dino,
io vorrei darti un consiglio spassionato, che e' di metodo.
lascia stare le teorie generali, lascia stare di voler spiegare la
gravitazione, lascia stare il sogno genialoide dello scienziato che
scopre una nuova religione.
1. perche' non ne sei in grado, almeno per ora. (Come non lo sono io e
forse nessuno in questa lista: banda di cazzaroni :))
2. perche' e' a dir poco inutile.
quello che invece e' divertente (e per me divertire e' ancora alla base
della scienza come scoperta di piccole cose) e merita, se non altro per
tua personale formazione, cioe' quello che puoi imapare, e' la
macchinetta che hai messo a punto.
lasciamo perdere brevetti e cose varie, ho notato che quando scrivi di
cose pratiche sei comprensibilissimo, quando vuoi fare il
filosofo della natura diventi insopportabilmente esoterico. e nessuno ti
ascolerebbe e ti ascolta. Da parte mia
avrei preso i tuo trattatello e lo avrei frullato a mare.
Allora, vorrei darti dei suggerimenti seguendo la mail di tiziano. La
cosa importante e' MISURARE. altro che esperimento ideale.
Tu devi caratterizzare bene, con dei numeri, la tua macchinetta. E' un
passo, se non il piu importante dell'attivita' di un Fisico, associare a
un fenomeno dei numeri. La prima cosa e' il computo energetico. Tu devi
capire quanta energia spendi nell'attivare la tua macchinetta.
Non basta dire che riesci a comprimere piu' aria (QUANTA?), ma devi
anche mettere dentro quanta energia spendi per fare il lavoro.
Quindi, prendi un bel contatore e misura il consumo di energia elettrica
(il compressore dovrebbe essere attivato da energia elettrica, gisuto?),
compra dei palloncini e vedi il volume dell'aria che lavori. Misura la
pressione, i barostati non costano tanto.
Poi prenditi un bel manuale semplice e guarda la differenza tra motori
turbo e aspirati. Ho la sensazione che qualcosa del tuo apparecchio sia
legato a cio'. E anche se non hai scoperto nulla di nuovo, e non
rivoluzionera' la societa' umana, potrai dire di aver
riprodotto partendo dal tuo punto di vista un fenomeno fisico. E' il
primo step.
La fisica e' cosa tosta, ci si sbatte il grugno, un giorno si pensa di
aver capito una cosa e la settimana dopo ci si deprime perche'
non torna un cazzo. Tu devi entrare nel metodo scientifico. La tua
creativita' va canalizzata. Non perche' ci sono regole assolute da
rispettare ma perche se vuoi comunicare di scienza o tecnica devi poter
usare un linguaggio condiviso.
Io personalmente se ci mettiamo a discutere della cosa pratica mi fa
pure piacere capirci qualcosa (non e' il mio campo) e mi divertirebbe
ma se insisti su gravitazione e corpi celesti non ti leggo nemmeno piu'.
E ho la sensazione che tanti altri ti tratterebbero cosi, e il tuo
sapere liberato presto diventerebbe frustrato e tu ti incazzeresti
bestialmente,
perch' nessuno ti ascolta. E magari non ti poni il problema che sei te
ad aver sbagliato l'approccio.
E poi, un po di umilta'. Dino, cazzarolina, tu vuoi pubblicare su
Nature, ma guarda che sei un presuntuosetto (scherzo).
Spero che tu colga questa mia nello spirito giusto. Mostri interesse per
la fisica e la meccanica, e probabilmente (mi ci gioco le palline)
saresti se messo in condizione un ottimo esperimentatore. Leggiti anche
una bella biografia di galileo, il vero, il grande esperimentatore.
trafficare, limare, misurare, contare, contare meglio. senso pratico.
costruire. queste sono i segreti di un fisico sperimentale.
credo che tu ce li abbia.
ciao fabio
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Sterpone Fabio
University of Texas
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