripeto: non ho chiesto l'autorizzazione e me ne scuso: tuttavia, credo
che le reazioni acri siano partite da voi, che si sono amplificate di
post in post. A un certo punto, sono diventato acre anch'io.
Benedetto
P.S. Sulle vacanze alle Mauritius o alle Bahamas, ripeto: meglio qualche
isola cinese venduta al turismo d'�lite. Sognare non fa male.



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