----- Forwarded message from Alessandro Seghetta <ale(at)atpss.net> -----
From: Alessandro Seghetta <ale(at)atpss.net>
Subject: Re: validit? hash del disco, validit? della prova 
To: lex(at)sikurezza.org

>
>Da: rino lo turco <rino(at)loturco.it>
>Data: 20 agosto 2007 14:29:24 GMT+02:00
>A: lex(at)sikurezza.org
>Oggetto: [lex] validit? hash del disco, validit? della prova
>Rispondi a: lex(at)sikurezza.org

Ciao Rino, anche se di solito non posto, vi leggo sempre e provo a  
risponderti.
>
>Un quesito per chi si interessa di informatica giuridica.
>Si ha in sequestro un disco che ha un determinato valore di hash  
>calcolato attraverso MD5.
>In sede peritale (quella del giudice) si ? constatato che il valore  
>ricalcolato con le stesse procedure risulta essere diverso.
Prima di tutto bisogna chiarire se l'accertamento eseguito sul disco  
in sede di sequestro sia un 359 cpp ( accertamento tecnico  
ripetibile) o un 360 cpp ( a. t. irripetibile), in quanto discendono  
delle conseguenze rilevanti circa le modalit? di acquisizione e  
soprattutto la ripetibilit? di tutti gli atti di analisi effettuati.  
Da quello che riferisci suppongo sia un 359 e quindi anche un'analisi  
dell'acquisizione gi? effettuata potrebbe risultare utile.  
L'alterazione potrebbe essere stata fatta ab origine.
Ora non ho ben capito se sei CT PM o CT della difesa, ma se rientri  
in questa seconda veste, mirerei, personalmente, ad una invalidazione  
della fonte di prova.

>A questo punto sorgono diverse domanda e perplessit?, ovvero il  
>disco ? lo stesso?i contenuti sono uguali?.
Ad una prima analisi, da quello che dici,  la fonte di prova ? stata  
alterata; ed ? anche la ratio per cui viene calcolato l'MD5.

>Ad una sommaria indagine ( sono presenti diverse migliaia di  
>archivi) sembra che le dimensioni di diversi file coincidano e il  
>disco ha la stessa dimensione globale, ma ? possibile affermare che  
>si tratti dello stesso disco?

Assolutamente no. Per alterare un MD5 basta modificare il contenuto  
di un doc e tutto l'hash viene modificato; quindi al massimo potrai  
affermare di avere un disco con lo stesso numero di files ( se sono  
gli stessi), ma riguardo al contenuto non si possono fare  
affermazioni di sorta.

>Se poi , ai fini dell'indagine, sono rilevanti alcune informazioni  
>quali le configurazioni di determinati programmi , ? possibile  
>affermare la validit? di quanto trovato?.

Di conseguenza, essendo stata alterata la fonte di prova, questa  
viene viziata di invalidit? e deve essere  rigettata.

>Spesso le modifiche di configurazione non modificano le dimensioni  
>del file che le contiene, spesso si tratta solo di flag che  
>occupano lo stesso spazio indipendentemente dallo stato (on/ off),  
>prove effettuate confermano ci? , le uniche variazioni in caso di  
>analisi sono l'hash.
>Me se ? accettabile che l'hash diverso non significhi disco / fiel  
>diversi allora a che serve calcolarlo?

Appunto, da esperienze lavorative se l'hash viene alterato la prova  
va rigettata.
>
>Sono del parere che hash diversi mi rendano di fatto diverso il  
>disco e quindi non ammissibile la prova o comunque no accettabile  
>l'analisi del disco salvo un confronto manuale diretto file per file.

Imho, nemmeno una verifica file per file pu? salvare una prova  
invalidata; l'unica ancora di salvezza ? che in sede di prima  
acquisizione si sia calcolato il valore di hash di ogni singolo file  
all'interno del disco, cos? da tentare di esulare dal vizio di  
invalidit? i file ritenuti utili ai fini dell'indagine, solo per  
quello che riguarda il contenuto, in quanto i metadati sono comunque  
alterati.
>
>Che ne dite?
>Esistono casi simili? ovvero casi in cui nonostante la diversit? di  
>hash si sia accettato il disco, ed in tal caso come giustificarlo?  
>escludendo l'analisi interna file per file?

La storia, purtroppo, ? sempre la stessa; se il Giudice ( suppongo il  
GIP) ? sensibile alla validit? della prova informatica,  
indipendentemente dal contenuto dei singoli file, non vedo molte  
speranze; al contrario, se il Giudice valuta pi? opportuno il  
contenuto del singolo file, indipendentemente da diatribe circa la  
validit? o meno dell'acquisizione, allora ci sono buone speranze.
In giurisprudenza, per quanto ricordo cos? su due piedi, la validit?  
o comunque il valore di hash ? stato considerato come elemento  
indiziario, il quale in concorso con altre circostanze ha fatto si di  
poter ammettere/rigettare la fonte di prova informatica.

>Rino

Alessandro

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