In america e' partita un'altra class action contro Pfizer. Ne ho approfittato per aggiornare il quadro sulle difficolta' di big pharma. Ne discutiamo, mettiamo sul sito e usiamo per radiolaser?
a *** Azioni di classe contro le case farmaceutiche Chi abbia assunto Celebrex, un anti-infiammatorio comune anche in Italia i cui danni alla salute sono stati divulgati solo di recente, puo' ora prendersela direttamente con la farmaceutica Pfizer, che produce il farmaco. Negli Stati Uniti, infatti, e' appena partita una <a href="http://www.adrugrecall.com/news/celebrex-classaction.html">causa collettiva</a> ("class action", in inglese) contro il colosso farmaceutico. La class action e' uno strumento giuridico tipicamente statunitense e utilizzato per consentire anche a comuni cittadini di affrontare grandi imprese comemrciali ad armi (legali) pari e consiste in un'unica denuncia sottoscritta da parte di un grande numero di persone. <p> Il Celebrex e' uno dei farmaci piu' discussi del momento, in quanto in dicembre fu dimostrato che esso aumenta i casi di attacco di cuore nei pazienti. Non e' l'unico farmaco nella bufera: anche Prozac, Ritalin, Vioxx, Naprosyn o Bextra negli ultimi mesi hanno fatto parlare di se', per l'insorgenza di effetti indesiderati ben piu' rilevanti dei benefici o per la scarsa efficacia. <p> Contro le aziende produttrici sono state intentate <a href="http://www.lawyersandsettlements.com/index.html">altrettante "class action"</a>, cui ci si puo' associare attraverso numerosi siti. Le "azioni di classe" sono cosi' numerosi che negli USA sono nati addirittura veri e propri motori di ricerca, come il sito <a href="http://www.lawyersandsettlements.com/search_form.html">www.lawyersandsettlements.com</a> che permette la consultazione di migliaia di casi. In ogni caso, sul banco degli imputati dovrebbe sempre figurare anche la Food And Drug Administration, responsabile dei test e dei controlli ma troppo spesso accusata di <a href="http://www.e-laser.org/htm/news.asp?idNews=414">sostanziale accondiscendenza</a> nei confronti del potere economico. <p> La situazione per le farmaceutiche non e' quindi rosea. Da un lato, il loro interesse per il portafoglio dei pazienti piu' che per la loro salute, evidenziato dai farmaci-truffa di cui sopra, sta causando una grave crisi di immagine. Ma la questione morale si somma ad una <a href="http://www.nytimes.com/2004/12/18/business/18assess.html?th=&oref=login&pagewanted=all&position=">grave crisi industriale</a>, determinata dalla scarsa innovazione del settore. Sebbene i criteri della Food and Drug Administration non siano cosi' severi (tanto che Vioxx e compagnia sono stati regolarmente approvati), il numero di nuovi farmaci autorizzati e' sceso da 53 (1996) a 21 (2003). La scarsa innovazione, inoltre, fa si' che le aziende investano di piu' nel marketing, ovvero nell'imporre i propri farmaci ai medici di base, nell'alzare il prezzo delle medicine e nel <a href="http://www.e-laser.org/articoli/deramo.htm">convincere un maggior numero di persone</a> a sottoporsi a trattamenti farmacologici anche quando non sia necessario. E gli investimenti in ricerca diminuiscono ancora, riducendo ancor di piu' l'innovazione: un circolo vizioso da cui e' difficile uscire, che punisce le aziende dal punto di vista finanziario (il valore di mercato di Pfizer, AstraZeneca e Ely Lilly e' diminuito di 30 miliardi di dollari in un anno), ma ancor piu' i pazienti. E dire che i brevetti farmaceutici continuano ad aumentare di numero: forse, penserete voi, non sono un valido strumento di misura dell'innovazione. Ma non ditelo in giro, vi prenderanno per pazzi. -- www.e-laser.org [email protected]
