La risposta sarebbe stata convincente, se la mia fosse stata una proposta seria :) Tuttavia va sul bersaglio sbagliato, e soprattutto - IMHO - non rispecchia la realtà: davvero tu speri che la ricostruzione li' possa avvenire secondo criteri storici? Quali? Boh...Forse gli stessi che vengono usati per costruire Disneyland. O forse gli stessi criteri che NON hanno difeso la città, modificando profondamente un ecosistema. Due settimane prima di Katrina, l'allarme era la siccità che stava toccando il mississipi e tutti gli altri stati lungo il fiume.
cmq, la mia provocazione era: sappiamo che d'ora in poi, con gran probabilità, molte aree costiere saranno soggette a eventi del genere, che potranno anche essere permanenti: se sale il mare di un metro, quanta terra va sott'acqua? cosa devi fare per difenderti, quanto ti costa? quanto ti conviene? Dunque, proviamo a vedere cosa succede se una terra abitata di quel tipo torna sott'acqua. Io non partivo da un presupposto ecologista, ma sperimentale: in una terra del genere, se torna l'acqua che succede? Torna la malaria che era stata eliminata? E le strutture dei grattacieli si corrodono e inquinano tutte le falde acquifere? se apriamo quelle aree alle acque, a monte il corso del fiume migliora? diminuisce la salinità? Un gigantesco esperimento. Una provocazione, per dire che noi, ora, da sempre e in particolare negli ultimi due secoli, civiltà umana, stiamo facendo un gigantesco esperimento: modificare profondamente la natura, e poi vedere l'effetto che fa. Che forse quello che dovremmo fare e' altro, e pensare sperimentalmente sul lungo periodo. Quando fai un esperimento, in genere lo fai per gradi, lentamente, chiedendoti ogni volta che succede. nel nostro esperimento di storia, non l'abbiamo fatto, o non ci siamo resi conto degli effetti. Cio' anche perche' i fenomeni di cui si tratta non sono lineari, e quindi hanno una sorta di soglia di attivazione. comunque, ripeto, era una provocazione. fabio sterpone wrote on 09/09/2005 17.07: > parole in liberta'..... > L'idea ce lo avuta anche io. mi dicevo, ma che ci sta a fare una > citta' sotto il livello del mare e sotto un lago. > A ben vedere lo stesso ragionamento di potrebbe applicare ad Amsterdam > e Venezia, con le dovute differenze. > Mi dicevo, che ci sta a fare su quella costa maledetta, visto che i > tornadi la fanno da padrone? > > D'altro canto, tutti lo preannunciavano. C'e' chi ha scritto su > Scientific American qualche anno fa, come e' stato forwardato, > c'e' chi nel 2004 si interrogava se i lavori non finiti delle dighe di > protezione avessero consentito a NewOrleans di reggere > un tifone magnitude 5. Uccelli del malaugurio. > > C'e' chi, come i politici locali, avevano fatto lobby negli anni > scorsi per elemosinare denaro, > ma poi ha dovuto cedere al perenne disimpegno degli investimenti > pubblici da parte dell'amministrazione. > > I dettagli della tragedia di N.O. potrebbero essere infiniti. E > potrebbe colorarsi di tinte diverse: razzismo (che je li damo a fa li > sordi ai balubba), > classismo (poveracci loro, i soldi li tagliamo in tasse per i > ricconi), militarismo (la guardia nazionale sta in Iraq e > non a a proteggere la nazione benedetta da dio). Poi ogni > dettaglio, puo essere usato contro l'amministrazione in carica > (vedi i bei pezzi di M.Moore, che il manifesto sta prontamente > riportando). > > Eppure questi dettagli, non ci stanno facendo capire la realta' > profonda di NO. > Inciso la tragedia non ha solo investito NO, ma anche tante altre > localita', almeno rispetto a questi morti, e ricordiamocelo. > > La realta di quello che e' sucesso, poteva accadere in un qualsiasi > posto in US, e': > > 1. l'infrastruttura materiale degli stati uniti d'america e' una > infrastruttura da paese del terzo mondo. > 2. e' un paese che ha privatizzato lo spostamento: solo macchine. Chi > non ha la macchina e' fottuto. Chi ce l'aveva > e' riuscito a farcela. E vi assicuro che su 1 milione e mezzo, > evacuarne 1.3 in un giorno e' stato un lavoro enorme. > NON ESISTONO TRENI. 20 treni che partono, mettendo un po strette le > persone, e ti porti via 40000 persono. Capice? > 3. non esiste tutela sociale, e le rete di solidarieta sono a zero. E > questo nonostante il sud sia cosi orgoglioso rispetto al nord Yankee, > della propria amichevolezza. > 4. le infrastrutture abitative degli stati uniti d'america fanno > ridere. Cartone. Case che si comprano per telefono e te le portano con > il camion. ristrutturazioni insesistenti. E non parlo solo di NO. E' > una caratteristica NAZIONALE. Se l'uragano colpiva Seattle era uguale. > Per renderseno conto basta fare un passo indietro e ricordarsi del > terremoto che ha colpito SFRA (1989- in quel caso si ringrazi iddio > che c'era la partita di baseball se no sai i morti). > 5. le tanto decantate infrastrutture di sicurezza fanno ridere. non > e' solo questione di errori umani o scelte. E' l'organizzazione che e' > da terzo mondo. Non ci voleva niente a organizzare un ponte aeree > della guardia nazionale in East Texas, e dare pronto soccorso. > > Questo per dire, opinione personale, che prima che rompersi i coglioni > con l'ecologismo verde, occorrerebbe riprendere un po di socialismo > reale: welfare. lavori pubblici. In poche parole T.Roosvelt. > > L'idea di fronte ai drammi, di dimenticare, radere al suolo, andare > via e costruire altrove, e' allettante. > Lo dice anche Barbara Bush sul NYT di ieri:* > * > > *"What I'm hearing, which is sort of scary, is they all want to stay > in Texas > <http://topics.nytimes.com/top/news/national/usstatesterritoriesandpossessions/texas/index.html?inline=nyt-geo>," > Barbara Bush said in an interview on Monday with the > radio program "Marketplace." "Everyone is so overwhelmed > by the hospitality."* > > *"And so many of the people in the arena here, > you know, were underprivileged anyway," she said, "so this is > working very well for them."* > > > In fondo, perche' stare in un posto che era di merda, e ora e' > distrutto. Tradotto in soldi, perche' reinvestire denaro in NO > , compriamo delle case di cartone e facciamo un bel campo profughi > sulla costa, magari lontano dal lago. > The RealEstate will enjoy it!!!!! E cosi la bolla finanziaria del > mattone. (Lo stesso avrebbero potuto dire di SanFra nel 1989, poi c'e' > stato il boom di silicon valley e i nerds ricconi.) > > Il perche' non bisogna cedere a questo discorso e' fondamentale per > riviutare la logica evangelica del BA (born again) che > sta permeando questo paese. Una logica astorica. Una logica che > riproduce frattalmente le stesse schifezze visive. > Un tempo, c'era la frontiera. Noi texani amiamo la frontiera. Anche > Kerouac. Ma e' un luogo dello spirito perche' le frontiere sono finite. > Anche l'ultimo dei moicani l'aveva capito. Mentre il BO rende la > frontiera, una sorta di devastazione ideologica, accoppiata al > capitalismo selvaggio, perche' tutto puo essere raso al suolo, e > spostato a piacimento. E se ci pensa la natura tanto meglio. > Sorry. Ma se una catastrofe cosi avesse colpito venezia non avrei mai > accettato nessun coglione che avesse proposto di spostarla. > E NO aveva una sua storia da difendere. Difficile per noi da capire, > perche abituati alle ricchezze pappone dei dogi veneziani, > ma essenziale. Una bellezza che parlava dello schiavismo. Una bellezza > che parlava dell'acqua del Missisipi > che scende giu, stato dopo stato, ed e' il canale di sopravvivenza per > una branca di economie delle grandi spianate dell'interno. > Una storia che ha fatto i conti con i cappucci bianchi del Klan, mica > cazzi. Con quelle crosi bruciate che marchiavano l'esistenza. > (a chi ha questa magnifica idea di spostare una citta, vorrei chiedere > e come li trasporti i prodotti senza un porto sul Missisipi?) > Deve essere, questa tragedia, l'occasione per ripensare le > infrastrutture MATERIALI e SOCIALI. Uno sprono alla comunita nera che > al posto di pensare al crack e rap, dovrebbe pensare alla scuola. Uno > sprono ai progressisti per pensare il lavoro come bene comune, > collettivo. O preferiamo radere al suolo. Come in Iraq giusto. Ed > esportare la democrazia nella NewNewOrleans??????? > > ciaoz -- www.e-laser.org [email protected]
