Rosario Russo ha scritto:
Mailing List Manager ha scritto:
From: Simona Costa <costa.simona(at)gmail.com>
To: lex(at)sikurezza.org
Subject: Mancata nomina a responsabile

La situazione ? la seguente: la mia azienda sta gestendo un sito su cui sono
depositati dati sensibili e giudiziari per conto di un ministero.

Il sito e' visitabile pubblicamente oppure e' un sito gestito ad uso e consumo del ministero? Non che la cosa cambi sotto il profilo 196/03, ma e' interessante capire chi ha accesso ai dati sensibili e giudiziari (solo voi per manutenzione insieme con il ministero in quanto titolare dei dati, oppure anche il comune cittadino che, fornendo una serie di credenziali, ha accesso alle informazioni che lo riguardano?). Dal momento che, in mancanza di qualunque indicazione, voi sareste ritenuti responsabili in caso di violazione dei vostri sistemi informatici (se stiamo parlando di accesso pubblico), e' bene chiarire per iscritto di chi sarebbe la responsabilita' in questa (purtroppo verosimile) evenienza, al di la' di come formalmente andrete ad indicare i ruoli nel DPS.

in questo caso si parla di responsabilità (vocabolario italiano) ovvero chi paga per eventuali danni ovvero inadempienze contrattuali! Nulla a che fare con la 196/03. Non sempre è necessario scrivere in contratto chi paga sui danni derivanti da una inadempienza contrattuale proprio per il fatto che è una inadempienza. Il prodotto rilasciato deve funzionare secondo le normali regole civilistiche.

Il problema ? il seguente: il ministero non ha "preso posizione" in merito alla privacy. Ossia non ci ha nominati responsabili del trattamento n? ci ha
dato altre indicazioni in merito.
Da quanto ne so, in un rapporto di outsourcing come quello descritto, in
mancanza di una nomina a Responsabile, ci si assume la titolarit? dei dati.

La titolarita' (o con-titolarita') e' corretta soltanto se voi ed il ministero avete gli stessi poteri decisionali sui dati (incluse le decisioni in merito alla "sicurezza").
Impossibile ! La PA , e il ministero è PA , ovvero ente pubblico, può trattare i dati solo per compiti istituzionali, e nessun altro può subentrare in cio'. La PA non puo condividere la titolarità di un trattamento con nessuno, può però incaricare altri ad operare ma sempre sotto la propria diretta responsabilità che si traduce in divieto a contitolarità e nomina di un responsabile nel caso si usi l'outsourcing. Questo per i trattamenti effettuati in ambito di istituto, per gli altri , quelli necessari alla propria gestione 8acq. vendite, personale contabilità) puo' operare, invece, come gli atri soggetti privati.


.........Seguendo l'ipotesi che la decisione in merito ai dati e' unicamente del Ministero, se foste designati "responsabili del trattamento", sareste obbligati a seguire le indicazioni di sicurezza che il ministero stesso vi imporra'. Per "indicazioni" non intendo la semplice nomina di tre o quattro persone per l'accesso ai dati e le modalita' di accesso, ma *tutti* gli aspetti, anche quelli tecnologici riguardanti la sicurezza.

su questo non ci piove, si devono seguire le regole emanate in sede di convenzione, appalto, etc .

Siccome dubito che il ministero vi abbia detto di usare un firewall di una marca particolare con una certa configurazione o di utilizzare il sistema operativo X piuttosto che Y, di blindarlo in una certa maniera piuttosto che un'altra, la figura di "responsabile" non vi calza nemmeno (il responsabile deve muoversi seguendo le disposizioni di sicurezza del titolare del trattamento: non puo' avere spazi di iniziativa personale!)
veramente il ministero può evitare di emettere tali regole dovendo egli stesso sottostare a quanto previsto dal cnipa, per cui nel caso in cui il ministero non abbia detto nulla (non credo) il riferimento minimo è il cnipa ex aipa. E comunque attenzione che esistono circolari e normative in merito per cui non è detto , appunto, che per ogni incarico si indichi ciò che già si deve sapere. Il fornitore dell'ente pubblico deve sapere, deve conoscere certe regole , questa è una delle differenze tra servire il pubblico e il privato.




A questo punto, ritengo che il Ministero non abbia sbagliato nel non indicare alcunche'. Nel suo DPS (se mai ne ha fatto uno, e sarei curioso di leggerlo!), il Ministero dovra' indicarvi come "soggetti ai quali sono stati comunicati dei dati", ma cio', piu' di tanto, non vi riguarda.

E' importante invece che siano descritti nel dettaglio le responsabilita' vostre in caso di violazione della sicurezza dei sistemi in cui sono custoditi i dati del Ministero.
non è necessario!
D'altra parte, se il Ministero volesse custodire i dati di cui e' titolare adottando una tecnologia piuttosto che un'altra (e siccome e' il titolare, ne ha la facolta'), ve lo avrebbe gia' fatto sapere: in questo caso, ma solo in questo (a mio modesto avviso) sareste "responsabili del trattamento". Non puo' certo accusarvi, un domani, di non avere protetto i suoi dati, visto che, avendone avuta la facolta', avrebbe potuto scegliere una soluzione diversa (e "migliore", dal suo punto di vista) da quella vostra! In conclusione, visto che probabilmente si "fida" delle vostre scelte tecniche (altrimenti vi avrebbe imposto lui le sue), dovra' accettare i rischi che cio' comporta (certo, voi sareste sempre responsabili se a quei dati vi accede Tizio, quando invece doveva essere Caio, ma tale responsabilita' e' stabilita gia' dal Codice Civile e Penale, prima che dal Codice sulla "privacy").
Come detto esistono delle norme tecniche emanate dal cinipa e dal ministero delle tecnologie che danno precise indicazioni, per il fornitore non conoscerle è un grande e grave problema.
Per tranquillita' vostra, quindi, farei firmare al Ministero una sorta di "accettazione" di rischio.
impossibile , non esiste la possibilità civilistica di accettare un rischio e nono solo per il pubblico ma anche per il privato, in questo ultimo caso poi sarebbe necessaria una perizia per definire realmente il rischio , a meno che non ci sia un interno che sappia e possa scegliere.


Se non accetta cio', in qualita' di titolare del trattamento, dovra' indicarvi lui quali scelte operare per proteggere i suoi dati (altrimenti vi rimablzerete le responsabilita' all'infinito qualora dovesse capitare l'evento nefasto ;-) ).

Ripeto: la soluzione corretta, comunque, e' da determinare in base al vostro ruolo e al ruolo del Ministero, cosa che non si evince chiaramente dal tuo post.


Grazie mille
Simona


A disposizione.
RR
rino

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