> -----Messaggio originale-----
> Da: [EMAIL PROTECTED] [mailto:[EMAIL PROTECTED] Per
> conto di rino lo turco
> Inviato: martedì 18 settembre 2007 0.44
> A: [email protected]
> Oggetto: Re: [lex] validità hash del disco, validità della prova
> 
[...]
> 
> Il CT della procura ha provveduto ad analizzare il disco con la seguente
metodologia:
> 1) collegato il disco come slave ad un sistema win2k connesso a sua  volta
in rete LAN e WAN

Aghh! E Magari su questo sistema Win2K era presente pure un antivirus che ha
iniziato a fare scansione del nuovo disco che si è trovato connesso,
eliminando gli eventuali virus presenti (e quindi modificando il disco).

Come minimo ha cambiato qualche data e marcato il disco con un SID come sono
soliti fare i S.O. Windows... da cui, i due dischi non hanno lo stesso
contenuto.

[...]
> 2) sempre sotto mia specifica insistenza ricalcolare il valore di hash
> (nella perizia ha dichiarato che la differenza riscontrata non ha valore
> ovvero non è indice di manomissione del disco)

No, certo, come no.... E' indice di imperizia sicuramente.... :)

Comunque, sono d'accordo con quanto detto da Geraldo:
"in italia vige il principio di non tassatività delle fonti di prova, e
conseguentemente il giudice sarà peritus peritorum..."

Per cui dipenderà molto dal giudice... ho visto cose che voi umani.....

Riccardo Raffaelli.


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