aggiungo anche questa, per avere un quadro più completo
direi che domani cerchiamo di mettere le nostre riflessioni, per poter
rilanciare almeno con qualche idea capace di generare riflessioni e
dibattito, tutto qui
ciao

LIBERAZIONE DEI SAPERI O SAPERI LIBERI

Il dibattito sui saperi liberi e' un dibattito spinoso, anche se strategico
rispetto alla riorganizzazione delle forme di produzione e quindi dei luoghi
cruciali del conflitto.
La questione della libera circolazione dei saperi e la loro liberta' in senso
lato, ha animato discussioni in tutti gli ambiti di movimento - e non solo
- da ormai piu' di un decennio. Dalla dimensione del puro e semplice
rifiuto della
proprieta' intellettuale, passando attraverso l'esperienza del free software e
del copyleft, arrivando alle odierne forme di detournamento del copyright al
fine di garantire la libera circolazione e elaborazione del prodotto
immateriale, in questi anni si sono cercate varie vie di fuga.
Contemporaneamente anche il sistema produttivo e con esso i suoi strumenti, 
ha guardato a queste elaborazioni e rifiutandone alcune, ha invece provveduto 
a normalizzarne altre. Non si e' trattato di un semplice riadattamento: 
si tratta piuttosto di sfruttare un nuovo modello di
circolazione/elaborazione 
dei saperi (che in alcuni casi si e' rivelato vincente anche nel confronto
con 
il mercato) in senso funzionale alla produzione e riproduzione del capitale.
Di fronte a questa dimensione c'e' chi ritiene che la semplice
"liberazione" dei
saperi in termini di circolazione non commerciale o pirata sia una risposta
sufficiente. Altri ritengono che le forme interstiziali di sottrazione ai
canali
di comunicazione tradizionali siano una garanzia sufficiente di liberta' per i
saperi. 
Il nostro avviso e' che il problema sia piu' complesso e che il meccanismo
produttivo capitalista possa tollerare una dimensione aperta di
circolazione dei
saperi (ovvero una liberazione tecnica) ma non una dimensione libera
(ovvero una
liberta' politica).



INVITATI-> cw, reload, copyriot, etc etc

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OPEN NON E' FREE

Aperto non significa libero appunto. E' il titolo di un libro scritto da un
gruppo di attivisti che si sono occupati da tempo di saperi e tecnologie. 
Pensiamo colga nel segno del problema di cui sopra.
Questo secondo momento vorrebbe indagare i diversi modelli di produzione che
stanno lottando per dominare il paradigma economico, sociale ed
esistenziale, che
si aprira' per concludere la fase di crisi del capitalismo attuale.
I modelli "aperti" (un esempio e' l'Open Source nel campo informatico)
hanno dimostrato
qualita' e forza anche sul terreno del mercato: per questo motivo anche
i teorici conservatori stanno valutando molto
attentamente i modelli aperti come possibilita' di sopravvivenza del capitale.
La dimensione di apertura e' perfettamente compatibile infatti con la
dimensione
di un modello di profitto in continuita' con quello attuale, ma non lo e' una
dimensione che ponga l'accento sulla liberta' dei saperi e sulla produzione
autonoma. In tutto questo, due aspetti sono piu' rilevanti: l'autoformazione 
e la valorizzazione sociale del prodotto libero



INVITATI-> ippolita

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PRODUZIONE AUTONOMA E VALORIZZAZIONE SOCIALE DELLA PRODUZIONE

Portando alle loro logiche conseguenze i due momenti di cui sopra, una volta
compreso quale meccanismo possa garantire una liberta' ai saperi e quale
modello
economico possa effettivamente considerarsi un implementazione di tale
liberta'
in campo pratico, occorre chiedersi in che cosa risulti questa
implementazione.
Diciamo che i vari dispositivi in cui le merci ad alto contenuto ideologico si
incarnano rappresentano la proposta di nuovo modello produttivo del
sistema-capitale. Diciamo anche che la produzione autonoma di saperi liberi
costituisce la risposta. Ma dove si svolge questo conflitto e come?
Una delle ipotesi che noi formuliamo e che mettiamo a verifica anche in questo
ultimo momento di dibattito e' che il conflitto si articoli tutto nella
valorizzazione sociale della produzione, in quel turbinio di relazioni che
rendono possibile una reale circolazione ed elaborazione libera dei saperi
e che
finalizzano questo scambio di saperi a una produzione autonoma che metta in
condizione i soggetti reali di entrare in conflitto con il sistema di
produzione
capitalistico.

INVITATI -> Laser, ricercatori, precari istat, serpica, scaligeri e piccoli
--
www.e-laser.org
[email protected]

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