Il problema non esiste.
Infatti, utilizzando le "credenziali" citate (codice fiscale e numero di
protocollo) si accede a quanto  gia' disponibile sulla copia cartacea per il
datore di lavoro, in quanto le informazioni relative alla patologia non
vengono visualizzate. Immagino che, pur essendo l'accesso dedicato al
lavoratore, si presupponga che lo stesso conosca la propria patologia, e
comunque se così non fosse stato, i problemi creati sarebbero comunque stati
maggiori di quello risolto.
Carlo



-----Messaggio originale-----
Da: [email protected] [mailto:[email protected]] Per conto
di Stefano Zanero
Inviato: sabato 12 febbraio 2011 23.56
A: [email protected]
Oggetto: [lex] Fwd: [iisfa] Privacy: attestazioni di malattia

Inoltro da altra lista...

-------- Original Message --------
Subject: [iisfa] Privacy: attestazioni di malattia
Date: Sat, 12 Feb 2011 12:16:52 +0100
From: Vincenzo Calabro <[email protected]>
Reply-To: [email protected]
To: [email protected]

Scrivo questo post per sollevare un problema di privacy.
La recente riforma sulle attestazioni di malattia per i lavoratori
pubblici prevede l'invio e la consultazione online della certificazioni
di malattia.

In portale attraverso cui i medici, i lavoratori e i datori di lavoro
possono interagire è quello dell'INPS.

La normativa prevede che il medico certifichi la malattia, attraverso
detto portale, e che il sistema consenta la consultazione:
per il dipendete completa
per il datore di lavoro parziale, ovvero solo i dati strettamente
necessari alla regolarizzazione dell'assenza (conformemente al 196/03)

Il problema che vorrei sollevare è il seguente:
tra le modalità di consultazione della certificazione di malattia ve ne
è una che consente al dipendente di interrogare la banca dati fornendo
il proprio codice fiscale e il numero di protocollo dell'attestazione.

Ho constatato in questi giorni che le predette informazioni sono
disponibili sulla copia del certificato consegnato al datore di lavoro
epurato delle informazioni sensibili, ma che quest'ultimo, qualora
volesse conoscerle, avrebbe a disposizione le chiavi di accesso
fornitele dal dipendente stesso.

E' una violazione della privacy?

Vincenzo Calabrò

www.vincenzocalabro.it


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