vorrei solo ricordare che , vedi cassazione, per definire un'area
protetta ovvero per definirla privata è sufficiente un cartello , una
scritta che dica " casa mia è chiusa" , quindi anche il semplice nome
può essere una misura di sicurezza.
rino
Angelo Salice ha scritto: in data 22/10/2009 9.37:
Ciao.
Il 615 ter prevede che il sistema informatico sia *protetto da misure di
sicurezza* e che la persona vi acceda in maniera *abusiva*.
Se la wireless è aperta significa che non ha alcuna protezione e quindi non vi è
violazione dell'art. di cui sopra. Le stesse faq parlano di rete "accessibile non
protetta da codici di accesso".
questo è un aspetto tecnico non legale
Non si può nemmeno ipotizzare che la persona si connetta contro la "la volontà
espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo": se così fosse il proprietario
della wireless avrebbe impostato qualche sistema di protezione (fosse anche solo
disabilitare il broadcast dell'ssid).
no, la disabilitazione del nome non è un atto idoneo a dire " fuori da
casa mia".
Diverso il discorso dal punto di vista del "proprietario" che, a seconda dei
casi e delle situazioni, può incorrere in una violazione delle misure di sicurezza ex
all. B del 196, del decreto Pisanu, della conservazione dei log di navigazione, etc.
se è un privato il pisano non c'entra per nulla.
rino
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