Vorrei pubblicare questa in colonna centrale. Posso? a
*** Brevetti e ricerca pubblica: tornano gli anni 90? Dopo qualche anno di pausa, necessario per rifiatare dopo la bolla speculativa degli anni novanta, la "Scienza SPA" sembra tornare alla carica. Lo dimostrano i dati emersi da un dell'<a href="http://www.autm.net">Association of University Technology Managers</a> (AUTM), i guadagni che le università traggono da brevetti e royalties sono aumentati del 6.1% nel 2003, e il numero di brevetti depositati e' aumentato dell'8.1%. Segno che il trasferimento tecnologico dalle universita' alle aziende torna ad essere un motore di innovazione tecnologica, come gia' era avvenuto negli anni 90 soprattutto nel settore del biotech. <p> Rispetto al boom degli anni novanta, e' cambiato il modo con cui il privato traduce in profitto la ricerca pubblica. Se prima nascevano molte start-up, ovvero piccole imprese dedicate allo sviluppo e alla commercializzazione di un'innovazione tecnologica, oggi le imprese preferiscono assorbire al loro interno le invenzioni piu' promettenti, tanto che il numero di nuove start-up e' diminuito. Si tratta di un fenomeno interessante, soprattutto perche' smentirebbe il dilagare dell'esternalizzazione da parte delle imprese, ovvero del ricorso a strutture esterne per la fornitura di servizi. Un simile discorso vale per anche per il National Institutes of Health, l'istituto superiore di sanita' americano, che ha visto aumentare da 209 a 276 il numero di licenze attribuite ad enti esterni per utilizzare i propri brevetti. I ridotti fondi destinati alla ricerca dalla Casa Bianca nel 2005 aumenteranno la tendenza a recuperare fondi attraverso la commercializzazione della ricerca, secondo l'AUTM. <p>La possibilita' di commercializzare le proprie scoperte per enti pubblici ed universita' e' stata aperta negli anni 80 dal Bayh-Dole Act, che puntava a spronare il settore pubblico a promuovere anche sul mercato le proprie ricerche. Proprio negli anni 80 il numero di brevetti depositati da soggetti pubblici e' aumentato esponenzialmente, con diversi effetti negativi sulla ricerca. Spesso sono le stesse universita' a dover pagare per utilizzare tecnologie brevettate da altre universita'. Il finanziamento della ricerca basato sul brevetto, tra l'altro, sembra essere svantaggioso anche dal punto di vista economico, nonostante gli slogan dei fautori del libero mercato. Sembra infatti che il sistema brevettuale induca cosi' tante "spese collaterali" da rendere la ricerca privata <a href="http://www.cepr.net/promoting_good_ideas_on_drugs.htm">molto meno efficiente</a> di quella pubblica. -- www.e-laser.org [email protected]
