Dopo che ieri è stato decretato il blocco della didattica ad oltranza
fino al ritiro del disegno di legge del governo sul riordino dello stato
giuridico della docenza universitaria cresce la mobilitazione
all'università "La Sapienza" di Roma. Oltre ai dipartimenti di Fisica e
Matematica sono state occupate questa mattina le facoltà di "Scienze
Umanistiche" e di "Lettere e Filosofia" da studenti e ricercatori
precari, dopo una gremitissima assemblea cui hanno partecipato docenti e
ricercatori di ruolo.
Contemporaneamente in moltissimi altri atenei (Torino, Milano, Bologna,
Trieste, Firenze, Pisa, L'Aquila, Napoli, Palermo, Perugia) viene
sospesa la didattica, vengono convocate assemblee e cortei cittadini e
vengono chieste le dimissioni di tutti i rettori in segno di protesta
contro la non-riforma Moratti, che non investe un soldo nell'università
ed eleva l'anomalia di un diffusissimo precariato (circa 50.000 persone
su di un organico di 110.000) a norma.
Dopo essere stata sorda ad ogni richiesta di confronto, dopo aver
ignorato la necessità di una vera riforma dell'università,
che garantisca una valida offerta formativa agli studenti,
che sia veicolo di sapere critico (e non sede di formazione lavoro)
e che sia il luogo dove la ricerca pubblica di base possa svilupparsi e
diffondersi liberamente, la ministra Moratti impone suo DDL al paese a
colpi di fiducia.
Il prossimo 25 Ottobre, alla Camera, la legge verrà approvata in via
definitiva, senza spazio per nessuna opposizione parlamentare.
Arrivati a questo punto, dopo averle tentate tutte, rimane solo l'arma
del muro contro muro: blocchi della didattica, occupazioni, dimissioni e
una manifestazione nazionale in concomitanza con la "discussione" alla
Camera sono l´estremo tentativo di fermare un provvedimento inutile e
nocivo per l'università italiana.
Studenti e ricercatori precari dell'università di Roma "La Sapienza",
Rete Nazionale dei Ricercatori Precari - Roma
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www.e-laser.org
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