Il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato la newsletter n. 293 del 26 luglio 2007. http://www.garanteprivacy.it/garante/document?ID=1443390 Tre i temi affrontati: 1. Perizie tecniche, accesso ai dati e diritto alla difesa 2. Privacy e diritti degli utenti 3. Filesharing: dubbi della Corte di giustizia dell'UE. Particolarmente interessante il terzo punto in quanto rafforza la presa di posizione già espressa dal Garante stesso riguardo al cosiddetto caso "Peppermint" (si veda il comunicato stampa del 17 luglio 2007 http://www.garanteprivacy.it/garante/document?ID=1424358). Su quest'ultimo punto scrive il Garante (sintesi mia): Un elemento importante si è aggiunto di recente al dibattito in corso sulla legittimità delle richieste (…) alle autorità giudiziarie per costringere gli Internet provider a comunicare loro i nominativi degli utenti associati agli indirizzi Ip che risultano coinvolti in attività di filesharing a causa della presunta violazione del copyright associata a tali attività. Si tratta delle conclusioni dell'avvocato generale Juliane Kokott relative ad un caso attualmente all'esame della Corte di giustizia dell'Ue (causa n. C 275/06 in curia.europa.eu). Le conclusioni chiariscono che le disposizioni del diritto comunitario in materia di protezione dei dati nelle comunicazioni elettroniche permettono di trasmettere i dati sul traffico delle comunicazioni personali soltanto alle competenti autorità statali, e non direttamente ai titolari di diritti d'autore che intendano far valere in sede civile la violazione dei loro diritti. (…) Neppure la direttiva 2006/24, sulla cosiddetta "data retention", che prevede l'obbligo per i fornitori di servizi di comunicazioni elettroniche accessibili al pubblico di conservare comunque una serie di dati di traffico, consente questo tipo di comunicazioni.(…).
Agatino Grillo http://www.agatinogrillo.it/
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