Salve a tutti,

seguo questa lista da alcuni anni ormai, ma devo ammettere che non sono un assiduo scrittore. Per quanto ricordo, questo potrebbe essere il mio primo post, o forse il secondo in assoluto, quindi colgo innanzitutto l'occasione per salutare e ringraziare tutti i partecipanti per gli interessanti spunti proposti nel tempo.

Vengo al dunque,

ho appena scoperto Tor, uno dei tanti progetti "liberi" che permettono ad un utente di navigare su internet senza essere rintracciato. La rete si basa su una serie di relay (nodi), ogni nodo, gestito da un volontario, non fa altro che raccogliere i dati da chi ha originato la richiesta e passarli ad un altro nodo, i dati "rimbalzano" tra un po' di nodi ed infine giungono al server di destinazione. Nessun nodo tiene traccia del traffico, e il server che riceve la connessione vede quest'ultima come proveniente dall'ultimo nodo della catena. Per una spiegazione dettagliata vi rimando al loro sito (primo link cercando Tor su google).

Tutto bellissimo, ma, in un'Italia dove si chiedono i documenti all'internet point e dove i provider sono obbligati per legge a conservare i log di connessione per anni, come può essere legare raccogliere il traffico di un utente sconosciuto e forwardarlo verso un server spacciandolo per proprio? E, anche se lo fosse, considerato che i vari nodi non mantengono un log delle connessioni (per motivi di privacy), se la rete viene usata per operazioni illegali ovviamente l'IP in "mostra" sarà quello dell'ultimo nodo, e sarà il proprietario di quest'ultimo a cui saranno chieste spiegazioni dalla polizia postale... e come potrà costui scagionarsi? Di fatto, chi può garantire il traffico incriminato sia stato forwardato per conto di un ignoto e non originato dal nodo stesso?


Sono molto perplesso... così non credo che possa funzionare, probabilmente ho sbagliato qualche passaggio. Non essendo un esperto di legge, eccomi qua a chiedere il vostro consiglio.

Saluti

Gabriele Tozzi

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